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E se...

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Noi abbiamo il paracadute e tu no..!!

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Il destino del parco buoi

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Una situazione dracmatica

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    Venerdì, 09 Gennaio 2015 19:03
  • Noi abbiamo il paracadute e tu no..!!

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    Sabato, 07 Febbraio 2015 19:05
  • Il destino del parco buoi

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    Lunedì, 04 Maggio 2015 19:05
  • Una situazione dracmatica

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    Venerdì, 05 Giugno 2015 15:15
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    Sabato, 13 Giugno 2015 07:11

2011

2011

Sarkozy e Merkel, risate finite?

Che giornata! Quale giorno più adatto per un crollo di questa portata, e già.. credo proprio che per un casino così non ne bastava uno solo di santi a cui votarsi. Meglio pregarli tutti insieme.

Verrebbe da dire che oggi Sarkozy e la Merkel non hanno più niente da ridere. Ma purtroppo neanche noi abbiamo niente per cui ridere.

La situazione è molto grave, non immaginate quanto grave. Ci sarebbe tanto da dire, specialmente su come ci stanno raccontando questa crisi, su quanti fatti ci stanno raccontando ma specialmente su quanti fatti non ci stanno raccontando, giornalisti e politici di ogni parte.

Ma non voglio appesantire la lettura e allora vi racconto la mia chiave di lettura.

Che cosa è successo in questi giorni? All’ennesimo incontro europeo “i due Ridolini” si sono messi al lavoro fino alle 4 di mattina e questi sono stati i risultati:

– hanno chiesto all’Italia sacrifici ulteriori e rispetto degli impegni,

– hanno concordato con la Grecia un piano di salvataggio con un “taglio volontario” di 100 miliardi di Euro di debito pubblico,

– hanno deciso di portare il fondo salva stati a 1.000 miliardi di Euro, dai 250 attuali utilizzando la leva finanziaria, chiedendo aiuto a Cina, Russia, Brasile, ecc Il giorno successivo i mercati hanno festeggiato con grandi rialzi in borsa. Il giorno dopo ancora, mentre Berlusconi presentava la lettera degli impegni dell’Italia, i mercati si facevano due conti ed hanno cominciato a scendere. Il primo ministro greco Papandreu, dopo aver accettato gli aiuti ha annunciato che questi saranno sottoposti a giudizio popolare con un referendum. Nel frattempo negli Usa è fallita una società di brokeraggio, la MF Global, un buco da 40 miliardi di dollari (per dare l’idea Lehman Brothers fece un buco da 78 miliardi) a causa di speculazioni andate a male su titoli di stato italiani. Ed oggi è arrivato il crollo.

E da noi giù polemiche, è colpa di Berlusconi, del governo, banchieri, industriali, opposizioni, sindacati a reclamare interventi urgenti, bisogna fare subito ciò che ci chiede la BCE, il Capo dello Stato che scende in campo a vigilare, ecc…

Tutto sembra filare, secondo una logica lineare, invece molti dubbi mi assalgono. E allora provo a pormi qualche interrogativo:

1) Dopo l’Islanda, dopo l’Irlanda ecco la Grecia. Un altro stato che chiede al suo popolo un parere sui piani di salvataggio. Scommettiamo che anche i greci rifiuteranno? Ma vi chiedete il perché questa mancanza di fiducia delle popolazioni nei confronti delle istituzioni finanziarie mondiali?

2) Il crollo di oggi è stato anticipato da due giorni di cali pesanti dei mercati. Non sarà che il piano di salvataggio è stato ritenuto poco credibile? Possibile che a quattro anni dallo scoppio della crisi lor signori continuano a predisporre piani poco credibili o per meglio dire fallimentari?

3) Per quale motivo un taglio volontario del debito pubblico greco non deve essere considerato un default? Se il piano di salvataggio della Grecia fosse considerato un default, dovrebbe scattare in automatico il pagamento dei CDS? Quali sarebbero le banche d’affari coinvolte? Per quali cifre?

4) Si chiedono “improrogabili decisioni efficaci”. Per quale motivo ogni decisione delle istituzioni politiche viene vanificata e resa inefficace da ciò che accade sui mercati finanziari il giorno dopo? Debolezza della politica o forza della speculazione finanziaria? Chi pagherà il conto di queste “improrogabili decisioni efficaci”?

5) Per quale motivo il primo ministro greco dopo aver accettato e concordato gli aiuti ha fatto marcia indietro ed ha annunciato il referendum popolare? Pressioni popolari? Pressioni di altro tipo? Di che tipo?

Una domanda la faccio a ognuno di voi: avete idea delle conseguenze che l’attuazione degli interventi decisi in Europa avrebbero sui nostri stipendi, sulle nostre tasche, sui nostri risparmi, sui nostri mutui, sulle nostre pensioni? Se fossimo come i greci chiamati a pronunciarci sull’accettazione o meno degli aiuti europei come risponderemmo? Secondo coscienza e conoscenza o seguendo ideologicamente e ciecamente le indicazioni di questo o quel leader di partito?

Perché faccio questa domanda? Perché purtroppo se ci raccontano mezze verità diventa difficile comprendere correttamente la situazione e valutare le soluzioni che vengono proposte.

Ad esempio qualcuno ha capito in che consisteva il piano di salvataggio della Grecia? Ve lo racconto io e così capirete il perché della richiesta del referendum popolare. La Grecia ha 360 miliardi di Euro di debito pubblico in continua crescita a causa di un deficit insostenibile. E con problemi di finanziamento perché nessuno sano di mente comprerebbe i suoi titoli di stato. Uno stato fallito di fatto che però non può svalutare la sua moneta per far ripartire la sua economia. Tutti gli aiuti dell’Europa sono stati vanificati dalla speculazione sui titoli greci. Qual’è stato l’ultimo intervento europeo?

1) Il taglio “volontario” del 50% del debito greco per un valore di 100 miliardi di Euro. Spiego meglio: i 100 miliardi tagliati al 50% erano 200 mld in possesso a banche, fondi, fondi pensione e privati. Gli altri 160 miliardi sono in mano a Fondo Monetario Internazionale e Banca Centrale Europea. In pratica Fmi e Bce non ci rimettono una lira, le banche che hanno i titoli greci saranno aiutate e rifinanziate, per cui le perdite sono esclusivamente a carico di privati e fondi pensione (quindi pensionati e futuri pensionati) greci. Due pesi e due misure.

2) Si parla di taglio volontario per non considerarlo un default. Perché se fosse correttamente considerato un default, andrebbero in crisi le banche tedesche e francesi. Ma specialmente scatterebbe il rimborso dei CDS (Credit Default Swap) una specie di polizze assicurative sul rischio fallimento dell’emittente. Se ho un titolo di stato greco e la Grecia fallisce, il mio titolo lo ripaga la banca che ha emesso il CDS greco. Quali sono le banche coinvolte? JPMorgan, Goldman Sachs, Bank of America, ecc. Quali sono le cifre in ballo? Molto superiori al debito pubblico greco. Infatti i CDS li può comprare chi ha i titoli greci ma anche chi vuole solo scommettere sul fallimento della Grecia. Lucio Battisti canterebbe: “tu chiamale se vuoi, speculazioni…”

3) Il fondo salva stati (ESFS) che dovrebbe avere 250 miliardi (il condizionale è d’obbligo) verrà portato a 1.000 mld usando la leva finanziaria (indebitandosi con cinesi russi brasiliani per salvare il debito greco, portoghese, italiano, ecc). Nuovo debito fatto per ripagare vecchio debito. La fantasia al potere! Mio figlio che guarda i Barbapapà direbbe: “RESTA DI STUCCO E’ UN BARBATRUCCO”. Infatti i mercati hanno punito un piano salva stati che non è credibile.

Unica notizia positiva è il fallimento di MF Global, società che speculava sui titoli di stato italiani, un buco importante da 40 miliardi di $ (per capirci Lehman Brothers fu un buco da 78 miliardi).

In Europa il fallimento della Dexia è stato evitato con la nazionalizzazione (pagheranno i cittadini francesi e belgi), in America MF Global è fallita. Merito delle nuove regole introdotte da Obama? Non lo so, in ogni caso a mio parere la notizia è positiva perché è giusto che chi sbaglia deve pagare. Il salvataggio indiscriminato favorisce comportamenti azzardati.

Troppo complicato? Forse, ma qui si tratta delle nostre vite, del nostro futuro, e lo sforzo di comprensione va fatto per evitare giudizi approssimativi.

In sintesi credo che la cronaca di questi ultimi mesi ci dica che:

– la finanza a livello mondiale controlla i mercati, che tengono sotto scacco i governi e quindi la politica e quindi le popolazioni, e questo non può essere più accettabile;

– c’è a livello mondiale una guerra di potere tra politica e finanza e a farne le spese comunque sia sembrano essere i cittadini;

– la politica non rappresenta più la volontà popolare, ma specialmente non tutela più gli interessi e i diritti delle persone, non solo in Italia; le iniziative di coinvolgimento della volontà popolare qualcuno le chiamerà populiste, ma l’esempio islandese dimostra che la via è percorribile; E allora andrebbero cambiate le regole della finanza a livello mondiale, separate le banche commerciali dalle banche d’affari, regolamentati i derivati OTC. Senza il cambio delle regole del gioco, qualsiasi decisione presa dai governi a spese dei cittadini sarà solamente un trasferimento di sovranità e ricchezza popolare non alla politica europea ma alla finanza mondiale. Ma a chi spetta il compito di guidare questi cambiamenti? La creazione di una figura mondiale di regolamentazione della finanza proposta dal Vaticano, allargando il potere decisionale anche ai paesi emergenti, consentirebbe la ricerca del bene comune dovendo mediare tanti interessi diversi invece degli interessi dei pochi soliti noti.

Questa crisi può essere occasione di cambiamento epocale se la politica saprà ascoltare la voce del popolo, se avrà il coraggio di rompere i conflitti di interesse e tornare a rappresentare le persone alla ricerca del bene comune. E il popolo deve tornare ad interessarsi al bene pubblico, tornando a partecipare attraverso tutti gli strumenti democratici esistenti, non solo durante le elezioni. I valori sani della società sono ancora presenti tra la popolazione, in un articolo di poche settimane fa dicevo che la parte sana del paese era quella del mondo del volontariato laico e cattolico (http://www.infouil.it/2011/09/20/in-tempi-di-crisi-la-chiesa-puo-far-miracoli/), che su quel mondo bisogna puntare. E purtroppo tragicamente la conferma è arrivata dal sacrificio di Sandro Usai, il volontario morto a Monterosso dopo aver salvato due donne. Ed è alla sua vita più che alla sua morte voglio rendere onore. Il suo sacrifico è un messaggio di speranza. L’Italia è piena di tanti Sandro Usai, e da queste persone bisogna ripartire.

A presto

Gianni Di Noia

Ride bene chi ride ultimo?

Non è stato un bello spettacolo quello di domenica sera, le risatine di Sarkozy e della Merkel (di più quelle di Sarkozy) fanno male.

Fanno male perché effettivamente gli argomenti per ridere ci sarebbero, a furia di raccontare barzellette a qualcuno gli scappa veramente da ridere. D’altra parte da troppo tempo stiamo assistendo a un teatro dell’assurdo, siamo nel mezzo di una delle più gravi crisi della storia, e chi dovrebbe condurci fuori da questo pantano è coinvolto in scandali e polemiche, e non credo serva andare nel dettaglio, conosciamo tutti ciò che purtroppo ci è toccato di assistere in questi ultimi mesi.

Ma le risatine di Sarkozy fanno male perché per colpa di questa crisi non c’è niente da ridere, per rispetto verso chi la crisi la vive sulla propria pelle. Senza contare che chi oggi ride di noi, in realtà ha ben poco da ridere.

Ma la realtà oggi è un concetto relativo e soggettivo. Parliamo tutti di spread, di miliardi, di Bund e BTP con una facilità incredibile, senza renderci conto che abbiamo perso la cognizione della distanza tra il significato delle parole, la grandezza dei numeri e la realtà vissuta. E se questo è concesso alla cosiddetta casalinga di Voghera, altrettanto non dovrebbe essere concesso ai vari politici, giornalisti ed esperti vari. E in tutto quello che sta succedendo i conti continuano a non tornare.

Sembra che il problema del mondo sia l’Europa e l’Euro, e siccome il problema dell’Europa e dell’Euro sembra non essere la Grecia ma l’Italia, e siccome il problema dell’Italia è Berlusconi ne deriva che il problema del mondo è Berlusconi. Logico ed ineccepibile, no?

Che Berlusconi sia un problema è evidente, che sia l’unico o il più grande problema un po’ meno.

Di problemi ce ne sono altri e forse un po’ più grandi.

Stati Uniti: il tetto al debito pubblico americano è stato fissato ad agosto di quest’anno a 14.694 miliardi di $. Il debito pubblico al 24/10/11 è di 14.940 mld di $. Sono 246 miliardi di $ oltre la soglia del tetto al debito.

Grecia: è ormai certo che verrà fatto un haircut sul debito pubblico greco, cioè una parte dei titoli di stato greco verrà rimborsata con scadenze tra 20 e 30 anni con rendimenti abbassati. Si discute se il taglio sarà sul 21% o sul 50% dei titoli di stato. Tecnicamente è un default del paese. Chi è in possesso di quei titoli vedrà il loro valore ridursi drasticamente. Chi sono i maggiori detentori di titoli di stato greci? Le banche francesi e tedesche! Specialmente quelle francesi. (E qui si comincia a ridere un po’ meno).

Europa: ha deciso che lo strumento per affrontare la crisi è il fondo salva stati. In principio si parlava di una dotazione di 150 miliardi di Euro, ed il problema era che la maggioranza dei paesi se avessero versato i soldi nel fondo per salvare la Grecia, avrebbero avuto problemi tali da dover a loro volta richiedere l’aiuto dal fondo. Così invece di cambiare strumento hanno deciso di aumentare la dotazione del fondo a 440 mld di €. Nel fine settimana prima della risatina finale si parlava di portare la dotazione del fondo salva stati a 2.000 mld di €. Geniale!!! Trasformando però il fondo in una sorta di assicurazione. Senza spiegare come!!! (E qui capisco che forse la risatina non era per Berlusconi ma per l’assurdità del progetto: “E’ talmente folle che nessuno si renderà conto di cosa stiamo facendo” avranno pensato mentre ridevano).

Europa 2: durante i vari incontri europei è emerso che al fondo salva stati devono partecipare anche le banche che però devono prima essere ricapitalizzate (hanno bisogno di soldi) per 80 mld $ di Euro.

Doppiamente geniale!!! Si chiede la partecipazione agli aiuti a chi deve essere prima salvato! Quali sono le principali banche da ricapitalizzare? Francesi e tedesche… Dobbiamo fare i nomi? Io direi che non serve perché poi mi viene a me da ridere…

Domanda: se la Grecia fa default scatta il meccanismo dei CDS, i Credit Default Swap, i possessori di titoli greci saranno rimborsati da chi ha emesso questi CDS, apparentemente titoli di protezione dal rischio paese. Chi dovrà pagare queste “polizze assicurative”? Il valore dei CDS è pari a quello dei titoli greci o superiore? Se superiore di quanto? Non sarà che è questo il motivo per cui il fondo salva stati salirebbe da 150 a 2.000 mld di €? Se per la Grecia sta scoppiando tutto sto casino, fate attenzione a non giocare troppo con l’Italia, perché è vero che ad ogni speculazione il tasso dei nostri titoli di stato sale, ma ora siamo ad un livello limite. Ancora qualche speculazione e la situazione diventa insostenibile. E sei non sai mettere a posto la Grecia, figuriamoci l’Italia. Vogliamo continuare a ridere? Non credo, perché così facendo ciò che paventavo

un anno fa diverrà realtà. Qui salta l’Euro e l’Europa. Mi dispiacerebbe per Draghi che avrebbe avuto l’incarico più breve della storia.

Unica voce fuori dal coro la Commissione Pontificia Giustizia e Pace che ha chiesto “la costituzione di un’Autorità finanziaria pubblica mondiale, al servizio del bene comune”. E qui giù polemiche sull’ingerenza del Vaticano, sulla creazione del Nuovo Ordine Mondiale, ecc. Sta di fatto che l’unica voce che con forza chiede di cambiare le regole mondiali (perché il problema è mondiale) è quella della Chiesa. Non sarà il caso di cominciare a parlarne apertamente ed in maniera costruttiva?

Altrimenti teniamoci la pentola bucata ed il taglio delle pensioni.

Così si che si risolvono i problemi.

A presto

Gianni Di Noia

Roma come Genova… ma senza il morto per fortuna

E’ facile di fronte alle immagini della televisione tornare con la memoria a Genova nel 2001.

Oggi come ieri una protesta civile è stata oscurata da pochi violenti organizzati.

Era prevedibile, era previsto, eppure è successo ancora.

Sappiamo già che nei prossimi giorni si sprecheranno fiumi di parole per condannare le violenze, polemiche infinite sugli scontri, sulle responsabilità delle violenze. Nella speranza che non ci scappi il morto.

Ma la grande emozione non può e non deve impedire di riflettere, non deve far perdere la lucidità. E allora proprio oggi bisogna dire con chiarezza che la storia di questi dieci anni ha dimostrato in maniera incontrovertibile che le ragioni della protesta di 10 anni fa erano giuste.

Nel 2001 un movimento di portata mondiale contestava un modello di sviluppo capitalistico che si sapeva avrebbe portato il mondo al collasso finanziario. Bisogna avere il coraggio di dire che quella protesta di portata mondiale è stata purtroppo tristemente profetica.

Le violenze dei famigerati Black Blok a Genova, a Seattle e nelle diverse città dove si svolgevano i vari G8, G7, ecc, la morte di Carlo Giuliani a Genova, hanno avuto l’effetto di spegnere il dibattito sulla allora nascente crisi economica. E così i signori della finanza hanno avuto via libera per trascinarci in questa situazione.

Dieci anni persi, con la responsabilità di tutta la classe dirigente del mondo finanziario, dei politici e anche dei giornalisti. Sia in Italia che nel mondo. Ma anche con la responsabilità della gente comune, che annebbiata da un finto benessere in gran parte non si è preoccupata di ciò che stava accadendo, in una delega cieca e autolesionista del potere decisionale a gente inetta.

Oggi la crisi porta la gente normale in piazza, centinaia di migliaia, pacificamente, e per l’ennesima volta qualche centinaio di violenti riesce a far parlare solo di violenza. Ancora una volta le ragioni della protesta sono state messe a tacere.

Ma è possibile che non si riesca mai ad arrestare qualcuno di questi violenti? Possibile che con tutti i sistemi di intelligence, mezzi tecnologici a disposizione, si intercetta di tutto tranne questi violenti? Strano, molto strano… Una storia che si ripete…

Ma siccome non voglio cadere anch’io nel tranello e parlare solo di violenza, torniamo a ricordare i temi della protesta. E a farci e a fare qualche domanda, alla quale temo che ancora una volta non troveremo risposta. La crisi abbiamo più volte detto è una CRISI FINANZIARIA, la colpa è del sistema finanziario. La rabbia nei confronti del mondo politico non deve farlo dimenticare.

L’idea della new economy si è mostrata in tutta la sua follia già dal 2001. Chi dice che il mondo è cambiato dopo l’11 settembre 2001 o è un bugiardo o è un ignorante (nel senso che ignora ciò che è successo nel 2000 sui mercati finanziari). I primi sintomi della crisi globale sono stati curati con la stessa ricetta che ha provocato la bolla finanziaria: creando moneta dal niente, creando debito, creando strumenti finanziari derivati che sono vere armi di distruzione di massa, attraverso una deregolamentazione dei mercati finanziari assurda.

Nel 2007 la crisi è riesplosa nuovamente, ancora più violenta, colpendo prima le banche stesse e poi gli stati che per salvare le banche, si sono indebitati con le banche centrali. E oggi le banche salvate dal fallimento speculano sugli stati ultra-indebitati per colpa della crisi. Lo abbiamo detto più volte ma voglio ripeterlo oggi dopo questa giornata di violenze.

Quante delle regole della finanza che hanno portato il mondo in questa situazione sono state cambiate o corrette? Nessuna. Infatti oggi ci troviamo con la Grecia che sta per fare default trascinando nel baratro le banche tedesche e francesi, con una strategia di intervento delle istituzioni finanziarie che nelle sale operative tutti sanno che saranno inefficaci. O con gli Stati Uniti, che dopo soli due mesi hanno già superato il tetto del debito pubblico che era stato innalzato di 400 miliardi di dollari.

Tanto per capirci e per dare un termine di paragone, la Grecia ha un debito pubblico di 350 miliardi di Euro… Qualcuno ci spiegherà come mai una banca come Dexia, già salvata dai governi francese e belga nel 2008 dopo il fallimento di Lehman Brothers, dopo aver “brillantemente” superato tutti gli stress-test creati dagli organi di controllo finanziario, è stata nazionalizzata prima ancora del default greco? Perché Jean Paul Trichet e Mario Draghi, invece di scrivere lettere ai governi degli stati “sovrani”, non si preoccupano di controllare i disastri provocati dalle banche? Non crede il signor Trichet di dover chiedere scusa? Perché non ci dice il signor Draghi cosa intende fare la BCE per cambiare le regole della finanza europea?

Per spigare invece cosa questi signori stanno facendo vi faccio questo esempio: se si vuole cucinare gli spaghetti bisogna far bollire l’acqua in una pentola, se però la pentola è bucata, l’acqua esce e la pentola si svuota. Buon senso vorrebbe che il problema si risolvesse versando nuova acqua in una pentola nuova non bucata. I signori stanno versando altra acqua nella stessa pentola bucata, chiedendo al gestore dell’acquedotto, al fornitore dell’acqua, di versare acqua all’infinito. Geniale!!!

La banca centrale è il gestore dell’acquedotto, il sistema finanziario è la pentola bucata, il sistema politico è il cuoco, l’economia è la pasta. Jean Claude Trichet il governatore della banca centrale (il fornitore di acqua) ci sta dicendo che la crisi finanziaria è gravissima (la pentola è molto bucata, sembra uno scolapasta), ma non dice di cambiare le regole del mondo finanziario (cambiare la pentola), ci dice di intervenire rapidamente rifinanziando le banche (versare nuova acqua). Geniale!!! Specialmente se l’acqua la vende lui ma la paghiamo noi. (Per capirci nella crisi della banca Dexia, il governo belga è intervenuto con 6 miliardi di Euro di soldi freschi e 90 miliardi di garanzia sui titoli della banca, soldi che pagheranno i cittadini belgi con le loro tasse).

Basterebbe questo a spiegare le proteste che si stanno diffondendo in tutto il mondo, perfino a Wall Street, contro la finanza. In realtà il problema è anche politico, perché mentre è chiaro in Italia che il governo è immobilizzato da un ministro che si sta rivelando come semplice portavoce di interessi non nazionali, le ricette “politiche” alternative proposte dalle forze di opposizione sono di eseguire le raccomandazioni della BCE!!!

Ci dicono che la BCE non può essere considerata l’uomo nero. Sarebbe bene ricordare loro che la BCE non è un organo sovrano, è costituita da banche centrali europee che non sono entità pubbliche, le quote di partecipazione nel capitale della Banca d’Italia sono di proprietà delle principali banche, assicurazioni e fondazioni italiane (e private).

Sarebbe bene ricordare che una quota maggioritaria della BCE è partecipata dalla Bank of England, che di fatto non fa parte dell’Euro. Dovrebbe essere quindi compito della politica, regolamentare la vita economica e sociale dei paesi, e se anche l’opposizione pensa di delegare questa funzione ad un ente non pubblico, non rappresentante la volontà popolare democraticamente manifestata, chi rimane a difendere diritti e tutele della popolazione? I politici europei hanno la responsabilità di aver cercato in questi anni di imporre una unione europea monetaria senza aver prima unito i popoli attorno a valori comuni.

Quanti popoli sono stati interpellati circa la accettazione del Trattato di Lisbona, la nostra Costituzione Europea? Quasi nessuno. Forse perché se ci avessero spiegato nel dettaglio il Trattato, nessuno l’avrebbe ragionevolmente accettato? Capiamoci qui non è in discussione l’adesione all’Unione Europea, quando metti assieme tante nazioni sarebbe naturale cercare di arrivare a soluzioni per il bene comune di tutte le nazioni. In discussione è come è stato scritto il Trattato di Lisbona, perché la realtà di questi anni dimostra che tutela più che altro gli interessi di alcuni poteri forti.

Quanti politici avete sentito parlare di modifica del Trattato? Credo solo la Merkel recentemente. Ma d’altra parte la classe politica attuale (di destra e di sinistra) ha purtroppo dimostrato di avere ben poco da dire al popolo, per questo sarebbe bene che i “signori politici” comincino ad ascoltare la voce “indignata” della gente prima che la violenza di qualche centinaio di provocatori contagi la rabbia del popolo affamato che come diceva la canzone fa la rivoluzione.

La crisi avanza, i “signori” potrebbero dire che stanno lavorando per gestire la situazione, stanno creando un fondo salva stati, ma ci vorrebbe qualcuno che spiegasse come dovrebbe funzionare questo fondo salva stati, o i famosi Eurobond. Ci dovrebbero spiegare con quali soldi dovrebbe essere creato questo fondo, visto che le banche non hanno soldi e devono essere ricapitalizzate, a farlo dovrebbero essere gli stati che però non hanno soldi, anzi hanno debiti, e nemmeno pochi, stati che dovrebbero versare soldi al fondo salva stati per poi riaverli indietro moltiplicati per sostenere i propri titoli di stato.

Qualcuno diceva datemi una leva e solleverò il mondo, se poi la leva è finanziaria oltre che sollevarlo il mondo puoi anche di palleggiarlo… Sissignori, la LEVA FINANZIARIA sarà la soluzione di tutti i mali, peccato sia anche la causa principale dei mali di questa crisi. Questo i signori della politica e della finanza non ci pensano a spiegarlo, e i giornalistici non ci provano neanche a spiegarlo in termini semplici.

A questo tema se mi riesce dedicherò il prossimo articolo. Nel frattempo non consentiamo a niente e a nessuno di impedirci di ragionare. Solo il dialogo, la ragione, l’intelligenza può consentirci di partecipare responsabilmente alla ricostruzione di una società nella quale deve tornare il primato del BENE COMUNE.

A presto.

Gianni Di Noia

Dire Staits, ovvero… terribili ristrettezze

Dire Straits, tradotto in italiano sarebbe “terribili ristrettezze”.

Era il mio gruppo musicale preferito, negli anni ‘80 mentre andava di moda la disco music o il rock duro, loro suonavano un rock melodico, mentre tutti ballavano e saltavano sui video clips o sui palchi, ricordo un concerto al PalaEur con Mark Knopfler in piedi fermo al centro del palco a tirar fuori dalla sua chitarra una musica fantastica.

Che contrasto tra l’immagine pulita dei Dire Straits e il trambusto di quegli anni.

Anni di grandi cambiamenti, anni in cui Reagan e la Thacher davano il via ad una serie di riforme liberiste che hanno rivoluzionato l’economia e la finanza mondiale, 20 anni di crescita ininterrotta dei mercati, delle borse, dei debiti pubblici… Money for nothing, verrebbe da cantare. Denaro per niente…

Oggi come allora c’è chi preferisce non pensare alla crisi, come ascoltare musica disimpegnata, c’è chi vuole sfogare la sua rabbia ascoltando rock duro, ma c’è anche una musica che consente di ragionare, di riflettere e di capire. Perché è chiaro che qualcosa deve cambiare, ma non è detto che tutti i cambiamenti siano sempre in meglio, che le premesse vengano rispettate.

Ricordando Marty Feldman in Frankenstein Junior: “Potrebbe andare peggio, potrebbe piovere…”

Dire Straits, terribili ristrettezze. Quelle passate o quelle che potrebbero arrivare? Chissà… In Italia si parla solo di Berlusconi, delle escort, dei suoi processi, delle finanziarie ridicole che sono state presentate. E mentre tutto il paese discute di questo spettacolo deprimente che ci tocca sopportare, è uscito il testo della lettera della BCE al governo italiano, lettera con cui la BCE dà alcune raccomandazioni per affrontare la crisi.

Si potrebbe dire che un governo così ridicolo non poteva che essere delegittimato. Cosa dice la lettera? Si richiede la liberalizzazione delle professioni, il taglio della spesa pubblica, se serve il taglio delle pensioni, se serve il taglio degli stipendi pubblici… Dire Straits… Ma a pensarci bene, perché la lettera l’ha scritta la BCE e non la Commissione Europea? Dove sta scritto che una banca centrale può dire ad uno stato sovrano cosa deve o non deve fare?

Ve lo dico io, sta scritto all’articolo 132 del Trattato di Lisbona. E c’è pure scritto che tali raccomandazioni non sono pubbliche. A dire il vero all’articolo 131 c’è anche scritto che la BCE non può accettare istruzioni da nessun componente di nessun organo governativo di nessun paese.

Siamo proprio sicuri di voler entrare in un’Europa con queste regole? Un’Europa in cui una Banca Centrale ha più diritti di uno stato sovrano? In ogni caso è chiaro che le decisioni importanti, referendum elettorale o meno, si prendono altrove.

E allora diamo un’occhiata a cosa succede fuori dal nostro paese:

– la Merkel ha detto recentemente che un default incontrollato della Grecia sarebbe pericolosissimo; forse che un default controllato sarebbe possibile? il G20 si è riunito per parlare della crisi, nessuna soluzione ufficiale, ma una voce è circolata, sarebbero pronti ad intervenire con 3.000 miliardi di dollari per affrontare la crisi europea. Lo ripeto 3.000 miliardi, ma non è stato ancora deciso, è solo una voce…

– le tre principali banche francesi devono essere ricapitalizzate, in caso di default greco potrebbero salvarsi solo se venissero nazionalizzate; la BCE è pronta a finanziare la liquidità delle banche europee in dollari in quantità illimitata. Hanno detto così: illimitata…

– Obama giustamente dice che l’Europa deve fare qualcosa di concreto per uscire dalla crisi perché il problema del mondo è la crisi europea,

– questa notizia invece ve la anticipo io: dopo solo due mesi il debito degli Stati Uniti ha nuovamente superato il tetto al debito pubblico. Rischiano un’altra volta il default tecnico, ma il problema sta in Europa…

– la Germania ha approvato l’ampliamento della garanzia al fondo salva stati fino a 400 miliardi di Euro; la garanzia… e i soldi veri chi ce li mette?

– gli inglesi non perdono occasione per dire che l’Euro è una follia ed oramai è giunto alla fine. Proprio loro che dopo aver nazionalizzato praticamente l’intero sistema bancario hanno pesantemente svalutato la loro sterlina…

– Francia e Germania continuano ad avere un deficit superiore a quello italiano…

– negli Stati Uniti è scoppiata la protesta popolare contro Wall Street ed il mondo della finanza, la polizia è intervenuta ad arrestare i manifestanti.

Sollievo tra gli speculatori… Dire Straits… Money for nothing.. Non è semplice capire, ma provo a rendere l’idea, se vedete uscire dalla caserma dei vigili del fuoco tutti i pompieri con tutti i mezzi disponibili, anche se hanno sirene e lampeggianti spenti, due sono le possibilità: o stanno andando ad una parata oppure sta per succedere qualcosa.

Ecco, la Germania che aumenta la garanzia al fondo salva stati, la BCE pronta a finanziare le banche europee in quantità illimitata, il G20 pronto ad intervenire con 3000 miliardi, mi sembrano come i pompieri che stanno uscendo dalla caserma, e non mi sembra che ci siano feste o parate nei dintorni…

Ultim’ora: la Grecia ha concordato con Fondo Monetario Internazionale, Unione Europea, e BCE il licenziamento di 30.000 dipendenti pubblici, e il taglio dello stipendio dei rimanenti, condizione per avere l’ultima tranche di “aiuti” economici. E nonostante questo non riuscirà a rispettare i parametri richiesti.

Dagli amici mi guardi Dio… L’Islanda invece prosegue nella sua uscita silenziosa dalla crisi. Silenziosa, perché se nessuno ne parla…

Insomma, alla prossima ondata di crisi, se dovessero essere toccate le pensioni o gli stipendi pubblici, ricordatevi della lettera della BCE, e di una costituzione europea (Trattato di Lisbona) che invece che essere fondata sul lavoro come era la nostra Costituzione Italiana, è fondata sulla libera concorrenza.

Gianni Di Noia

Tana libera tutti 2.0

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Era il 2011. In una calda estate, l'analisi dello sviluppo della crisi (Aspettando il tana libera tutti) portava ad evidenziare come solo un bel "tana libera tutti" di adolescenziale memoria avrebbe forse risolto qualche problema. Il decreto in approvazione oggi per salvare le banche conferma ciò che già allora era evidente. 20...

Tra i due litiganti (Renzi/Monti) il terzo (il popolo italiano) non gode

Tra i due litiganti (Renzi/Monti) il terzo (il popolo italiano) non gode

Di chi è la colpa della scellerata situazione delle banche italiane? Su questo si sono punzecchiati Renzi e Monti in questi giorni, “è colpa tua, no è tua…”. Uno spettacolo poco carino visto che le conseguenze della debolezza delle banche le stiamo pagando tutti. Per capirci qualcosa bisogna mettere in...

La calata dei barbari

La calata dei barbari

C'era una volta Roma Caput Mundi, una volta... Da allora è stato un via vai di invasori, che andavano e venivano, unni, visigoti, longobardi, arabi, francesi, germanici, normanni, spagnoli, turchi, inglesi, americani... Ne ho dimenticato qualcuno?  Non lo so. Ma è indubbio che sono secoli che stiamo sotto schiaffo degli...

E' un momento d'oro (2° parte)

E' un momento d'oro (2° parte)

Con la Brexit, cambia la storia del mondo. E in fasi come queste il mercato cambia velocemente direzione. Può il risparmiatore medio restare fermo a fare il cassettista? Assolutamente no! E in questo momento le scelte di investimento si devono valutare. Se la tua banca, il tuo consulente, hanno sbagliato le decisioni operative, allora...

CASELLLLANTEEEEEEEE!!!!!!!

CASELLLLANTEEEEEEEE!!!!!!!

Vi ricordate la barzelletta del casellante? Finiva con l'urlo "Senti che botto!" mentre il treno stava arrivando. E il botto è forte per molti aspetti. Il popolo inglese ha votato a favore dell'uscita dall'Unione Europea. Nonostante la morte della deputata, nonostante i mercati finanziari che scommettevano per il contrario, nonostante...

E' un momento d'oro!!!

E' un momento d'oro!!!

E' un momento d'oro, o almeno potrebbe esserlo (a breve, molto a breve). Ci sarà pure la crisi, la Brexit, la... quello che vi pare, ma c'è sempre un'alternativa da valutare! Gianni Di Noia

Ita vs Gb (2° tempo)

Ita vs Gb (2° tempo)

Secondo grafico per analizzare le differenze. Sono gli indici Thomson Reuters relativi ai titoli governativi a 10 anni di Stati Uniti, Germania, Italia e Gran Bretagna da inizio anno ad oggi. Chi guadagna di meno? Gianni Di Noia    

Ita vs GB

Ita vs GB

Siamo in tempo di Europei, ed allora proviamo a buttare giù qualche provocazione. Nel grafico possiamo vedere la borsa italiana e quella inglese da inizio anno ad oggi. Tutti parlano di rischio Brexit, ed a crollare è la borsa italiana. Tutto a posto? Gianni Di Noia

Whatever it takes... uselessly

Whatever it takes... uselessly

L’atteso incontro del Board della BCE si è concluso ieri con le parole di Mario Draghi che ha annunciato a sorpresa alcuni interventi per favorire la ripresa economica e la ripresa dell’inflazione:1) Il tasso di riferimento BCE scende dallo 0,05% allo 0%;2) Il tasso sui prestiti marginale BCE scende dallo 0,30% allo 0,25%;3) Il...

Prenditela pure la mia casa...

Prenditela pure la mia casa...

E se domani smettessi di pagare il mutuo, il mutuo della casa comprata nel dicembre 2006, che finanziava il 100% del prezzo di 300.000 € della casa ad un tasso del 5,5%, pagata quando i prezzi delle case erano all'apice della bolla, sulla quale casa tu banca hai messo una ipoteca del 200%, casa che oggi vale a malapena 200.000...

MA CHI GLIELO DICE AI RISPARMIATORI?

MA CHI GLIELO DICE AI RISPARMIATORI?

Titolava così qualche tempo fa in prima pagina l'inserto settimanale del Sole 24 Ore. Allora la cosa da dire era l'introduzione delle norme sul bail-in.Oggi molte altre sarebbero le cose da dire al popolo dei risparmiatori sempre più disorientato da salvataggi/fallimenti bancari e crisi dei mercati. Un popolo che per anni ha dormito...

Il destino del parco buoi

Il destino del parco buoi

Qualche amico mi chiede perchè non ho scritto in questi giorni turbolenti. Rispondo semplicemente che c'era ben poco da dire... oltre a quanto già detto con largo anticipo. Ad esempio... Era il maggio 2015, si parlava di banche che facevano record di raccolta, di investitori attratti da prezzi alti, i prodotti che andavano di...

Guardie e ladri

Guardie e ladri

Ricostruiamo la storia: 1) Dei banditi vogliono andare a rubare a casa dei ladri(Nasce l'ISIS per cacciare via il dittatore Assad dalla Siria) 2) Il colpo dei banditi non riesce e mettono a ferro e fuoco tutto il quartiere (L'ISIS non riesce a cacciare Assad e si prende mezzo Iraq e mezza Siria creando il Califfato) 3) Interviene la...

Il segnale del Margin Debt

Il segnale del Margin Debt

Molti di voi non avranno mai sentito parlare del Margin Debt. E' un dato pubblicato dal Nyse, la borsa newyorkese, che indica la quantità di denaro preso a prestito per acquistare titoli azionari, prendendo come garanzia gli stessi titoli acquistati. Un dato in crescita indica una tendenza all'acquisto dei titoli azionari, normalmente...

Il buio fuori dalla miniera

Il buio fuori dalla miniera

E' di oggi la notizia (ansa.it ) della occupazione della miniera di bauxite da parte dei lavoratori messi in mobilità dalla società greca S&B Industrial Minerals. Apparentemente può sembrare una delle tante notizie dello stato di crisi dell'Italia, assume invece un altro valore se collegata ad alcuni aspetti meno noti ai...

Come pompa il pippero!

Come pompa il pippero!

Pompa! Dio bono, come pompa il pippero!Piu' umano, piu' vero. E' un ballo sincero......State ruotando le dita?State unendo le falangi? State stringendoamicizia con persone che hanno il coloredella pelle diverso dal vostro? Bravi.Ora e' il momento di cantare a squarciagola:Ramaya, Ramaya, Ramaya rarra'. Ricordate Elio e le storie tese? Piu'...

L'uomo che dava i numeri

L'uomo che dava i numeri

Dopo una settimana di terremoto sui mercati finanziari e dopo il puntuale rimbalzo potremmo discutere delle logiche illogiche dei mercati, ma di questo ho già parlato ieri. Mi veniva però da riflettere sui toni catastrofistici degli organi di (dis)informazione italiani. Dopo il lunedì "nero" è arrivato il...

Cosa succede in città?

Cosa succede in città?

Conta sì il denaroaltro che no!!me ne accorgo soprattutto quando...quando non ne ho!Conta sì il denaro... altro che...Altro che CHIACCHERE!!! Cosa succedecosa succede in cittàc'è qualche cosa...Qualcosa che non va!!!Guarda Lì, guarda Làche CONFUSIONE...Guarda lì, guarda là... che...

Il paradosso del QE

Il paradosso del QE

Mentre la Grecia vive le ore drammatiche del referendum sull’Euro, prosegue la guerra valutaria tra le banche centrali mondiali per affrontare una crisi che evidentemente non è solo greca. Venerdì la banca centrale svedese ha nuovamente tagliato i tassi di interesse che già erano negativi, portandoli dal -0,25% al...

E' facile fare i greci col culo degli altri!

E' facile fare i greci col culo degli altri!

Venghino signori, venghino! Lo spettacolo sta per cominciare. Da domani i greci mangeranno pane e democrazia, vedremo presto se si sazieranno. Quanta gente ad osannare il coraggio del popolo greco! Un popolo che ha il coraggio di resistere ai burocrati europei. Adesso se la vedranno con gli speculatori! Non so cosa sia peggio.La democrazia...

2009

8 gennaio Germania: il Governo annuncia la sottoscrizione attraverso SoFFin (fondo governativo per la stabilizzazione dei mercati finanziari) di un aumento di capitale di Commerzbank per 10 miliardi di euro, diventando così il primo azionista della banca. 15 gennaio Irlanda: il Governo annuncia la nazionalizzazione...

2008

17 febbraio GB: Northern Rock viene nazionalizzata. 1 marzo USA: American International Group (AIG) annuncia perdite per 5,3 miliardi di dollari nel quarto trimestre del 2007, dovute a svalutazioni per 11,12 miliardi nei derivati e titoli legati ai mutui subprime. 13 marzo USA: Bear Stearns viene salvata da JP...

2007

2007 PRIMI SEGNALI ANTICIPATORI DELLA CRISI DEI MUTUI SUB-PRIME 8 febbraio USA: HSBC e New Century Financial Corp. annunciano pesanti perdite nel proprio portafoglio subprime. 14 giugno USA: Bear Stearns (broker in titoli derivanti da securitisation) annuncia difficoltà di due suoi hedge fund per investimenti in titoli...

2012

2013

2014

2011

2010

Società

 

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