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E se...

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E se una importante banca americana avesse grosse perdite accumulate su derivati finanziari? E se...

Noi abbiamo il paracadute e tu no..!!

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Non so perché ma mi è venuta in mente quella vignetta delle Sturmtruppen del mitico...

Il destino del parco buoi

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Una situazione dracmatica

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Filmati

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  • E se...

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    Venerdì, 09 Gennaio 2015 19:03
  • Noi abbiamo il paracadute e tu no..!!

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    Sabato, 07 Febbraio 2015 19:05
  • Il destino del parco buoi

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    Lunedì, 04 Maggio 2015 19:05
  • Una situazione dracmatica

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    Venerdì, 05 Giugno 2015 15:15
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    Sabato, 13 Giugno 2015 07:11

2012

2012

Germania Grecia 4-2, non é “fuga per la vittoria”!

Quante volte ci siamo appassionati al cinema o in televisione a guardare film che raccontavano di improbabili storie sportive di piccoli Davide che battevano i giganti Golia, come la squadra di baseball degli Orsi allenata da un grandioso Walter Matthaus, tanto sgangherati quanto determinati nel tentare di vincere il campionato in qualsiasi modo. Oppure con film tipo Fuga per la vittoria, o Quella sporca ultima meta.

Con questi presupposti si é giocata la partita Germania – Grecia. Un’occasione di rivalsa da film appunto.

Ma siccome la realtà é un’altra cosa, la Germania meritatamente ha ridicolizzato la sprovveduta Grecia con un fin troppo generoso 4-2. D’altra parte é anche giusto che sia il più forte, il più preparato a vincere.

Ma i giornali, le televisioni, come al solito hanno cercato di raccontarci una favola, alimentando anche da noi, il sogno di rivalsa dei poveri greci contro i cattivi tedeschi, continuando a dimostrare quanto basso sia il livello della stampa nostrana e quanto forte sia il loro potere diseducativo verso la massa delle persone.

Si, perché tornando sul piano delle cose serie, ci stanno da tempo raccontando una favola diversa dalla realtà.

Ci sono molte cose che non tornano, fino a pochi mesi fa era idea diffusa che i nostri politici facevano schifo (e le ultime elezioni hanno manifestato il sentimento popolare a riguardo), ma si diceva anche che i tedeschi erano il modello da seguire, quelli bravi, quelli rigorosi, quelli che avevano risollevato anche la Germania dell’Est.

Oggi invece sembra che la colpa della crisi sia tutta della Merkel.

Fino a qualche mese fa era evidente il ruolo delle società di rating e delle banche d’affari nella speculazione che sta affossando l’Europa, adesso invece si sente dire che il mercato sta punendo la politica del rigore della Merkel. Eh, eh, eh, giornalisti birichini e un po’ voltagabbana, mettiamoci d’accordo. I tedeschi sono bravi o cattivi? Il mercato é buono mentre la speculazione é cattiva oppure mercato e speculazione sono la stessa sporca cosa?

Ma cosa vi aspettereste da una stampa che non ha niente da dire sul fatto che l’uomo che ha affossato la più antica banca italiana é stato riconfermato “all’unanimità” come presidente dell’Abi (Associazione Bancaria Italiana), che il salvataggio della suddetta banca é affidato ad un amministratore delegato indagato per evasione fiscale (per svariati miliardi) e che il futuro movimento/partito cattolico che dovrebbe scendere in campo dovrebbe essere guidato da un banchiere che, da tecnico, starebbe guidando il paese ad uno sviluppo che in questi mesi non si é visto per niente. Ma insomma con le banche in questo stato di crisi, qualcuno più decente e presentabile in giro non si trovava?

Evidentemente no! Il perché ce lo stanno dimostrando i nostri beneamati tecnici: tutti parlano di politiche di crescita o di sviluppo, ma in realtà non hanno nessuna idea di come farlo. Anni ed anni ed anni di studi universitari ed in realtà il concetto é solo uno: se hai soldi da spendere li spendi (non importa come!!!), se non hai soldi da spendere… aumenti le tasse e poi li spendi (non importa come!!!). Basti pensare che il principale indicatore dell’economia é il Pil, un indicatore quantitativo e non qualitativo.

Per essere chiari se ci fossero i soldi basterebbe pagare qualcuno per scavare buche e pagare qualcun altro per ricoprirle. Così molti “esperti” farebbero ripartire l’economia! Voi ci ridete ma é quello che succede da anni, guardate i lavori che fanno periodicamente nelle nostre strade!

E qui sta il problema: oggi di soldi non ce ne sono. Ne avremmo potuti avere, perché anche una Unione Europea non perfetta e molto poco democratica, qualche vantaggio l’aveva dato. Prima dell’Unione Europea lo stato per finanziarsi pagava sui titoli di stato tassi d’interesse molto alti e questo faceva salire il debito, perché il costo del debito era quasi sempre superiore alla crescita dell’economia. Poi con l’introduzione dell’Euro il costo del finanziamento del debito é sceso fino all’assurdo di pochi anni fa con i Bot a tasso zero. A quei tempi non si parlava di spread. Ma giustamente i soldi risparmiati, invece che usarli per ridurre il debito e rendere l’economia del paese più efficiente, qualcuno se li é mangiati…

Chi? Guarda caso gli stessi che dopo aver governato in una finta alternanza per vent’anni, adesso vorrebbero riciclarsi appoggiando il governo tecnico (coi risultati che stiamo vedendo), per poi proporsi alla guida del paese l’anno prossimo. E poi l’antipolitica sarebbe Beppe Grillo?

Gli altri paesi europei più o meno hanno fatto lo stesso, tranne la Germania che oggi pur vivendo la crisi é sicuramente messa meglio di tutti gli altri. Chiaramente i critici dell’ultim’ora dicono che la Germania ha avuto grandi benefici dall’Unione Europea, per esempio una valuta che anche grazie ai cosiddetti PIIGS non si é rivalutata mantenendo le loro merci a prezzi competitivi. Vero, ma qualcuno può dire che la Grecia o la Spagna o la stessa Italia non abbiano avuto benefici dal piazzare per diversi anni i titoli di stato allo stesso tasso di quelli tedeschi?

E allora cari esperti, smettetela di raccontare stupidaggini. La verità é che se dovessi scegliere a chi affidare i miei soldi, sceglierei un ministro delle finanze tedesco invece di uno italiano. E invece…

Nel frattempo fuori dall’Europa, un paese (gli Usa) ha continuato a spendere e spandere stampando moneta tipo Totò e Peppino, comprando merci da un altro paese pieno di cinesi: la Cina (appunto!).

Ma nel frattempo che é successo? Che la Cina é diventata un po’ troppo potente, ha riunito un po’ di paesi emergenti (Russia, India, Brasile, Sudafrica) ed ha cominciato a dire: cari Stati Uniti é tempo che cominciate a farci un po’ di spazio, invece di costringerci a comprare dollari per pagare qualsiasi cosa che viaggia per il pianeta. E visto che la seconda guerra mondiale é finita da quasi settant’anni, perché non facciamo una nuova Bretton Woods e facciamo una bella moneta mondiale da usare per gli scambi internazionali? Al proprio paese ognuno usa la sua moneta, sui mercati internazionali usiamo quella nuova che per non far dispetto a nessuno sarebbe calcolata facendo una media tra dollaro, euro, sterlina, yen, oro, argento e chissà magari pure lo yuan!

Così mediata sarebbe meno oscillante e tutto andrebbe meglio. Sulle prime gli americani hanno risposto: “bella idea!”, poi ci hanno pensato un po’ su e si sono detti: “ ma poi, se nessuno usa più i dollari per gli scambi internazionali, che ci facciamo con tutti ‘sti dollari che abbiamo sparso a destra e sinistra in giro per il mondo?”.

“E poi che direbbero gli iracheni eredi di Saddam Hussein dopo che gli abbiamo fatto fuori il loro amato dittatore solo perché voleva vendere il petrolio in Euro invece che in dollari? Ci rimarrebbero male!” e un altro americano subito dopo aggiunse: “e poi mica possiamo fare la guerra ai cinesi, so’ tanti!!!”. Allora il primo americano, che é un noto pacifista, ebbe una grande idea: “Odio lo spargimento di sangue, se invece facessimo litigare tra di loro gli europei, finirebbero per smetterla con questa storia dell’Euro, e senza l’Euro sarebbe più difficile fare la moneta mondiale che vogliono i cinesi. Che ne dite?”. Aho, manco a farlo apposta, proprio in quel periodo alcuni banchieri (purtroppo erano proprio dei fratelli americani) si sono trovati un po’ in difficoltà e per sbaglio hanno fatto crollare i mercati finanziari mondiali.

L’occasione che si presentò era ghiotta, ad onor del vero gli europei hanno provato ad aggiustare le cose, ma guarda un po’, ogni volta che salvavano un paese, partiva un attacco speculativo verso un altro paese europeo. Se poi ci si mette pure la scalogna ad affondare l’unica nave al mondo con la bandiera europea e dedicata ai paesi fondatori dell’Europa, come dire… era destino.

Ma gli europei non ci stanno, bisogna salvare gli stati in difficoltà con rating basso, come si fa? “Semplice, facciamo il debito pubblico europeo, così se la speculazione ci attacca ci difenderemo meglio”. “Ok, ma guardate che bisogna salvare anche le banche in difficoltà con rating basso”. A quel punto un italiano se ne esce così: “smettiamo di considerare i rating”. Si sentono diverse risatine ironiche, d’altra parte si capisce bene che mettere la polvere sotto il tappeto non serve se di polvere ce n’é così tanta che poi sul tappeto ci devi salire con la scala. “Allora facciamo l’unione bancaria europea, garantiamo tutti insieme tutte le banche europee”.

Grande idea, perché non averci pensato prima… E fu a quel punto che una signora tedesca, Frau Merkel, gela tutti dicendo: “e no! Sono dieci anni che diciamo che bisogna ridurre i debiti pubblici e lo abbiamo fatto solo noi, sono dieci anni che diciamo che bisogna spendere meglio i soldi e lo abbiamo fatto solo noi! Ora voi state senza una lira, pardon senza un euro, perché ve siete magnati tutto (ogni tanto sorpende tutti con la conoscenza anche di dialetti stranieri…) e mo’ volete sperperare pure li soldi nostri trasformando la BCE in un ciclostile vecchio stampo? Mariuccio, pure da te non me l’aspettavo!”

Nel brusio generale, questa volta con chiaro tono marziale tedesco echeggia forte e chiaro un monito: “vi diamo li soldi solo se possiamo controllare come li spenderete”.

Una vocina flebile prova ad obiettare: “ma che gli diremo ai nostri elettori, e poi che significa? che noi politici non conteremo più niente?”, qualcun altro: “e poi noi che se’ magnamo?”.

Ma Frau Merkel é ferma: “o facciamo gli Stati Uniti d’Europa con ministro delle finanze europeo (possibilmente tedesco) o niente! Ognun per se!”, e ancora: “ma poi cosa volete che dicano i vostri cittadini? sono così stupidi da darvi ancora il voto… raccontategli qualche balla, ditegli che volete fare una riforma presidenziale, tanto abboccano a tutto…”

Fin qui la fantasia! La realtà ci dice che l’Europa é attaccabile perché non c’é unione politica vera a completare l’unione monetaria. L’unica soluzione sono gli Stati Uniti d’Europa, con cessione definitiva della sovranità. E se ciò avverrà, non potrà accadere in modo democratico. Il Trattato di Lisbona così com’é é già abbastanza indicativo. Senza unione definitiva, l’Europa sarà sempre esposta alla speculazione finanziaria dei mercati. Mercati che andrebbero regolamentati per ridurre il potere di società che creano denaro dal niente con i derivati. Regolamentazioni che guarda caso sono osteggiate da Stati Uniti e Gran Bretagna, le vere responsabili di tutto questo sfacelo.

In parole povere o l’Europa si unisce veramente per porre fine allo strapotere assurdo degli americani oppure sotto gli attacchi della speculazione ogni paese sarà costretto a tornare alle sue valute nazionali. Con buona pace anche di cinesi, indiani e russi.

E’ una storia, quella che stiamo vivendo, che “qualcuno” aveva cominciato a raccontare già da diversi anni, e più passa il tempo più i contorni diventano chiari e definiti, dimostrando quanto quelle idee fossero giuste. Chi ha ascoltato da tempo, spero si sia organizzato. Chi comincia ora a comprendere si sbrighi ad attrezzarsi almeno mentalmente. Sarà un’estate calda, più calda di quella dell’anno passato e non ci saranno condizionatori o climatizzatori di sorta ad aiutarci.

A presto

Gianni Di Noia

Melissa, vittima sacrificale contro il cambiamento

E’ sempre la solita storia, durante una fase di crisi, nascono le condizioni per un cambiamento, il popolo ricomincia a manifestare, a riprendere la sua sovranità, e quando il cambiamento inizia ecco che arrivano le bombe. 1969, 1992, 2001 e ancora oggi.

Questa volta ci ha rimesso la vita la povera Melissa, innocente vittima sacrificata per stroncare il cambiamento. E adesso il via al patetico richiamo all’unità del paese, alla compattezza degli organi dello Stato. Il richiamo alla fermezza per indagini che saranno ferree e rapidamente condurranno ad individuare i colpevoli.

Cara Melissa, eri forse troppo giovane per conoscere la storia del nostro paese. L’attentato che ti ha ucciso non è il primo e non sarà l’ultimo. L’attentato terroristico provoca terrore, il terrore è paura e la paura blocca le azioni. La storia ci insegna che qualche volta si è scoperto l’esecutore, ma mai si sono scoperti i mandanti.

Fiumi di parole, esperti, opinionisti, plastici alla Bruno Vespa, anche questa volta non serviranno a nulla se non ad alimentare il clima di terrore e di paura. Nel 1978 durante gli anni del terrorismo rosso ero troppo piccolo per capire, nel 1992 quando saltò in aria l’autostrada di Capaci con Falcone, la moglie e gli uomini di scorta, pensai che la lotta contro l’illegalità fosse persa, e quell’episodio pensai potesse spegnere il mio desiderio di capire, la mia voglia di impegno sociale, tutto ciò che la famiglia, lo scoutismo, la chiesa mi aveva insegnato. Quel pomeriggio, lo ricordo come fosse ieri, piansi.

Ero solo in casa, davanti alla televisione, con le lacrime amare che solcavano il mio viso. Poi il sacrificio di Borsellino mi ha spinto a reagire.

Ho ricominciato a leggere, a studiare, a guardare documentari. Ad informarmi. E sai cosa ho scoperto cara Melissa? Una volta la colpa era delle Brigate Rosse, una volta degli estremisti neri, l’altra volta era colpa della mafia, ma ogni volta i tentativi di arrivare ai colpevoli erano ostacolati ed impediti da depistaggi organizzati dai cosiddetti “organi deviati dello stato”. Ogni volta. E perché servitori dello stato dovrebbero operare per depistare le indagini? Non si è mai arrivati ad una risposta perché tutte le inchieste della magistratura e delle commissioni parlamentari accertavano fatti gravissimi che venivano letti sempre in modo diverso, e la mancanza di uniformità nel leggere fatti reali non portava mai ad una verità condivisa.

Ma la verità non ha bisogno di essere condivisa. I fatti sono fatti, e se ce li raccontano in maniera diversa fanno solo come l’imperatore che va in giro nudo! Sta a noi però non crederci. Cari signori politici, se volete cercare i colpevoli guardate tra le vostre file, tra di voi c’è qualcuno che non ha capito che agli errori di questi ultimi anni può porre rimedio solo lasciando libero il posto, per far spazio alla società civile. Perché in crisi non c’è la politica, ma le singole persone che finora hanno tradito il concetto di politica come servizio per il popolo. Cari signori giornalisti, smettetela di osannare i vostri re nudi, le banche che hanno la proprietà dei vostri giornali, gli imprenditori che comprano il vostro silenzio con la pubblicità, i politici che vi proteggono.

Scegliete di informare la gente, incominciate anche voi a gridare che “il Re è nudo”. Cari ragazzi, non lasciate spegnere la passione per il bene comune e l’impegno sociale per costruire una società migliore, ma specialmente ricordate che l’unico modo di costruire è con la pacifica partecipazione alla vita sociale. LIBERTA’ E’ PARTECIPAZIONE cantava Giorgio Gaber un vecchio maestro che con le sue canzoni faceva riflettere tutti.

La storia rende sempre giustizia. La morte di Carlo Giuliani a Genova nel 2001 durante momenti di stupida protesta violenta spense un movimento di protesta pacifica che invece era giusta e giustificata. La storia ha dimostrato che a Genova avevano ragione le centinaia di migliaia di persone che protestavano pacificamente, mentre avevano torto gli 8 capi di stato barricati nei palazzi del potere.

Alcuni di loro ancora oggi sono in giro a fare danni. Non cascate nei tranelli che i black-block o i terroristi di turno, mettono tra i vostri piedi. Fanno solo il gioco del potere. Non lo dimenticate mai. Fatelo per Melissa, come per Giovanni, per Paolo, per tutti quelli che hanno perso la vita in questi anni. Io da parte mia non mollo, spero voi facciate altrettanto.

A presto

Gianni Di Noia

Il Re è nudo, ma che almeno si rivesta!

Molti anni or sono, viveva un Imperatore, il quale dava tanta importanza alla bellezza ed alla novità dei vestiti, che spendeva per adornarsi la maggior parte de’ suoi danari.

Non si curava de’ suoi soldati, non di teatri o di scampagnate, se non in quanto gli servissero di pretesto a far mostra di qualche nuovo vestito. Per ogni ora della giornata, aveva una foggia speciale, e, come degli altri re si dice ordinariamente: è al consiglio, – di lui si diceva sempre: è nello spogliatoio.

Nella grande città dov’egli dimorava, la vita era molto gaia, ed ogni giorno ci capitavano forestieri. Una volta ci vennero anche due bricconi, i quali si spacciarono per tessitori e raccontarono di saper tessere la più bella stoffa che si potesse vedere al mondo.

Non solo i colori e il disegno erano straordinariamente belli, ma i vestiti che si facevano con tale stoffa avevano questa mirabile proprietà: ad ogni uomo inetto al proprio officio o più stupido di quanto sia lecito comunemente, essi rimanevano invisibili.

“Ah, questi sì, sarebbero vestiti magnifici!” – pensò l’Imperatore: “Quando li avessi indosso, verrei subito a sapere quali sono nel mio regno gli uomini inetti all’officio che coprono; e saprei subito distinguere i savi dagli stolti! Sì, sì; bisogna che mi faccia tessere questa stoffa.”

E anticipò intanto ai due bricconi una buona somma di danaro, perchè potessero incominciare il lavoro. Essi prepararono due telai, e fecero mostra di mettersi a lavorare; ma sui telai non avevano nulla di nulla. Nel domandare, però, non si peritavano: domandavano sempre le sete più preziose e l’oro più fino. E la roba, se la mettevano in tasca, e continuavano a lavorare ai telai vuoti, magari sino a notte inoltrata.

“Mi piacerebbe sapere a che punto sono col lavoro,” pensava l’Imperatore; ma l’angustiava un poco il fatto che chiunque fosse troppo sciocco od impari al proprio officio non avrebbe potuto vedere la stoffa. Sapeva bene che, per conto suo, non c’era di che crucciarsi, ma, in ogni modo, stimò più opportuno di mandare prima un altro a vedere come andasse la faccenda.

In città, tutti oramai sapevano la meravigliosa proprietà della stoffa, ed ognuno era curioso di vedere sino a che punto giungesse la stupidità o la buaggine del suo vicino. “Manderò dai tessitori il mio vecchio onesto Ministro,” – pensò l’Imperatore: “Può giudicare il lavoro meglio di qualunque altro, perchè ha ingegno e nessuno più di lui è adatto alla propria carica.”

E il buon vecchio Ministro andò nella sala dove i due mariuoli facevano mostra di lavorare dinanzi ai telai vuoti. “Dio mi assista!” – fece il vecchio Ministro, e sgranò tanto d’occhi: “Io non vedo nulla di nulla!” Ma però si guardò bene dal dirlo.

I due bricconi lo pregarono di farsi più presso: non era bello il disegno? e i colori non erano bene assortiti? – e accennavano qua e là, entro al telaio vuoto. Il povero Ministro non si stancava di spalancar tanto d’occhi, ma nulla riusciva a vedere, poi che nulla c’era.

“Mio Dio!” – pensava: “Ma ch’io sia proprio stupido? Non l’ho mai creduto, ma questo, già, di se stesso nessuno lo crede. E se non fossi adatto a coprire la mia carica? No, no; non è davvero il caso d’andar a raccontare che non vedo la stoffa.”

“E così? Non dice nulla?” – domandò uno degli uomini, che stava al telaio.

“Oh, perfetto, magnifico, proprio magnifico!” – disse il vecchio Ministro, e guardò a traverso agli occhiali: “Che disegno, che colori!… Sì, dirò a Sua Maestà che il lavoro mi piace immensamente!” “Oh, questo ci fa davvero tanto piacere!” dissero entrambi i tessitori; e indicavano i colori per nome, e additavano i particolari del disegno. Il vecchio Ministro stava bene attento, per poter dire le stesse cose quando fosse tornato con l’Imperatore; e così fece.

Intanto, i due bricconi domandavano dell’altro danaro, dell’altra seta, dell’altr’oro, tutto per adoprarlo nel tessuto, naturalmente. E tutto mettevano invece nelle proprie tasche; e sul telaio non ne andava nemmeno un filo; ma continuavano come prima a lavorare al telaio vuoto.

L’Imperatore mandò poco dopo un altro ottimo officiale dello Stato, affinchè gli riferisse sull’andamento del lavoro, e se mancasse poco alla fine. Ed accadde anche a lui precisamente quello ch’era accaduto al Ministro: guardava e guardava, e, poi che sul telaio vuoto nulla c’era, nulla riusciva a vedere.

“Non è vero che è un bel genere di stoffa?” – domandavano tutti e due i mariuoli; e mostravano e spiegavano le bellezze della stoffa che non

c’era. “E pure, io non sono sciocco!” – pensava l’officiale: “E allora, gli è che non sono adatto al mio alto officio. Sarebbe strana! In ogni modo,

bisogna almeno non lasciarlo scorgere!” Per ciò, vantò la stoffa che non vedeva, e si dichiarò pienamente sodisfatto tanto dei bellissimi colori quanto dell’eccellente disegno. “È proprio stupendo!” – disse poi all’Imperatore.

E in città non si faceva che parlare di questa magnifica stoffa. Poi l’Imperatore stesso volle esaminare il tessuto sin che stava ancora sul telaio. Accompagnato da tutto un seguito di eletti cortigiani, tra i quali si trovavano anche i due vecchi valentuomini, che primi vi erano andati, si recò da quei furbi mariuoli. Essi lavoravano ora con più lena che mai, ma sempre senza trama e senza filo.

“Non è vero che è proprio stupenda?” – dissero tutti e due i probi officiali: “Si degni la Maestà Vostra di osservare questo ornato, questi colori!” – ed accennavano al telaio vuoto, sempre credendo, ben inteso, che gli altri potessero vedere la stoffa. “Che affare è questo?” – pensò l’Imperatore “Io non ci vedo nulla! Questa è grossa! Fossi mai per caso un grullo? O non fossi buono a far l’Imperatore? Sarebbe il peggio che mi potesse capitare…” – “Oh, è bellissimo!” – disse ad alta voce: “È proprio di mio pieno gradimento.” Ed approvò sodisfatto, esaminando il telaio vuoto; perchè non voleva confessare di non vedervi nulla.

Tutto il seguito, che lo accompagnava, aveva un bell’aguzzare gli occhi: non riusciva a vedervi più che non vi avessero veduto gli altri; e però tutti dissero con l’Imperatore “Bellissimo! Magnifico!” – e gli consigliarono di indossare per la prima volta il vestito fatto con quella splendida

stoffa nel corteo di gala, ch’egli doveva guidare alla prossima festa.

“Splendido, magnifico, meraviglioso!” – si ripetè di bocca in bocca; e tutti se ne rallegrarono cordialmente. L’Imperatore concedette ai due bricconi il permesso di portare all’occhiello il nastrino di cavaliere, col titolo di Tessitori della Casa Imperiale.

Tutta la notte, che precedeva il giorno della festa, i due bricconi rimasero alzati a lavorare, ed accesero più di sedici candele. Tutti poterono vedere quanto s’affaccendassero a terminare i nuovi vestiti dell’Imperatore. Fecero mostra di levare la stoffa dal telaio; tagliarono l’aria con certe grosse forbici, cucirono con l’ago senza gugliata, ed alla fine dissero: “Ecco, i vestiti sono pronti.”

L’Imperatore stesso venne allora, con i più compiti cavalieri, e i due bricconi levavano il braccio in aria, come se reggessero qualche cosa, e dicevano: “Ecco i calzoni! Ecco la giubba! Ecco il mantello!” – e così via. “Son leggeri come ragnateli! Sembra di non portar nulla sul corpo! Ma questo è il loro maggior pregio!” “Già!” – fecero tutti i cortigiani; ma niente riuscirono a vedere, poi che niente c’era. “Si degni la Maestà Vostra di deporre i vestiti che indossa,” – dissero i furfanti: “e noi misureremo alla Maestà Vostra i nuovi, dinanzi a questo grande specchio.”

L’Imperatore si spogliò, e quei bricconi fecero come se gli indossassero, capo per capo, i vestiti nuovi, che dicevano d’aver preparati; e lo strinsero ai fianchi, fingendo di agganciargli qualche cosa, che doveva figurare lo strascico; e l’Imperatore si volgeva e si girava dinanzi allo specchio. “Come gli tornano bene! Divinamente!” – esclamarono tutti: “Che ornati! Che colori! È proprio un vestito magnifico!”

“Fuori è pronto il baldacchino di gala, di sotto al quale la Maestà Vostra guiderà la processione!” – annunziò il Gran Cerimoniere. “Eccomi all’ordine!” disse l’Imperatore. “Non mi sta bene?” – E si volse di nuovo allo specchio, perchè voleva fare come se esaminasse minuziosamente il proprio abbigliamento. I paggi, i quali dovevano reggere lo strascico, camminavano chini a terra, come se tenessero realmente in mano un lembo di stoffa. Camminavano con le mani tese all’aria dinanzi a sè, perchè non osavano lasciar vedere di non averci nulla.

E così l’Imperatore si mise alla testa del corteo solenne, sotto il superbo baldacchino; e tutta la gente ch’era nelle strade e alle finestre, esclamava: “Mio Dio, come son fuor del comune i nuovi vestiti dell’Imperatore! Che stupendo strascico porta alla veste! Come tutto l’insieme gli torna bene!” Nessuno voleva dar a divedere che nulla scorgeva; altrimenti non sarebbe stato atto al proprio impiego, o sarebbe stato troppo sciocco. Nessuno dei vestiti imperiali aveva mai suscitato tanta ammirazione.

“Ma non ha niente in dosso!” – gridò a un tratto un bambinetto.

“Signore Iddio! sentite la voce dell’innocenza!” – esclamò il padre: e l’uno venne susurrando all’altro quel che il piccino aveva detto. “Non ha niente in dosso! C’è là un bambino piccino piccino, il quale dice che l’Imperatore non ha vestito in dosso!” “Non ha niente in dosso!” – gridò alla fine tutto il popolo.

L’Imperatore si rodeva, perchè anche a lui sembrava veramente che il popolo avesse ragione; ma pensava: “Qui non c’è scampo! Qui ne va del

decoro della processione, se non si rimane imperterriti!” E prese un’andatura ancora più maestosa; ed i paggi continuarono a camminare chini, reggendo lo strascico che non c’era.

Non ha niente in dosso! Il Re è nudo! Con la differenza che oggi non è solo l’Imperatore ad essere nudo, c’è anche tutto il codazzo di politici, giornalisti ed economisti, ci mancavano i tecnici… ma si sono accodati subito. La cosa più grave è che anche molti tra i cittadini che assistono alla processione… sono nudi anche loro.

Se le bugie hanno le gambe corte, le stupidaggini le hanno un pò più lunghe, ma prima o poi qualcuno che ti sputtana lo trovi. E la crisi ne sta sputtanando tanti.

Il Re è nudo! verrebbe da dire al duo Merkel – Sarkozy (che nudi sono pure un pò bruttarelli), ve l’avevo detto che ride bene chi ride ultimo (http://www.infouil.it/2011/11/02/sarkozy-e-merkel-risate-finite/) ma nel frattempo ne hanno fatti di disastri.

Il Re è nudo! verrebbe da dire al presidente Napolitano che fottendosene delle regole democratiche ci ha rifilato questo governo tecnico che sa come aumentare le tasse, ma per tagliare la spesa chiama il pensionato più pagato d’Italia. Se chiamavano le Iene e la Gabanelli, avrebbero speso meno e con risultati sicuri. Ma un presidente che ha evidenti problemi di vista, data l’età avanzata, se non si è accorto dello schiaffone che il popolo democraticamente ha rifilato ai politici degli ultimi anni. Poi l’antipolitica sarebbe Grillo?

Il Re è nudo! verrebbe da dire a Casini che dopo aver preso l’ennesimo ceffone elettorale per la sua non attività politica, si lamenta delle società di rating come un qualunque blogger complottista. Vorrei porre alla sua attenzione che le banche italiane in 4 anni hanno perso in

borsa mediamente il 90% del loro valore. Le società di rating sono state fin troppo gentili…

Il Re è nudo! verrebbe da dire ai banchieri italiani (anche quelli che ora sono al governo) che hanno come loro presidente tale Mussari, un genio della finanza che ha mandato sul lastrico la più antica banca del mondo (Monte Paschi di Siena), comprando a novembre 2007 per 9 miliardi di Euro una banca (Antonveneta) che 3 mesi prima era stata quotata 6 miliardi, il tutto con la crisi finanziaria mondiale iniziata da 3 mesi con l’intervento delle banche centrali a sostenere i mercati. Giustamente un genio così lo hanno fatto presidente dell’Abi (Associazione Bancaria Italiana). E noi che ancora vi affidiamo i nostri risparmi… A proposito il nuovo amministratore delegato del Monte Paschi è sotto inchiesta della magistratura per evasione fiscale quando guidava l’Unicredit. Ma vi rendete conto?

Della Grecia e del suo ridicolo salvataggio di poco tempo fa non parlo (quello che dovevo dire l’ho già detto http://www.infouil.it/2012/03/07/i-giochi-pireotecnici-della-finanza-mondiale/), di questa Europa ridicola e per niente solidaristica pure ho già detto (http://www.infouil.it/2012/01/17/leuropa-affonda-in-una-guerra-senza-missili/).

Vorrei allora parlarvi della crescita, ne parlano tutti, dicono tutti che bisogna puntare sulla crescita, ma non ci dicono come. Sapete perchè? Perché non hanno nessuna idea di come fare! Tecnici, politici, economisti, tutti. Se l’avessero saputo, avrebbero già fatto qualcosa, invece niente. Sanno solo spendere soldi se c’è qualcuno che li stampa. Chi li stampa ci sarebbe, ma siccome i soldi non te li regalano, te li prestano, e siccome sono tutti indebitati… Non sanno più cosa fare.

L’unico che ancora riesce a fare debito è Obama con gli Stati Uniti, ma nell’ultimo anno a fronte di una crescita del PIL del 4% ha avuto una crescita del debito del 9,5%. Ha senso? Lo vedremo presto!

Nel frattempo, quando vi gridiamo “il Re è nudo” almeno rivestitevi, perchè credete… Nudi fate un bel pò schifo.

A presto

Gianni Di Noia

 

PS: da cattolico credente e praticante, la freddezza con cui i componenti di questo governo, in gran parte cattolici credenti e praticanti, stanno gestendo questa fase di crisi, senza alcuna parola, nessun appello per evitare l’ondata di suicidi che si sta verificando è a dir poco deplorevole. Complimenti vivissimi…

I giochi “Pireotecnici” della finanza mondiale

Mi sono sempre piaciuti i fuochi d’artificio, dabambino come ancora oggi da grande.

Alle feste non vedevo l’ora di assistere a questispettacoli di luci e di fischi e botti.

Negli ultimi anni poi da organizzatore di festeparrocchiali, l’appuntamento con i fuochi era uno spettacolo che dovevo presentare in primapersona, e capivi subito se erano piaciuti o meno al pubblico, dall’applauso spontaneo chepartiva alla fine.

Mi sono sempre domandato come poteva essere lo spettacolo dei fuochi ritmato con unsottofondo musicale adeguato, fino a quando pochi anni fa il dee-jay della serata interruppe lamusica da ballo e lasciò come sottofondo una musica molto ritmata. Fu qualcosa dieccezionale. Il pubblico era entusiasta.

In questi giorni non so perché ma mi sono spesso domandato: “Chissà come sarebbero i fuochid’artificio con un sottofondo tipo il Sirtaki?” Non so perché mi venisse in mente proprio ilSirtaki, una danza veramente trascinante.

Poi ad un certo punto ho capito: non sarà che quanto sta per accadere in Grecia, possa essereun qualcosa di pirotecnico? Anzi di “Pireotecnico”?

Penso proprio di si, quanto sta per succedere all’ombra del Partenone é si pirotecnico, mapurtroppo molto meno divertente! O forse si!

Provo a spiegarmi: La Grecia in questi anni ha speso più soldi di quanta ricchezza producesse,indebitandosi grazie all’ingresso nell’Euro ottenuto falsificando i dati del bilancio statale.

Tra le autorità europee c’era un genio che da ex-governatore della Banca Centrale Greca primae da vice-governatore della Banca Centrale Europea poi, “non poteva certo sapere” com’era lasituazione reale ad Atene.

Poi é scoppiata la crisi finanziaria, il debito pubblico greco é esploso, i titoli di stato diventaticarta straccia, ed hanno raccontato che la colpa era del popolo greco che ha vissuto al di sopradelle proprie possibilità.

A questo punto lo stesso genio di cui sopra é stato messo a capo del governo greco perrimettere a posto i conti pubblici imponendo sacrifici terribili al suo popolo. Giustissimo, comechiedere ad un serial killer di fare da baby-sitter ai propri figli…

Per fortuna l’Unione Europea é corsa in soccorso dei greci. Di fronte ad un debito pubblico di350 miliardi di Euro che non sono più in grado di ripagare, é stato proposto-imposto un pianodi salvataggio che prevede l’azzeramento di un terzo del debito pubblico greco, a danno nondel Fondo Monetario Internazionale o della Banca Centrale Europea, ma di banche,assicurazioni, fondi e privati.

Chi ha comprato titoli di stato greci si troverebbe con una perdita secca del 70-75% circa,ricevendo in cambio nuovi titoli con scadenze lunghissime e cedole basse. In cambio la Greciariceverebbe 130 miliardi di aiuti.

Nuovo debito in cambio di vecchio debito? Mah!

Teoricamente il mancato rimborso di tutti o di alcuni titoli di stato sarebbe da considerare undefault, un fallimento dello stato, come l’Argentina. Ma l’accettazione volontaria di questopiano da parte dei creditori eviterebbe di far scattare il default.

In pratica il detentore di un titolo di stato accetterebbe di incassare subito una perdita del 70-75% subito, recuperando il resto negli anni, piuttosto che perdere tutto e non recuperare nientein futuro.

Ricapitoliamo: se la Grecia non paga di sua volontà é default. Se sono i creditori a dire allaGrecia “non pagare, non importa”, allora non é default. Interessante… Si potrebbe anche fare,salviamo la Grecia, conviene… però… c’é un però…

Ci sono degli strumenti finanziari che si chiamano CDS, Credit Default Swap, sono dellespecie di polizze assicurative emesse da diverse banche d’affari; se per esempio compro untitolo greco, e la Grecia fallisce, i soldi me li restituisce una banca (Goldman Sachs, JPMorgan,Bank of America, ecc). Quindi se la Grecia fallisce c’é qualcuno che paga, dov’é il problema?

Il problema é che se la Grecia fallisce, i CDS in circolazione provocherebbero rimborsi percirca 1.000 miliardi di Euro di fronte a soli 350 miliardi di debito pubblico.

Com’é possibile? Perché c’é chi ha comprato questi CDS non per proteggersi, ma perscommettere sul fallimento della Grecia. Come al picchetto…

Chi ha comprato questi CDS? Principalmente hedge funds, fondi speculativi che operano suimercati finanziari ed hanno la massima libertà di azione. Questi hedge funds hanno comprato iCDS per scommettere sul fallimento, poi hanno comprato i titoli di stato greci per far fallire ilpiano di salvataggio ed incassare il rimborso dei CDS.

Bene, allora salviamo la Grecia, così i fondi speculativi rimangono fregati… Giusto!

Però mi domando: perché dovrei comprare un CDS per proteggermi dal fallimento di unsoggetto (stato, banca, società quotata, ecc) se so che in caso di fallimento, un accordo tra altreparti mi costringe ad accettare la perdita senza venire rimborsato?

Semplice, non lo compro più. Se va in porto l’accordo salva-Grecia, l’intero mercato mondialedei CDS diventa inutile e svanisce. A quanto ammonta il mercato mondiale dei CDS e deiderivati simili? A circa 32 mila miliardi di Euro!!!

Vi é venuto il mal di testa? Forse, allora mettiamola così: se la Grecia fallisce si fa un buco di1.000 miliardi di Euro, se la Grecia si salva si fa un buco di 32.000 miliardi di Euro.

Credo proprio che la Grecia fallirà… ma se la Grecia fallisce dovrà uscire dall’Euro… forsel’economia ripartirà come é successo ad Argentina, Russia, Islanda; ma poi il Portogallo el’Irlanda che faranno? Rimarranno nell’Euro? E poi…

E poi é un’altra storia, che vi racconterò forse alla prossima puntata. Come sia sia, credoabbiate capito che il destino della Grecia non dipende dai sacrifici imposti ai cittadini greci, madalla finanza mondiale!

I fuochi d’artificio si vedranno anche a distanza, accompagnati dalle note del Sirtaki. Che cipiaccia o no!

Meditate gente, meditate…

Gianni Di Noia

 

P.S. Se il destino della Grecia non dipende dai sacrifici dei cittadini ma dalla finanza mondiale,perché far pagare ad un popolo oramai alla fame un prezzo così alto? Perché dovrei pagaretasse ad uno stato che non mi difende dalla cattiva finanza? Perché non si dividono le banchetradizionali dalle banche d’affari? Perché dopo 5 anni di crisi finanziaria non si é regolamentatoil mercato dei derivati finanziari, vere armi di distruzione di massa? Cari politici o tecnici che siate: siete eletti o nominati dal popolo, ma pagati da chi? A presto

 

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