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E se...

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Noi abbiamo il paracadute e tu no..!!

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2011

2011

Italia: dalla Costituzione al..Trattato di Lisbona!

L’estate sta finendo, la temperatura esterna sarà meno calda, ma un’altra temperatura rimarrà molto calda per tutto il mese di settembre.

Nel mese di agosto tra politici, economisti e giornalisti di stupidaggini se ne sono sentite veramente tante. E qualcuna di queste è stata purtroppo presentata in parlamento. O questi signori sono nella confusione più totale, o più probabilmente c’è la volontà di creare confusione e disorientamento. Per arrivare ad un altro obiettivo non dichiarato.

In questa estate folle gli Stati Uniti sono stati ad un passo dal default tecnico. La Merkel e Sarkozy hanno proposto il proseguimento degli interventi di aiuto ai paesi in difficoltà nella zona Euro solo con l’istituzione di un ministro delle finanze europeo e l’inserimento del pareggio di bilancio in Costituzione per i paesi europei, proprio loro che hanno un deficit più alto di quello italiano. Il governo italiano ha predisposto una manovra finanziaria che dovrebbe nelle intenzioni consentire la crescita e riequilibrare i conti pubblici. Non è piaciuta a nessuno e neanche ai mercati a giudicare dalle reazioni degli ultimi giorni. Dopotutto è solo la quindicesima versione della terza manovra finanziaria nel giro di pochi mesi, neanche fossimo su Scherzi a parte. Intanto in Germania la Merkel continua da mesi a perdere tutti i test elettorali. Nel Nord Africa le rivolte del pane del popolo affamato hanno portato alla caduta di regimi tirannici in paesi in pace da anni con l’aiuto dei paesi occidentali, mentre in Somalia, paese in guerra da anni, il popolo non si ribella al suo regime tirannico semplicemente perchè muoiono prima di fame. Tra l’indifferenza dei paesi occidentali.

Il tutto nella peggiore crisi mondiale dal 1929 ad oggi.

Tralascio per il momento i commenti alla situazione somala vista la sua drammaticità e provo a fare un pò di chiarezza sulla crisi di casa nostra. Premetto che sarà un settembre da fuochi d’artificio (purtroppo).

La situazione della maggioranza dei paesi occidentali e specialmente di quelli europei è che stanno spendendo più soldi di quanti di quanti ne entrano, col risultato di alimentare un processo di aumento del debito pubblico. I debiti pubblici dei paesi europei sono arrivati quindi a livelli difficilmente sostenibili. Chi continua a spendere più di quanto guadagna e non dimostra di riuscire ad invertire la tendenza è considerato a rischio di fallimento, default. Dopo Grecia, Irlanda e Portogallo è toccato a Spagna e Italia. Chiaramente un paese “spendaccione” che offre i suoi titoli di stato chiedendo i soldi in prestito al mercato si vede chiedere un interesse più alto, per compensare il rischio maggiore. Per capirci se qualche mese fa l’Italia dava agli investitori un tasso d’interesse sui Btp decennali del 3%, oggi ci stiamo avvicinando ad un tasso del 6%, che significa che dovremo spendere più soldi per pagare gli interessi di chi compra i nostri titoli prestandoci i suoi soldi. Nel pieno della crisi la BCE ha cominciato a fare una cosa che in teoria non poteva fare, comprare i nostri titoli in cambio della promessa che il governo avrebbe tagliato la spesa pubblica. La mossa ha avuto l’effetto di far scendere temporaneamente i tassi d’interesse sui nostri titoli. Nel frattempo i tedeschi che sono i maggiori finanziatori della BCE e del fondo salva stati hanno cominciato a chiedersi per quale motivo dovrebbero aiutare paesi che non dimostrano di voler aggiustare realmente i conti pubblici? Entro fine mese il parlamento tedesco deve approvare l’aumento del fondo salva stati. Parliamo di diversi miliardi di Euro. E nel frattempo in tutte le consultazioni elettorali il popolo sta colpendo il partito della Merkel attualmente al governo, come a dire “Non ci piace quanto fatto finora, non vogliamo pagare di più per gli altri”. Ci sarebbe da discutere sul ruolo che le banche tedesche hanno avuto nel contribuire a creare questo stato di crisi ma in ogni caso se il parlamento tedesco dovesse bocciare l’aumento del fondo salva stati il risultato sarebbe “ognun per se e Dio per tutti”. Qualcuno propone gli Eurobond, comunque sia uno strumento dove qualcuno dovrebbe prestare soldi a paesi che continuano a spendere più di quanto producono, con la garanzia di tutti i paesi europei messi assieme!!! Forse solo Babbo Natale lo farebbe se gli scrivessero una letterina di quelle sciogli lacrime!!!

In pratica a questo punto o salta l’Euro oppure gli stati considerati inaffidabili dovrebbero cedere la propria sovranità economica accettando un ministro delle finanze europeo. Noi perderemmo un ministro come Tremonti per un certo Van Roumpey, e a quel punto il problema dei tagli dei costi della politica sarebbero risolti: non servirebbe più un governo italiano e basterebbe un parlamento dimezzato che difenda gli interessi locali in Europa.

A prima battuta a molti verrebbe da dire che è meglio essere comandati dai tedeschi che dai nostri politici (di destra e di sinistra), non voglio giudicare, ma preferisco farvi una domanda: tutti difendiamo la nostra Costituzione specialmente nel 150° dell’unità d’Italia, ma qualcuno si è mai letto qualche tratto del Trattato di Lisbona? La nostra futura (o per meglio dire meglio attuale) costituzione?

….

O forse si sta avvicinando un governo tecnico di emergenza che prenda quelle dolorose decisioni (decise a Bruxelles o a Francoforte) che nessun politico sarebbe in grado di prendere per non scontentare il suo elettorato. Lo scrivevo già a novembre ( http://www.infouil.it/2010/11/29/crisi-irlandese-segnale-dallarme-per-litalia/ ) e sembra stia succedendo, ma attenzione sotto emergenza ci sarà ben poco da discutere.

In ogni caso la palla sembra in mano ai tedeschi, (il tana libera tutti???) vedremo cosa decideranno a fine mese, sempre che la situazione non tracolli prima, ed ecco forse il perchè di provvedimenti del governo che sembrano fatti apposta per non decidere niente di risolutivo.

Ci sarebbe qualcos’altro da dire ma lo tengo per la prossima occasione, perchè ricordatevi che questa crisi è colpa si dei politici ma è cominciata dal crollo del sistema delle banche mondiali… E all’orizzonte di interventi per rimuovere le cause di questa crisi non se ne vede nemmeno l’ombra… Mai sentito parlare di derivati OTC (Over The Counter)?

A presto

Gianni Di Noia

Le parole che non ti ho detto

Avevo detto che sarei stato in vacanza, ma assistendo alla conferenza stampa di Berlusconi e Tremonti di ieri sera mi sono commosso. Mi è venuto in mente quel bellissimo film con Kevin Costner, “Le parole che non ti ho detto”, dove scrive in un toccante messaggio dentro una bottiglia lanciata nel mare, ciò che di persona non era riuscito a dire alla sua amata morta in mare, nel ricordo di ciò che sentiva di aver perso. Ho visto quel film due o tre volte, ed ogni volta mi viene da piangere.

Ieri sera mentre mia figlia soffriva di forti dolori addominali, guardando a tratti la conferenza stampa in diretta su La7, si è materializzata nella mia mente l’immagine di Berlusconi solo e sconsolato nella sua villa di Arcore con il cuore che gronda sangue, a scrivere tutte quelle cose che avrebbe voluto dire ai suoi amatissimi italiani, nel ricordo di ciò che aveva perso. E ancora una volta mi sono commosso (in fondo sono un romantico). Ho quasi pianto.

Più di un anno fa l’Unione Europea aveva reso pubblico il Patto di stabilità per tutti gli stati europei, un piano che prevede l’azzeramento del deficit (la differenza tra quanto lo stato spende e quanto lo stato incassa) entro il 2016 e la riduzione del debito per avere nel 2036 un debito pubblico pari al 60% del Pil (Prodotto Interno Lordo). Ad oggi tutti i paesi europei hanno un debito pubblico di poco inferiore a quanto il paese produce in un anno (rapporto debito/Pil inferiore al 100%). L’Italia ha un debito superiore al Pil (120%).

Per raggiungere l’obiettivo del 60% ogni paese deve mantenere il pareggio di bilancio (la spesa pubblica sommata agli interessi che lo stato paga sul debito pubblico non può superare quanto lo stato incassa) fino al 2036 e nel frattempo cercare di far crescere il Pil di una cifra variabile da paese a paese. Insomma o si fa crescere il Pil o si taglia la spesa, oppure tutti e due insiem.

L’Italia parte da un deficit di 80 miliardi (spesa da tagliare) cercando di realizzare una crescita del Pil del 3% l’anno. Se il Pil rimanesse fermo a crescita zero, bisognerebbe tagliare 45 mld di Euro l’anno (oltre gli 80 iniziali. Insomma tra crescita del Pil e tagli alla spesa serve una differenza positiva di 45 miliardi di Euro all’anno.

Caro Silvio, lo so, avresti voluto dirci che tu sapevi come farlo, non era impossibile, ma non ti hanno lasciato fare, a parole ti hanno dato fiducia 47 volte, ma in realtà non si sono mai fidati.

Avresti voluto dirci che avevi in mente una grande idea, un modello di società diversa, in cui facendo un pò di sacrifici tutti assieme avremmo rivoluzionato il paese, una grande occasione per passare alla storia. Ma non te l’hanno fare.

Avresti voluto dirci che lo sapevi che la nostra debolezza ci avrebbe esposto alla speculazione e che alla fine la BCE (la Banca Centrale Europea, non gli speculatori e neanche gli altri politici europei) ci avrebbe costretto a cambiare, quando invece potevamo scegliere di cambiarlo questo paese, tutti insieme. Ma non ce l’hai potuto dire.

Avresti voluto dirci che la soluzione che i politici europei hanno pensato per la crisi (il Fondo salva stati), non poteva funzionare perchè se mettevamo i soldi per salvare gli altri stati, poi gli altri stati avrebbero dovuto salvare noi. Era come un cane che si morde la coda.

Avresti voluti dirci che la Banca Centrale Europea ci ha detto che se non facevamo ciò che secondo la Bce andava fatto (in quella famosa lettera segreta che invece sembra che conoscevano tutti) non avrebbero comprato i nostri titoli di stato. Ma sotto ricatto non ce l’hai potuto dire.

Questa immagine si è poi bruscamente interrotta, mia figlia è stata male un’altra volta, in piena notte l’ho portata al pronto soccorso, gli hanno fatto le analisi del sangue, mezza flebo di sostanza fisiologica, poi ha dato di stomaco ed è stata meglio. Il medico ha fatto la sua diagnosi e l’ha dimessa prescrivendo qualche giorno di dieta leggera in bianco ed un pò di fermenti lattici per ripristinare la flora batterica intestinale. Ha sconsigliato l’uso di antidolorifici perchè nascondono i sintomi ed impediscono di riconoscere la causa del problema.

Questa crisi ha manifestato problemi strutturali, creati dalla finanza mondiale (ma noi siamo arrabbiati con i politici), la politica mondiale è stata connivente. La creazione di moneta dal nulla ha creato i primi problemi, invece di metterci a dieta in bianco da subito hanno creato i derivati (un giorno ne parlerò a parte) per creare nuova moneta dal niente usandoli come gli antidolorifici. Così l’infiammazione è peggiorata ma non sentivamo dolore. Oggi il malato (le nostre economie, tutti noi) è grave, ne la politica ne la finanza mondiale (le banche centrali) hanno rimosso le cause (i derivati ad esempio negli ultimi 3 anni sono cresciuti invece che diminuire), adesso ci stanno mettendo a dieta in bianco, ma non ci stanno dando i fermenti lattici (quei provvedimenti che dovrebbero favorire uno sviluppo vero).

Però adesso sono chiare alcune cose:

– Berlusconi e Tremonti (ma credo anche l’opposizione vedendo come si “oppone”) hanno scelto di affidarsi alla Bce invece che all’Unione Europea, e vedremo cosa ne penseranno francesi e tedeschi, che devono ancora risolvere i loro problemi di deficit, con la Francia sotto tiro della speculazione

– in futuro tra politica e finanza conterà sempre più la finanza, la finanza significa mercato, cosa significa questo? Ad esempio che le pensioni future che piaccia o no saranno private più che pubbliche. Perciò bisognerà imparare a conoscere bene i fondi pensione, non di certo come li conosciamo oggi.

– che possiamo tranquillamente ridurre i parlamentari, tanto le decisioni le prendono a Bruxelles.

Ora vi lascio, torno alle “vacanze”, e pensare che erano due giorni che la borsa chiudeva positiva, erano state bloccate le vendite allo scoperto, i titoli di stato erano in recupero su quelli tedeschi. Invece…

A proposito mia figlia ora sta molto meglio, come staremo noi lo scopriremo tutti molto presto.

Un caro saluto a tutti

Gianni Di Noia

 

PS: stavo guardando La7 perchè dovevano trasmettere il film “Qualcuno volò sul nido del cuculo”. Un fantastico film con un eccezionale Jack Nicolson. Un film assolutamente da vedere, per riflettere sul significato vero della follia e del potere costituito. Proprio come lo spettacolo di questa conferenza stampa in questa folle estate del 2011

Aspettando il tana libera tutti

Quando da bambini si giocava a nascondino, tutti quelli che erano stati tanati facevano il tifo per l’ultimo ancora nascosto affinché facesse tana libera tutti. Così ci troviamo oggi. Mi spiego meglio. Questa non è una crisi passeggera dei mercati, questa è una crisi di sistema. Le crisi precedenti venivano superate drogando i mercati con l’immissione di nuova moneta, con la creazione di nuovo debito. Così è stato nel 2001, nel 2003, nel 2009. E adesso? Toh, abbiamo scoperto che non possiamo fare nuovo debito, che dobbiamo diminuire le spese. Ma abbiamo scoperto che ad aspettare il tana libera tutti siamo in buona compagnia. Uh guarda ci sono anche gli americani! Uh guarda ci sono anche gli inglesi! Uh guarda ci sono anche i francesi! Tra qualche giorno scopriremo: uh guarda ci sono anche i tedeschi! Tanto per restare in tema d’infanzia, cari signori oggi possiamo dire che IL RE E’ NUDO (per chi non la conoscesse andatevi a leggere la favola dei vestiti nuovi dell’imperatore). Tutte le frottole che ci hanno propinato politici, economisti, giornalisti, esperti superpagati sono adesso evidenti. Avevano sbagliato tutto, e abbiamo sbagliato noi a dargli ascolto. Sapete qual’è il dramma? Che a gestire questa crisi ci sono gli stessi che l’hanno provocata. Oggi qualche grillo parlante potrebbe dire l’avevo detto, ma non servirebbe a molto. Allora meglio andare a godersi qualche giorno di riposo, a recuperare energie fisiche e mentali, per prepararsi ad un futuro che rapidamente diverrà presente e comunque vada sarà molto diverso dal passato. A settembre saremo tutti un pò meno italiani ed un pò più europei, saremo tutti forse un pò più poveri e spero un pò più solidali tra di noi. Qualcuno sarà più ricco ma spero sia anche un pò meno egoista. Avremo tutti paura di ciò che potremo perdere, ma spero che ciascuno possa scoprire che proprio durante la crisi è possibile trovare un tesoro vero, il ritorno alla sobrietà, ai valori veri della vita. Chiudo con le parole oserei dire profetiche di Papa Paolo VI che 40 anni fa nell’enciclica Popolorum Progressio (di cui consiglio la rilettura alla luce della crisi attuale): Lo sviluppo non si riduce alla semplice crescita economica. Per essere sviluppo autentico, dev’essere integrale, il che vuol dire volto alla promozione di ogni uomo e di tutto l’uomo. Com’è stato giustamente sottolineato da un eminente esperto: «noi non accettiamo di separare l’economico dall’umano, lo sviluppo dalla civiltà dove si inserisce. Ciò che conta per noi è l’uomo, ogni uomo, ogni gruppo d’uomini, fino a comprendere l’umanità intera». e ancora: Se il perseguimento dello sviluppo richiede un numero sempre più grande di tecnici, esige ancor più uomini di pensiero capaci di riflessione profonda, votati alla ricerca d’un «umanesimo» nuovo, che permetta all’uomo moderno di ritrovare se stesso, assumendo i valori superiori di amore, di amicizia, di preghiera e di contemplazione. In tal modo potrà compiersi in pienezza il vero sviluppo, che è il passaggio, per ciascuno e per tutti, da condizioni meno umane a condizioni più umane. Insomma, buone vacanze a tutti. A settembre ci sarà da divertirsi. E con chi vuole sarà un piacere confrontarsi su come affrontare i tempi a venire.

Un saluto a tutti

Gianni Di Noia

Una manovra da 46 mld di Euro? O una da 900 mld in 20 anni?

Siamo inondati da numeri, statistiche, cifre buttate in pasto al pubblico, spesso in modo da non farci capire niente, e allora proviamo a ragionare con poca “scienza” e un po’ di buon senso. Facciamo i cosiddetti conti della serva. L’ultima notizia è che occorre una manovra finanziaria correttiva da 46 mld di Euro. Traduzione. Il ragionamento è semplice: l’Unione Europea chiede che i paesi membri raggiungano entro il 2036 un rapporto debito/Pil massimo del 60%. Per far questo i paesi che attualmente spendono più di quanto incassano (deficit di bilancio) devono raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2016 tagliando la spesa pubblica, attraverso piani di privatizzazioni e politiche di sviluppo.

Quali sono i numeri per l’Italia?

– abbiamo un Pil pari a 1.547 mld, vuol dire che il livello massimo di debito pubblico accettato dall’Unione Europea è di 928 mld (60% di 1.547).

– abbiamo un debito pubblico di 1.900 mld

– abbiamo un deficit annuo di 80 mld, in pratica lo Stato spende 80 mld in più di quanto incassa.

Ipotizziamo ora una crescita del Pil all’1% pari a circa 15 mld all’anno.

Con questi numeri vuol dire che per raggiungere entro il 2016 il pareggio di bilancio tagliare la spesa di circa 15 mld l’anno, ma siccome il governo si è impegnato a raggiungere il pareggio con due anni di anticipo nel 2014 (per affrontare l’impegno del fondo salva stati) i tagli dovrebbero essere di 20 mld l’anno.

Giusto per chiarezza, l’impegno nel fondo salva stati significa che nel fondo dal 2014 dovremo metterci soldi veri e non garanzie come finora fatto.

Raggiunto, nel 2014 o 2016 che sia, il pareggio di bilancio e ipotizzando il Pil nel 2036 a 2.000 mld di Euro, dobbiamo ridurre il debito dai 1.900 mld attuali a 1.200 (60% di 2.000) mld in 20 anni. 700 mld in meno (cioè 35 mld l’anno).

Sempre che non salgano i tassi d’interesse dei titoli di stato italiani, sempre che riducendo la spesa pubblica il Pil riesca a crescere, sempre che non scoppi un’altra crisi, sempre che…

Come fare? In molti dicono che bisognerebbe investire per far partire l’economia, politiche per lo sviluppo, cose che abitualmente si realizzano attraverso un aumento della spesa pubblica, ma non è detto che funzioni. Ad esempio in questa crisi gli Stati Uniti per rilanciare l’economia hanno dilatato la spesa pubblica ma l’economia non è ripartita. Crescono solo i guadagni del mondo finanziario, mentre i posti di lavoro non stanno aumentando. La ricetta è stata finora fallimentare, ed ora si trovano con un debito pubblico oltre il tetto massimo stabilito per legge e quindi teoricamente in default. In realtà alzeranno il tetto massimo di debito finché qualcun altro dopo i cinesi smetterà di comprare i loro titoli di stato.

I tedeschi sono riusciti a far ripartire l’economia, il loro Pil cresce al 3,4% annuo, ma a che prezzo? Semplice il loro debito pubblico è salito di circa 100 mld in tre anni (dal 65% al 77% del Pil). E sono comunque in difficoltà, basta vedere come il popolo tedesco ha ringraziato la Merkel in tutte le ultime consultazioni elettorali. Ne valeva la pena?

In ogni caso, la situazione dell’Italia non consente di aumentare il debito per far crescere l’economia, ma anche se potessimo farlo, in poche occasioni ci è riuscito di far crescere il Pil in misura maggiore rispetto al debito. Aumento della spesa pubblica e politiche di sviluppo sono finora storicamente fallite.

Allora non sarà forse il caso di smettere di prendere in giro cittadini e lavoratori con fantomatiche politiche di sviluppo o di recupero di evasione e cominciare a dire che come in qualunque famiglia sana in una situazione di difficoltà bisogna fare di necessità virtù. Si tagliano le spese inutili e si stabiliscono nuove priorità.

In Italia finora quando c’era da tagliare si sono colpite le fasce più facili da colpire, il mondo dei lavoratori dipendenti, mentre si continua lo sperpero, lo spreco di risorse pubbliche ed il malaffare. Ma ci sono necessità, servizi, prestazioni essenziali che non possono essere ulteriormente tagliate, anzi occorre recuperare quei livelli di servizi essenziali per la dignità ed il rispetto delle persone, che lo Stato ha già abbandonato a favore del mercato.

Come? Se non puoi indebitarti ulteriormente devi spendere solo i soldi che ci sono in cassa! Una cura drastica che costringerebbe tutti a comportamenti virtuosi, saremmo costretti non a valutare la capacità di spesa quanto la capacità di efficienza e di risparmio.

E’ sicuramente un cambio epocale di mentalità, per tutti, politici, sindacati, cittadini. Un sacrificio da affrontare in ogni caso. C’è solo da decidere se il cambiamento lo vogliamo gestire, o lo vogliamo subire. Pensare di poterci indebitare all’infinito, di continuare a consumare all’infinito è stupido, folle e suicida.

Ad oggi il cambiamento è invocato solo dalla Chiesa e da pochi economisti definiti dai più come catastrofisti. Chi sarà a dare il via al dibattito sul nuovo modello di sviluppo? Di certo non saranno coloro che in questa situazione ci hanno trascinato. Per questo occorre che il cambiamento parta prima dalla base della società che finora si è colpevolmente cullata sulla delega cieca a chi questa delega ha sistematicamente tradito. Ricordate Giorgio Gaber? “La libertà è partecipazione…”

PS. Continuano le proteste delle popolazioni che rifiutano gli aiuti agli stati e le proteste delle popolazioni che dovrebbero pagare gli aiuti. E le coincidenze temporali di certi giudizi sugli stati sanno molto di “pressione pesante”. Ricordate l’articolo sulla crisi irlandese?

Gianni Di Noia

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2008

17 febbraio GB: Northern Rock viene nazionalizzata. 1 marzo USA: American International Group (AIG) annuncia perdite per 5,3 miliardi di dollari nel quarto trimestre del 2007, dovute a svalutazioni per 11,12 miliardi nei derivati e titoli legati ai mutui subprime. 13 marzo USA: Bear Stearns viene salvata da JP...

2007

2007 PRIMI SEGNALI ANTICIPATORI DELLA CRISI DEI MUTUI SUB-PRIME 8 febbraio USA: HSBC e New Century Financial Corp. annunciano pesanti perdite nel proprio portafoglio subprime. 14 giugno USA: Bear Stearns (broker in titoli derivanti da securitisation) annuncia difficoltà di due suoi hedge fund per investimenti in titoli...

2012

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2014

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