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2011

Meditate gente, meditate…

Mario Monti

 

Visto il video?

Cosa ha detto Mario Monti:

– la crisi nasce negli Stati Uniti dove in passato in nome di presunte giustificate finalità sociali sono state violate diverse regole fondamentali;

– nel mondo delle discipline giuridiche o dell’antitrust, le regole fondamentali non vengono cambiate mai;

– i mercati finanziari fanno sostanzialmente come gli pare e sono molto rapidi nell’operare;

– i poteri pubblici sono molto lenti e saranno sempre più lenti nell’agire se si allarga il consesso decisionale (es: tempistica dell’Unione Europea);

– storicamente i tempi di intervento sono rapidi solo in situazioni di emergenza;

– un effetto positivo di questa crisi è che sta consentendo la cessione di parti della sovranità nazionali ad un livello comunitario;

– le collettività nazionali accetteranno queste cessioni solo sotto l’effetto della crisi;

– prima della fine della crisi bisogna aver creato scenari nuovi che successivamente difficilmente potranno essere modificati;

– il G20 non ha regole condivise, l’Unione Europea ha un sistema di regole già scritte;

– le politiche attuali sono affette da short-term, visione di breve periodo, in sostanza sono miopi e non guardano al futuro;

– Germania e Francia stanno proponendo all’Europa politiche short-term;

– siamo in una stagione di riregolamentazioni

– è fondamentale preoccuparsi non solo della scrittura delle regole ma anche della capacità reale di applicazione delle stesse (enforcement)

In breve sostanza sembra dire:

– il mondo da cui veniamo non è il migliore dei mondi possibili

– bisogna costruire un mondo diverso

– il cambiamento sarà doloroso e accettato rapidamente proprio per effetto della crisi

– il cambiamento non può essere affidato a soggetti, i politici, che ragionano short-term (a breve scadenza) e che ragionano e decidono in funzione di convenienze di breve termine, l’imbonimento degli elettori, ma a soggetti capaci di costruire un mondo futuro ed in grado di decidere ed agire rapidamente

la crisi non finirà prima che sia definito il nuovo scenario futuro

La mia interpretazione? Eccola:

“siccome non siete capaci a decidere per il vostro futuro, ci pensiamo noi, elìte superiore”

Ora, che ci sia bisogno di un cambiamento è evidente.

Che la democrazia e la politica finora non sia riuscita a creare un sistema di società sostenibile per tutti i soggetti, è evidente.

Che la politica attuale non sia adeguata a gestire il cambiamento, è evidente.

Sul fatto che ci dobbiamo fidare di una elite superiore rassegnandoci a cedere la sovranità nazionale ho dei dubbi. Chi ci dice che i sacrifici che ci stanno imponendo servano davvero a creare scenari futuri migliori?

In ogni caso andremo incontro a modelli di società civile diversi. E’ giusto resistere al cambiamento mantenendo in piedi questo modello di società che si è dimostrato fallimentare? In sostanza meglio un passato certamente fallimentare di un futuro che non sappiamo se sarà migliore o peggiore?

C’è un aspetto della situazione di oggi che sembra dare ragione a Monti: i comportamenti di massa hanno alimentato le storture del mercato.

Si consuma sempre di più e non si risparmia come facevano i nostri genitori.

Risposta: c’è la crisi! Come si fa a risparmiare!

Vero! Come mai allora tutti hanno Sky in casa, ventisette telefonini per famiglia (pure ai bambini di 8 anni), i week-end in Europa con i low cost ( e chi la paga secondo voi la benzina dell’aereo che vi porta a fare i turisti)?

Oggi il voto politico di ognuno di noi ha sempre meno valore. Conta molto di più il voto espresso nel modo in cui spendi i tuoi soldi, oggi è questa la forma di partecipazione democratica al cambiamento della società.

Meditate gente, meditate…

A presto

Gianni Di Noia

Zitto e nuota…

In questi ultimi giorni molti aspettavano commenti alla situazione, al susseguirsi degli eventi, invece non ho voluto scrivere niente, non me la sentivo. Tutto ciò che stava accadendo era stato previsto, raccontato con largo anticipo, e l’essere etichettato come “mago” o “gufo” a seconda dei punti di vista può farmi piacere ma non serve a molto.

Dopo tutti gli avvenimenti delle ultime due settimane ci ritroviamo con la stessa crisi, con lo stesso debito pubblico italiano, con il problema del debito pubblico spagnolo e francese (ride bene chi ride ultimo?), con il problema del debito pubblico americano (già annunciato un mese fa), con le soluzioni alla crisi dei debiti europei che cambiano ogni 5 minuti (ma ce ne fosse una che sia di cambiamento vero, trattano solo di curare vecchi debiti nazionali con nuovi debiti europei). I problemi insomma c’erano già da prima, bastava vederli, ma purtroppo abbiamo un mondo dell’informazione come dire… un po’ miope!

Dicevo a luglio che ci voleva un “tana libera tutti” di giovanile memoria. Si, perché è inutile curare i mali italiani, senza nello stesso tempo curare i mali europei e senza allo stesso tempo curare i mali americani. Ma di tana libera tutti non si vede l’ombra all’orizzonte, facile quindi prevedere ulteriori disastri.

Ma mentre aspettiamo che i “signori” si mettano d’accordo, la direzione presa dai signori suddetti va verso l’estromissione della sovranità popolare (Belgio, Grecia, Italia, chi sarà il prossimo?).

Dove invece il popolo manifesta la sua contrarietà a ciò che sta avvenendo, questo accade sotto forma di protesta (spesso repressa) che sfocia in momenti di violenza (Grecia, Roma, Stati Uniti con Occupy Wall Street o l’Egitto).

A questo punto un pensiero, dato anche dal tipo di lavoro che svolgo, mi ha portato a riflettere sul fatto che tutto ciò che sta accadendo ci sta portando a cambiamenti importanti della nostra società, e quindi della nostra vita. Se affermo da tempo che sarebbero arrivati momenti difficili con cambiamenti importanti, non posso, non devo mettermi paura mentre questi momenti arrivano. Posso e devo cercare di rimanere lucido e razionale, per comprendere questi cambiamenti e mettere in atto delle azioni concrete che abbiano lo scopo di evitare il più possibile i rischi di questa crisi. Non dico per cambiare la direzione del mondo (a questo cambiamento possiamo partecipare solo attraverso gli strumenti democratici che ci sono concessi), ma di certo la scelta della banca dove avere il proprio conto corrente, la scelta degli strumenti di risparmio, fondi, titoli o polizze, la scelta di pianificazione della propria pensione integrativa, del fondo che gestisce il proprio TFR, la scelta dell’investimento immobiliare o del tipo di mutuo, sono tutte scelte che non cambieranno il mondo, ma sicuramente cambiano il percorso della nostra vita. Concretamente. E per farle non occorre una grande conoscenza, quanto una grande capacità di buon senso. Ma subito dopo occorre il coraggio dell’azione. E qui casca l’asino, siamo tutti pronti a lamentarci della situazione, ma siamo un po’ meno capaci di cambiare strategia (sempre che la si abbia una strategia).

Tra l’altro mi viene in mente quell’episodio del cartone animato “Alla ricerca di Nemo”, dove tutti i pesci dentro la rete si mettono a nuotare in direzione opposta al peschereccio e al grido di “nuota e nuota, zitto e nuota…” i pesci nuotando tutti insieme riescono a spezzare la rete e fuggire. Insomma in un mondo in cui comanda il mercato, tutti noi siamo parte del mercato, e se ci si muove in massa in una certa direzione, forse si riesce a cambiare direzione al mercato. Ma attenti ad evitare i finti capi popolo…

A questo punto l’ultima considerazione, è così bello il mondo in cui viviamo? Siamo tutti così contenti del finto benessere che ci hanno finora proposto da aver paura di perderlo? Vi do una notizia: siccome era finto, LO ABBIAMO GIA’ PERSO, tanto vale allora pensare a come costruire il nuovo benessere del domani, tornando a pensare al famigerato “bene comune”, io da parte mia continuo ad aiutare a comprendere ciò che succede e, per chi vuole, a ragionare su cosa fare per tutelare i propri beni.

In ogni casi state tranquilli, si continua a ballare, e ne vedremo ancora delle belle…

Vi lascio allora con un brano tratto dal Manuale del Guerriero della Luce di Paulo Coelho, credo che sia adatto alla situazione:

Il guerriero della luce contempla le due colonne che fiancheggiano la porta che intende aprire. Una si chiama “Paura”, l’altra “Desiderio”.

Il guerriero guarda la colonna della Paura, sulla quale è scritto:

“Entrerai in un mondo sconosciuto e pericoloso, dove tutto ciò che hai appreso finora non servirà a niente.”

Poi osserva la colonna del Desiderio, sopra la quale legge: “Uscirai da un mondo conosciuto, dove sono custodite le cose che hai sempre voluto, e per le quali hai lottato duramente.”

Il guerriero sorride, perché non esiste niente che lo spaventi né che lo leghi. Con la sicurezza di chi sa ciò che vuole, apre la porta.

Paulo Coelho

(dal Manuale del Guerriero della Luce)

A presto

Gianni Di Noia

Caro professore

Caro professor Mario Monti,
scrivo questa lettera come un bambino scriverebbe al suo supereroe preferito che viene a salvarlo da un pericolo imminente. Si, perché lei è arrivato all’improvviso come Batman rispondendo al segnale d’allarme lanciato nella notte oscura dal sindaco di Gotham City, il presidente Napolitano. E’ venuto dal cielo a liberarci dal famigerato ed oramai ridicolo Jolly Joker, quel presidente del consiglio che oramai ne aveva fatte di tutti i colori (e già questo giustifica l’onoreficenza di senatore a vita) e magari riesce a liberarci anche di un certo ministro del Tesoro, che con i suoi atteggiamenti un po’ doppia faccia, sembrava una volta serio e subito dopo viziato e capriccioso come quei bambinetti che volevano dettare le regole del gioco solo perché portavano il loro pallone. Anche se il Tesoro che gestiva era il nostro e non il suo.
Solo per questo, caro professore, meriterebbe un monumento, eppure c’è un grande timore che tutti noi viviamo, perché questa crisi fa paura ma se nessun partito ha il coraggio di metterci la faccia ed assumersi la responsabilità politica di guidarci verso lidi più sicuri ben venga il suo arrivo.
C’è però una paura che neanche il suo arrivo può fugare. Abbiamo tutti un pò l’idea che con la scusa della crisi, quelle decisioni urgenti ed improrogabili richiamate dal presidente Napolitano vengano fatte pagare solo a noi poveri cittadini, che troppe volte siamo finiti cornuti e mazziati.
Caro professor Monti, le dirò la verità, lei non è il mio supereroe preferito. Ci dicono che lei è un tecnico, un uomo di esperienza, che capisce di economia e finanza, ci dicono che è un uomo serio, dallo stile di vita impeccabile, che non è corrotto dai vizi e dagli agi che il benessere economico può portare a tentazione. E questo è bene. Ci dicono che non è un politico, infatti non ha un partito, ma uno che ha fatto il presidente della Commissione Europea, che ha lavorato per la costruzione dell’Europa unita, che si è occupato quindi del futuro delle nostre vite, forse un po’ politico lo è. Sappiamo che frequenta quelle riunioni di politici, imprenditori, banchieri, giornalisti, che ogni tanto fate a porte chiuse (riunioni pubbliche perché lo sanno tutti quando vi vedete, segrete perché non si sa mai cosa vi dite), riunioni in cui immagino parliate di cosa succede e forse di cosa deve succedere nel mondo, e siccome in questo mondo ci siamo anche noi comuni mortali, forse un po’ politico lo è anche lei.
Di certo però lei è uno che sa molto bene come vanno le cose, e quindi saprà bene che l’Italia potrebbe andare molto meglio se si rompessero tutti i privilegi di casta non solo dei politici, ma anche degli imprenditori, dei banchieri, dei professionisti, ecc. Sa bene che l’Italia potrebbe andare molto meglio se si desse più spazio a quel patrimonio di cultura, di conoscenza, di valori che tante brave persone hanno, se solo ci fosse meno burocrazia, poche regole semplici da capire e da rispettare, colpendo con certezza e fermezza chi non le rispetta.
Lei conosce bene l’Europa e le sue regole, e quindi sa bene (anche se molte persone non lo sanno) che noi stiamo trasferendo la nostra sovranità popolare all’Unione Europea, ma sa anche che questa Europa è nata male e cresciuta peggio, è una Europa che non è solidale che chiede a noi il pareggio di bilancio nel 2013 ed ai francesi che hanno un deficit maggiore ed un debito non tanto più piccolo il pareggio nel 2016, dove alcuni cercano di contare più degli altri senza neanche averne titoli e meriti (vedi la Francia), è un Europa che ha spinto tanti paesi (tipo la Grecia) ad indebitarsi esageratamente prestando soldi in maniera scriteriata a bassi tassi senza preoccuparsi se chi li riceveva li usava bene o male, è un’Europa nata sull’unità monetaria senza l’unità politica e di popolo, è un’Europa che non ha ricette valide per superare la crisi, un’Europa regolamentata da un Trattato di Lisbona che non è democratico, che  praticamente non è stato letto da nessuno, che dà troppi poteri a pochi, e pochi poteri al popolo, che dà troppi poteri ad una Banca Centrale che di fatto è istituzione privata che manda raccomandazioni non pubbliche (quindi segrete) agli stati ma non può essere influenzata da nessuna istituzione politica pubblica (cosa che conferma il suo status di istituzione privata).
Lei sa molto bene, per le sue frequentazioni, che tutto ciò che dicono vada fatto per fare uscire il paese dalla crisi è già stato scritto e deciso in altre sedi già da mesi, e quindi mi domando: serviva un “tecnico” della sua levatura per eseguire un compitino già scritto da altri (magari con la sua partecipazione) in altre sedi? Ci sarebbero altre domande a cui dare risposta, ma è inutile parlarne adesso, vedremo presto ora che è entrato in campo, che maglia vorrà indossare, capiremo subito se vestirà la maglia di rappresentante del popolo e se lavorerà veramente per il bene comune oppure come molti dicono se completerà l’opera di trasferimento della sovranità popolare a vantaggio di quei poteri forti che tengono i cordoni della finanza e quindi del potere vero. Lo capiremo specialmente se avrà la forza e il coraggio di chiedere di cambiare le regole del gioco non tanto qui in Italia (esercizio oramai inutile vista la nostra partecipazione all’Unione Europea) ma specialmente a Bruxelles ed a Francoforte, per cambiare i trattati europei esistenti prima che l’Europa imploda su se stessa, schiacciata da una struttura assurda che non può reggere ancora a lungo. Lo sviluppo imminente della crisi che colpirà la Francia che non potrà più nascondere le sue magagne dietro alle risatine del caro Sarkozy (ride bene chi ride ultimo) e che potrebbe colpire anche la Germania, potrebbe spingere tutti a rivedere i piani, potrebbe essere l’occasione in cui tutti si potrebbero mettere seduti attorno al tavolo a costruire l’Unione Europea vera azzerando tutti i giochi di potere e lavorando veramente per il bene comune, potrebbe tra l’altro farlo legittimato anche dal ruolo di guida di un paese importante quale è il nostro.
Se così fosse altro che senatore a vita, avrebbe la stima e la fiducia del paese a vita. Se invece così non sarà io personalmente tornerò a sognare il mio supereroe, Tex Willer, l’incorruttibile, l’invincibile, l’uomo bianco amico degli indiani (perché se la realtà è questa meglio rifugiarsi nella fantasia), ma si ricordi caro professore che come cantava Rita Pavone “il popolo affamato fa la rivoluzion…”, senza sconti neanche per gli ultimi arrivati.
Cordiali saluti

 

Gianni Di Noia

Un’illusione chiamata “riserva frazionaria”…

Vi racconterò il fantastico percorso di come i nostri soldi riescono a far girare l’economia.

C’era una volta… i tre nipotini Qui, Quo e Qua che faticosamente avevano messo da parte un po’ di soldini raggiungendo la ragguardevole cifra di 1.000 Euro, decisero allora di rompere il loro salvadanaio e portare i loro risparmi nella banca del loro zio Paperone che ne avrebbe fatto certamente buon uso. Zio Paperone tutto contento aprì loro un conto corrente dicendogli: “quando volete i vostri soldi sono a disposizione!”.

A fine giornata la situazione è questa:

i tre nipotini avevano un credito (soldi che devono riprendere) di 1.000 €;

la banca ha in cassa 1.000 € che però sono anche un debito (soldi che deve restituire) di 1.000 € verso i nipotini ma garantito dall’oro del deposito di zio Paperone (guarda caso per un valore di 1.000 €).

Il giorno dopo la banca di zio Paperone sapendo che i tre parsimoniosi nipotini non richiederanno mai tutti i 1.000 € decide di tenere in cassa il 5% della somma pari a 50 € e di utilizzare i restanti 950 € prestandoli a nonna Papera che deve fare dei lavori alla sua fattoria. Nonna Papera paga l’operaio che ha fatto i lavori e questi corre in banca da zio Paperone a versarli su un nuovo conto corrente.

A fine giornata la situazione è questa:

i tre nipotini e l’operaio hanno un credito complessivo di 1.950 €,

zio Paperone ha una cassa di 1.000 €, un debito di 1.950 € (i risparmi dei nipotini più i risparmi dell’operaio), ed un credito di 950 € (il debito di nonna Papera);

nonna Papera ha un debito di 950 €.

In totale i 1.000 € dei nipotini hanno creato valore per 1.950 €.

Il giorno dopo la banca di zio Paperone decide di tenere in cassa 100 € (circa il 5% dei risparmi che potrebbero prelevare i nipotini e l’operaio) e di prestare i restanti 900 € a Paperoga che ci deve comprare una macchina. Il venditore corre subito in banca a versare i soldi aprendo un nuovo conto.

A fine giornata la situazione è questa:

i tre nipotini, l’operaio e il venditore hanno un credito (i loro risparmi) complessivo di 2.850 €,

zio Paperone ha una cassa di 1.000 €, un debito di 2.850 € (i risparmi dei nipotini, dell’operaio e del venditore), ed un credito di 1.850 € (il debito di nonna Papera e di Paperoga);

nonna Papera e il venditore hanno un debito complessivo di 1.850 €.

In totale i 1.000 € dei nipotini hanno creato valore per 2.850 €.

Dov’è il guadagno della banca di zio Paperone? La banca paga ai nipotini, all’operaio e al venditore un tasso di interesse del 2% sui 2.850 € dei conti correnti (pari a 57 €) e incassa il 10% sui 1.850 € prestati (pari a 185 €).

Potremmo andare avanti all’infinito ma per farla breve possiamo dire che con questo sistema che si chiama “RISERVA FRAZIONARIA” dove tengo in cassa solo una parte dei soldi depositati, con 1.000 € reali ho fatto girare l’economia, i nipotini, l’operaio e il venditore pensano di essere benestanti (tutti e tre in banca hanno 2.850 €).

Con i soli 1.000 € il sistema potrebbe creare ricchezza per 3.000, 4.000, 10.000 Euro… ma in realtà i soldi veri sono sempre i 1.000 iniziali.

Funziona così da sempre, non è un problema, almeno fino a quando qualcuno tra i nipotini, l’operaio e il venditore non richiede tutti i soldi indietro (conoscete l’effetto Mary Poppins?) oppure fino a quando qualcuno tra nonna Papera, Paperoga e la stessa banca non riesce più a rimborsare i debiti. Ma questa è un’altra storia che vi racconterò una prossima volta.

A presto

Gianni Di Noia

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