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  • Noi abbiamo il paracadute e tu no..!!

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    Sabato, 07 Febbraio 2015 19:05
  • Il destino del parco buoi

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  • Una situazione dracmatica

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Roma come Genova… ma senza il morto per fortuna

E’ facile di fronte alle immagini della televisione tornare con la memoria a Genova nel 2001.

Oggi come ieri una protesta civile è stata oscurata da pochi violenti organizzati.

Era prevedibile, era previsto, eppure è successo ancora.

Sappiamo già che nei prossimi giorni si sprecheranno fiumi di parole per condannare le violenze, polemiche infinite sugli scontri, sulle responsabilità delle violenze. Nella speranza che non ci scappi il morto.

Ma la grande emozione non può e non deve impedire di riflettere, non deve far perdere la lucidità. E allora proprio oggi bisogna dire con chiarezza che la storia di questi dieci anni ha dimostrato in maniera incontrovertibile che le ragioni della protesta di 10 anni fa erano giuste.

Nel 2001 un movimento di portata mondiale contestava un modello di sviluppo capitalistico che si sapeva avrebbe portato il mondo al collasso finanziario. Bisogna avere il coraggio di dire che quella protesta di portata mondiale è stata purtroppo tristemente profetica.

Le violenze dei famigerati Black Blok a Genova, a Seattle e nelle diverse città dove si svolgevano i vari G8, G7, ecc, la morte di Carlo Giuliani a Genova, hanno avuto l’effetto di spegnere il dibattito sulla allora nascente crisi economica. E così i signori della finanza hanno avuto via libera per trascinarci in questa situazione.

Dieci anni persi, con la responsabilità di tutta la classe dirigente del mondo finanziario, dei politici e anche dei giornalisti. Sia in Italia che nel mondo. Ma anche con la responsabilità della gente comune, che annebbiata da un finto benessere in gran parte non si è preoccupata di ciò che stava accadendo, in una delega cieca e autolesionista del potere decisionale a gente inetta.

Oggi la crisi porta la gente normale in piazza, centinaia di migliaia, pacificamente, e per l’ennesima volta qualche centinaio di violenti riesce a far parlare solo di violenza. Ancora una volta le ragioni della protesta sono state messe a tacere.

Ma è possibile che non si riesca mai ad arrestare qualcuno di questi violenti? Possibile che con tutti i sistemi di intelligence, mezzi tecnologici a disposizione, si intercetta di tutto tranne questi violenti? Strano, molto strano… Una storia che si ripete…

Ma siccome non voglio cadere anch’io nel tranello e parlare solo di violenza, torniamo a ricordare i temi della protesta. E a farci e a fare qualche domanda, alla quale temo che ancora una volta non troveremo risposta. La crisi abbiamo più volte detto è una CRISI FINANZIARIA, la colpa è del sistema finanziario. La rabbia nei confronti del mondo politico non deve farlo dimenticare.

L’idea della new economy si è mostrata in tutta la sua follia già dal 2001. Chi dice che il mondo è cambiato dopo l’11 settembre 2001 o è un bugiardo o è un ignorante (nel senso che ignora ciò che è successo nel 2000 sui mercati finanziari). I primi sintomi della crisi globale sono stati curati con la stessa ricetta che ha provocato la bolla finanziaria: creando moneta dal niente, creando debito, creando strumenti finanziari derivati che sono vere armi di distruzione di massa, attraverso una deregolamentazione dei mercati finanziari assurda.

Nel 2007 la crisi è riesplosa nuovamente, ancora più violenta, colpendo prima le banche stesse e poi gli stati che per salvare le banche, si sono indebitati con le banche centrali. E oggi le banche salvate dal fallimento speculano sugli stati ultra-indebitati per colpa della crisi. Lo abbiamo detto più volte ma voglio ripeterlo oggi dopo questa giornata di violenze.

Quante delle regole della finanza che hanno portato il mondo in questa situazione sono state cambiate o corrette? Nessuna. Infatti oggi ci troviamo con la Grecia che sta per fare default trascinando nel baratro le banche tedesche e francesi, con una strategia di intervento delle istituzioni finanziarie che nelle sale operative tutti sanno che saranno inefficaci. O con gli Stati Uniti, che dopo soli due mesi hanno già superato il tetto del debito pubblico che era stato innalzato di 400 miliardi di dollari.

Tanto per capirci e per dare un termine di paragone, la Grecia ha un debito pubblico di 350 miliardi di Euro… Qualcuno ci spiegherà come mai una banca come Dexia, già salvata dai governi francese e belga nel 2008 dopo il fallimento di Lehman Brothers, dopo aver “brillantemente” superato tutti gli stress-test creati dagli organi di controllo finanziario, è stata nazionalizzata prima ancora del default greco? Perché Jean Paul Trichet e Mario Draghi, invece di scrivere lettere ai governi degli stati “sovrani”, non si preoccupano di controllare i disastri provocati dalle banche? Non crede il signor Trichet di dover chiedere scusa? Perché non ci dice il signor Draghi cosa intende fare la BCE per cambiare le regole della finanza europea?

Per spigare invece cosa questi signori stanno facendo vi faccio questo esempio: se si vuole cucinare gli spaghetti bisogna far bollire l’acqua in una pentola, se però la pentola è bucata, l’acqua esce e la pentola si svuota. Buon senso vorrebbe che il problema si risolvesse versando nuova acqua in una pentola nuova non bucata. I signori stanno versando altra acqua nella stessa pentola bucata, chiedendo al gestore dell’acquedotto, al fornitore dell’acqua, di versare acqua all’infinito. Geniale!!!

La banca centrale è il gestore dell’acquedotto, il sistema finanziario è la pentola bucata, il sistema politico è il cuoco, l’economia è la pasta. Jean Claude Trichet il governatore della banca centrale (il fornitore di acqua) ci sta dicendo che la crisi finanziaria è gravissima (la pentola è molto bucata, sembra uno scolapasta), ma non dice di cambiare le regole del mondo finanziario (cambiare la pentola), ci dice di intervenire rapidamente rifinanziando le banche (versare nuova acqua). Geniale!!! Specialmente se l’acqua la vende lui ma la paghiamo noi. (Per capirci nella crisi della banca Dexia, il governo belga è intervenuto con 6 miliardi di Euro di soldi freschi e 90 miliardi di garanzia sui titoli della banca, soldi che pagheranno i cittadini belgi con le loro tasse).

Basterebbe questo a spiegare le proteste che si stanno diffondendo in tutto il mondo, perfino a Wall Street, contro la finanza. In realtà il problema è anche politico, perché mentre è chiaro in Italia che il governo è immobilizzato da un ministro che si sta rivelando come semplice portavoce di interessi non nazionali, le ricette “politiche” alternative proposte dalle forze di opposizione sono di eseguire le raccomandazioni della BCE!!!

Ci dicono che la BCE non può essere considerata l’uomo nero. Sarebbe bene ricordare loro che la BCE non è un organo sovrano, è costituita da banche centrali europee che non sono entità pubbliche, le quote di partecipazione nel capitale della Banca d’Italia sono di proprietà delle principali banche, assicurazioni e fondazioni italiane (e private).

Sarebbe bene ricordare che una quota maggioritaria della BCE è partecipata dalla Bank of England, che di fatto non fa parte dell’Euro. Dovrebbe essere quindi compito della politica, regolamentare la vita economica e sociale dei paesi, e se anche l’opposizione pensa di delegare questa funzione ad un ente non pubblico, non rappresentante la volontà popolare democraticamente manifestata, chi rimane a difendere diritti e tutele della popolazione? I politici europei hanno la responsabilità di aver cercato in questi anni di imporre una unione europea monetaria senza aver prima unito i popoli attorno a valori comuni.

Quanti popoli sono stati interpellati circa la accettazione del Trattato di Lisbona, la nostra Costituzione Europea? Quasi nessuno. Forse perché se ci avessero spiegato nel dettaglio il Trattato, nessuno l’avrebbe ragionevolmente accettato? Capiamoci qui non è in discussione l’adesione all’Unione Europea, quando metti assieme tante nazioni sarebbe naturale cercare di arrivare a soluzioni per il bene comune di tutte le nazioni. In discussione è come è stato scritto il Trattato di Lisbona, perché la realtà di questi anni dimostra che tutela più che altro gli interessi di alcuni poteri forti.

Quanti politici avete sentito parlare di modifica del Trattato? Credo solo la Merkel recentemente. Ma d’altra parte la classe politica attuale (di destra e di sinistra) ha purtroppo dimostrato di avere ben poco da dire al popolo, per questo sarebbe bene che i “signori politici” comincino ad ascoltare la voce “indignata” della gente prima che la violenza di qualche centinaio di provocatori contagi la rabbia del popolo affamato che come diceva la canzone fa la rivoluzione.

La crisi avanza, i “signori” potrebbero dire che stanno lavorando per gestire la situazione, stanno creando un fondo salva stati, ma ci vorrebbe qualcuno che spiegasse come dovrebbe funzionare questo fondo salva stati, o i famosi Eurobond. Ci dovrebbero spiegare con quali soldi dovrebbe essere creato questo fondo, visto che le banche non hanno soldi e devono essere ricapitalizzate, a farlo dovrebbero essere gli stati che però non hanno soldi, anzi hanno debiti, e nemmeno pochi, stati che dovrebbero versare soldi al fondo salva stati per poi riaverli indietro moltiplicati per sostenere i propri titoli di stato.

Qualcuno diceva datemi una leva e solleverò il mondo, se poi la leva è finanziaria oltre che sollevarlo il mondo puoi anche di palleggiarlo… Sissignori, la LEVA FINANZIARIA sarà la soluzione di tutti i mali, peccato sia anche la causa principale dei mali di questa crisi. Questo i signori della politica e della finanza non ci pensano a spiegarlo, e i giornalistici non ci provano neanche a spiegarlo in termini semplici.

A questo tema se mi riesce dedicherò il prossimo articolo. Nel frattempo non consentiamo a niente e a nessuno di impedirci di ragionare. Solo il dialogo, la ragione, l’intelligenza può consentirci di partecipare responsabilmente alla ricostruzione di una società nella quale deve tornare il primato del BENE COMUNE.

A presto.

Gianni Di Noia

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2007

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Società

 

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