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E se...

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E se una importante banca americana avesse grosse perdite accumulate su derivati finanziari? E se...

Noi abbiamo il paracadute e tu no..!!

Noi abbiamo il paracadute e tu no..!!

Non so perché ma mi è venuta in mente quella vignetta delle Sturmtruppen del mitico...

Il destino del parco buoi

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I dati di bilancio presentati dalle maggiori società di gestione del risparmio, hanno...

Una situazione dracmatica

Una situazione dracmatica

Quella greca? Macchè! La situazione greca è chiarissima. La Grecia è fallita,...

Filmati

A volte capire l'economia è facile come guardare un film al cinema...   Tanto per...

  • E se...

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    Venerdì, 09 Gennaio 2015 19:03
  • Noi abbiamo il paracadute e tu no..!!

    Noi abbiamo il paracadute e tu no..!!

    Sabato, 07 Febbraio 2015 19:05
  • Il destino del parco buoi

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    Lunedì, 04 Maggio 2015 19:05
  • Una situazione dracmatica

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    Venerdì, 05 Giugno 2015 15:15
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    Sabato, 13 Giugno 2015 07:11

2010

2010

Riflessioni sulla fiducia al governo

Il governo ha avuto la fiducia, tanto rumore per nulla. Era prevedibile? Forse si. Politicamente? Forse no! Provo a fornire una chiave di lettura differente.

Giovedì e venerdì si riunisce il Consiglio Europeo dei capi di stato e di governo. All’ordine del giorno ci sono sono temi di governance e finanza europea. In breve devono decidere se e come far rispettare ai paesi i criteri di stabilità imposti dai trattati, decidere se le violazioni (sforamento dei parametri di deficit e di debito) facciano scattare le sanzioni in automatico o no. Devono anche decidere se apportare o no le modifiche al trattato di Lisbona.

I temi sono importanti perchè nelle ultime riunioni non c’è stato accordo. La situazione è grave. Perchè i livelli di debito e di deficit dei paesi sono pesanti. Perchè i paesi da salvare sono sempre di più (si comincia a parlare del Belgio). Perchè i titoli di stato dei paesi europei sono esposti ad attacchi speculativi. Perchè la Banca Centrale potrebbe avere bisogno di un aumento di capitale. Quella stessa Banca Centrale che sta acquistando i titoli di stato dei paesi in crisi (hanno per caso finito i soldi?).

La realtà è che come la giri la giri la coperta è troppo corta, e sembra non essere in grado di coprire nessuno. Prima o poi dovranno prendere decisioni straordinarie. Se non sarà a questa riunione sarà alla prossima… Intanto l’incontro di giovedì sarà preceduto dalla riunione straordinaria dell’Ecofin, cioè dei ministri delle finanze dei vari stati.

Quali sono i vincoli che ci vengono richiesti?

– Il nostro debito pubblico dovrebbe rientrare nel tempo entro il 60% del Pil. In pratica o dimezziamo il debito o raddoppiamo il Pil. Un impresa già ciclopica ma in quanto tempo dovremmo farlo?

– Il deficit già sappiamo che si deve azzerare entro il 2016! (circa 13 miliardi di Euro all’anno).

– Le pubbliche amministrazioni dovrebbero rispettare i tempi di pagamento ai fornitori entro i 60 giorni. Attualmente stiamo a tempi biblici.

Il mancato rispetto di questi parametri comporterebbe delle sanzioni. Le conseguenze per l’Italia quali sarebbero? Dove prendere i soldi per realizzare queste imprese? Dove tagliare le spese?

Una eventuale rigidità sulle sanzioni sarebbe per noi disastrosa. Poteva l’Italia presentarsi a questo appuntamento di giovedì senza un governo in carica? Credo di no, meglio un governo debole che nessun governo.

Questo è ciò che credo sia accaduto oggi e ciò che potrebbe accadere giovedì quando si decideranno i nostri destini nel silenzio degli organi di stampa, mentre noi continueremo a litigare su Berlusconi – Fini e discutere su Sara e Yara.

Speriamo bene!

Gianni Di Noia

Crisi irlandese. Segnale preoccupante per l’Italia

La crisi irlandese è illuminante di ciò che potrebbe accadere in Italia a breve.

Irlanda. Uno stato con un sistema fiscale leggerissimo (tassazione alle imprese al 12,5%), una economia dinamica, un sistema finanziario molto dinamico, conti economici buoni.

Il sistema finanziario mondiale va in crisi nel 2007, il sistema finanziario irlandese segue la stessa sorte.

Lo stato protegge e salva le sue banche facendo saltare i conti pubblici che rimangono comunque in termini non peggiori di molti altri stati occidentali più blasonati.

Una banca irlandese deve ricevere ulteriori aiuti dallo stato che vede quindi aggravare i suoi conti.

La speculazione attacca i titoli di stato irlandese che perdono valore. L’Irlanda per i prossimi mesi non deve emettere titoli di stato e quindi non ha un problema immediato di rifinanziamento.

L’Europa interviene proponendo il salvataggio irlandese a determinate condizioni, taglio delle spese e aumento delle tasse.

L’Irlanda prova a rifiutare gli aiuti ma la speculazione aumenta gli attacchi.

Alla fine l’Irlanda cede, accetta gli aiuti, la popolazione contesta le decisioni prese, il governo va in crisi.

Ma sono pazzi questi irlandesi che rifiutano l’aiuto europeo sull’orlo del fallimento?

Chi lo sa!

Di certo non devono essere contenti di vedersi aumentare le tasse, tagliare i servizi, senza che le siano cambiate quelle regole finanziarie che hanno causato la crisi.

I danni della crisi finanziaria (delle banche) li paga la popolazione. La decisione viene presa dalla politica europea, sotto la minaccia della speculazione internazionale contro la volontà della politica locale.

L’Europa Unita non ha una politica economica e fiscale comune, perché nessun paese vuole rinunciare alla sua autonomia decisionale. La speculazione finanziaria di fatto sta costringendo ogni singolo stato a cedere gli ultimi spazi di potere autonomo.

Subito dopo toccherà al Portogallo, poi alla Spagna, poi all’Italia, poi forse ai paesi dell’Est Europa.

Sempre che questi stati non capiscano la situazione in tempo e si muovano prima dell’intervento della speculazione.

Per capirci la speculazione (banche d’affari, hedge fund, ecc) vende allo scoperto i titoli di stato o compra i CDS (Credit Default Swap) sul debito degli stati, fa scendere il prezzo dei titoli di stato per poi ricomprarli a prezzi più bassi sapendo che l’intervento dell’Europa salverà qualsiasi stato in difficoltà. L’Euro perde valore ma comunque va bene per le esportazioni specialmente quelle tedesche. Gli speculatori ci guadagnano, la Germania ci guadagna, chi ci rimette saranno le popolazioni dei singoli stati che pagheranno caro questi giochi di potere.

L’Italia deve ridurre il deficit (e questo è possibile anche se con sacrifici pesanti), ma deve anche ridurre il debito (e questo è più complicato).

L’ultima finanziaria (scusate Legge di Stabilità) è stata presentata al governo in 32 minuti, senza neanche poterne discutere. Prendere o lasciare. Con la scusa della sfiducia al governo la finanziaria verrà approvata senza cambiamenti sostanziali. Intanto si sono già visti i tagli degli aiuti alle associazioni di volontariato, una delle poche realtà efficienti in Italia, perché fungono da importante ammortizzatore sociale con pochissime risorse.

Probabilmente in Europa le decisioni su come gestire la situazione Italia sono state già prese, sono sicuramente decisioni che saranno impopolari, bisogna solo vedere chi le presenterà in Italia. Qualsiasi governo democraticamente eletto perderebbe il consenso non appena i sacrifici venissero resi noti. Molto più facile provocare una crisi, chiamare tutte le parti alla responsabilità, prendere provvedimenti d’urgenza. Se non ci riusciranno i politici italiani ci penserà la speculazione internazionale. In quel caso bisogna fare attenzione perché i titoli di stato italiani potrebbero subire forti oscillazioni di prezzo, salvo recuperare tutto dopo l’intervento del 7° Cavalleggeri a sostegno dei nostri malandati titoli di stato.

Per i possessori di titoli di stato italiani e di obbligazioni bancarie reggetevi forte, presto si ballerà, potrebbero esserci forti oscillazioni di prezzo prima di un lento ritorno alla normalità.

E’ uno scenario verosimile, che vedrebbe completare il trasferimento di poteri all’Europa. Sarà sicuramente traumatico, ma chi ci dice che non sia meglio essere governati dai tedeschi piuttosto che dai nostri soliti noti?

Gianni Di Noia

Perché la crisi sarà ancora lunga

Al di là delle dichiarazioni di circostanza, i responsabili di governo non possono non diffondere fiducia e tranquillità al popolo, tranne poi dichiarare che abbiamo superato momenti difficili dopo che una bufera è passata sperando di evitare la prossima in arrivo. Ma una lettura attenta di alcuni fatti inconfutabili non può che portare ad una presa di coscienza della serietà per non dire della drammaticità della attuale situazione.

1) Gli stati europei si sono impegnati a dimezzare il deficit entro il 2013 e ad azzerarlo entro il 2016. Una decisione ufficializzata al G20 di Toronto ma imposta dalla Germania e dalla Banca Centrale Europea. Tanto per capirci, l’Italia con un deficit di 80 miliardi di Euro, dovrà tagliare il deficit di 13 mld ogni anno per i prossimi 6 anni.

Questo piano di rientro dal deficit può essere raggiunto se i tassi di interesse sui titoli di stato rimarranno bassi nei prossimi anni. E’ perciò prevedibile il proseguimento di una politica di tassi bassi da parte della BCE per finanziare l’acquisto concertato di titoli di stato da parte di banche, assicurazioni, enti previdenziali fino all’acquisto diretto da parte della BCE. Una operazione indispensabile per prevenire speculazioni stile Grecia, ma in chiara alterazione del mercato.

2) I soldi che gli stati hanno impiegato per il salvataggio delle banche sono serviti a ripatrimonializzare le banche, ma non sono poi ricaduti sul mercato delle imprese e ai privati. Le norme di Basilea 3 e Solvency obbligheranno banche ed assicurazioni ad aumentare i livelli di patrimonializzazione gradualmente nei prossimi anni, con la possibilità che i capitali raccolti si fermino nelle casse degli istituti invece che immettersi nel circuito produttivo per finanziar imprese e privati.

3) La lotta per il recupero dell’evasione fiscale si farà più incisiva, ma in realtà si sta già accanendo su chi è più facile da controllare, lavoratori dipendenti e pensionati e piccoli imprenditori che magari sono in ritardo con il pagamento di multe, bolli, canoni per colpa della crisi.

4) I costi di questo risanamento cadranno molto facilmente sulle spalle della categoria più debole, i privati, lavoratori e pensionati. Abbandonati a se stessi al grido di meno stato più società, ovvero meno welfare più mercato.

In pratica nei prossimi sei anni dovremmo vedere gli stati (ed in particolar modo l’Italia) tagliare la spesa pubblica, le banche proseguire nel risanamento dei bilanci aumentando la raccolta e riducendo i finanziamenti a privati e imprese, le imprese sempre più impegnate a tagliare i costi di produzione o delocalizzando o tagliando posti o contratti di lavoro, in un processo complessivo che di certo non potrà far crescere in misura esponenziale l’economia, anzi sarà già molto se si riuscirà ad evitare una nuova pesante recessione.

Sarà difficile per i sindacati fare battaglie per rinnovi dei contratti e aumenti salariali se l’obbligo per tutti è tagliare le spese. Sarà difficile per le aziende rimanere concorrenziali sul mercato senza delocalizzazione. Sarà difficile per le pubbliche amministrazioni fare la lotta a sprechi e clientelismi.

Sarà difficile perché non si vede all’orizzonte chi proponga un dibattito serio su come si possa coniugare sviluppo e ridimensionamento della spesa.

Ma attenzione, se mercato selvaggio deve essere, credo sia possibile prepararsi a combattere la battaglia utilizzando le stesse armi del mercato.

L’asimmetria informativa per esempio, che è la differenza di potere data dal fatto di avere una conoscenza maggiore rispetto ad una controparte, è uno dei punti delicati del mercato. Può essere combattuta ricominciando a informare le persone, a fare formazione, a vantaggio del settore più debole della società, quello dei privati (ora lavoratori, o consumatori, o clienti o utenti) così come l’articolo precedente sui mutui di surroga spero sia stato utile dimostrazione.

Gianni Di Noia

Come risparmiare con la crisi economica: una situazione da non sottovalutare

Sulla crisi attuale si sta scrivendo di tutto e di più, analisi, soluzioni, esperti, non esperti, se ne sentono di tutti i colori, col risultato che la gente sente gli effetti della crisi ma non capisce cosa succede, col rischio di fare scelte sbagliate e perdere di vista alcune situazioni importanti.

Per questo motivo voglio portare alla vostra attenzione una situazione già in divenire prima dell’estate ma che nel mese di agosto si è notevolmente accentuata, della quale nessuno parla sui media nazionali.

I tassi d’interesse di riferimento per i mutui a tasso fisso sono scesi ai minimi storici.

L’IRS a 10 anni è sceso al 2,34%, l’IRS a 20 anni è sceso al 2,7%, l’IRS a 30 anni è sceso al 2,57%.

Non voglio in questa occasione dilungarmi sulle cause e sul significato di questi cali, voglio invece ricordare a tutti coloro in possesso di un mutuo a tasso fisso che è possibile sfruttare questa situazione per risparmiare un pò di soldi nei nostri conti familiari così colpiti dalla crisi.

Come?

Se qualcuno lo avesse dimenticato, è possibile trasferire il mutuo presso un’altra banca senza alcun costo grazie ai mutui di portabilità detti anche di surroga, regolamentati con la legge 40/2007 (legge Bersani). Il nuovo mutuo sarebbe stipulato ai tassi attuali, che essendo sensibilmente più bassi consentiranno un grande risparmio sull’importo della rata mensile.

Quanto risparmio?

Spero possa essere di aiuto la seguente tabella che calcola quanto si può risparmiare annualmente riducendo il tasso del mutuo di uno 0,5% e di un 1%:

Capitale residuo: 100.000 €

Durata    Riduzione di tasso     Riduzione di tasso

residua         0,5%                          1,0%

10 anni        282 €                         564 €

20 anni        316 €                         630 €

30 anni        350 €                         700 €

Considerate che i tassi sono scesi mediamente di un 1,2% rispetto all’anno scorso, moltiplicate questo risparmio per il numero di anni residui e capirete facilmente l’importanza di fare questo passo.

Ricordo in breve che la surroga deve essere richiesta ad una banca diversa da quella con la quale avete in questo momento il mutuo, spese di perizia e spese notarili sono a carico dell’istituto che fa la surroga.      

La vostra banca può sempre rinegoziare i tassi di riferimento ma in questo caso i costi notarili saranno a vostro carico.

Credo che questo sia un modo semplice per il sindacato per essere vicino alle esigenze dei lavoratori in questo momento così difficile, e spero in questo di aver dato il mio modesto apporto.

Gianni Di Noia

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CASELLLLANTEEEEEEEE!!!!!!!

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E' un momento d'oro!!!

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E' un momento d'oro, o almeno potrebbe esserlo (a breve, molto a breve). Ci sarà pure la crisi, la Brexit, la... quello che vi pare, ma c'è sempre un'alternativa da valutare! Gianni Di Noia

Ita vs Gb (2° tempo)

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Secondo grafico per analizzare le differenze. Sono gli indici Thomson Reuters relativi ai titoli governativi a 10 anni di Stati Uniti, Germania, Italia e Gran Bretagna da inizio anno ad oggi. Chi guadagna di meno? Gianni Di Noia    

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E' facile fare i greci col culo degli altri!

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2009

8 gennaio Germania: il Governo annuncia la sottoscrizione attraverso SoFFin (fondo governativo per la stabilizzazione dei mercati finanziari) di un aumento di capitale di Commerzbank per 10 miliardi di euro, diventando così il primo azionista della banca. 15 gennaio Irlanda: il Governo annuncia la nazionalizzazione...

2008

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2007

2007 PRIMI SEGNALI ANTICIPATORI DELLA CRISI DEI MUTUI SUB-PRIME 8 febbraio USA: HSBC e New Century Financial Corp. annunciano pesanti perdite nel proprio portafoglio subprime. 14 giugno USA: Bear Stearns (broker in titoli derivanti da securitisation) annuncia difficoltà di due suoi hedge fund per investimenti in titoli...

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