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E se...

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E se una importante banca americana avesse grosse perdite accumulate su derivati finanziari? E se...

Noi abbiamo il paracadute e tu no..!!

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Non so perché ma mi è venuta in mente quella vignetta delle Sturmtruppen del mitico...

Il destino del parco buoi

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Una situazione dracmatica

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Filmati

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  • E se...

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    Venerdì, 09 Gennaio 2015 19:03
  • Noi abbiamo il paracadute e tu no..!!

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    Sabato, 07 Febbraio 2015 19:05
  • Il destino del parco buoi

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    Lunedì, 04 Maggio 2015 19:05
  • Una situazione dracmatica

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    Venerdì, 05 Giugno 2015 15:15
  • Filmati

    Sabato, 13 Giugno 2015 07:11

2013

2013

La festa della resistenza!

In questi giorni se si parla di resistenza, è inevitabile pensare al 25 aprile di 68 anni fa, e infatti in questi giorni sono stati forti i richiami all’unità del paese, così come accadde nel ’45.

Anche se poi a pensarci bene, in quei tempi di unità non mi sembra che ce ne fosse molta.

Il paese era diviso tra fascisti ed antifascisti, i partigiani erano divisi in rossi e bianchi, uniti solo dalla lotta al comune nemico, ma pronti a fare di tutto per affermare che la lotta partigiana era di un solo colore (ed ancora oggi non è cambiato molto).

Alle elezioni il paese era diviso tra monarchici e repubblicani, e la tensione era molto alta come dimostrò successivamente l’attentato a Togliatti. E in quei momenti i maligni raccontano che l’unità nazionale venne ricostruita con la vittoria al tour de France di Gino Bartali.

Così come un altro intervento esterno si dice che impedì la tragica possibilità di stare col blocco orientale piuttosto che con quello occidentale come fortunatamente avvenne.

Alla faccia dell’unità nazionale dopo settant’anni siamo ancora qui, sempre divisi, sempre bisognosi di un intervento esterno.

Ora volendo ricostruire gli avvenimenti di questi giorni, la sensazione che qualche aiutino a SuperGiorgioNapolitano sia arrivata dall’esterno è abbastanza evidente. Le rassicurazioni di SuperMarioDraghi sulla crisi telecomandata di qualche settimana fa, sono state fortemente rassicuranti.

Di fronte ad uno scempio politico come quello visto in questi ultimi giorni, in altri tempi non molto lontani sarebbe scoppiato il finimondo sui mercati finanziari. In passato le borse sono crollate per molto meno, e invece adesso… niente. Tutto calmo, tutto tranquillo, addirittura borsa in risalita e spread in discesa (mentre nel frattempo anche la Gran Bretagna ha perso il rating AAA).

Deve essere veramente potente il telecomando di SuperMarioDraghi!

Ma tornando a parlare di resistenze e aiuti esterni, sui mercati finanziari c’è una situazione molto interessante. Quasi tutti i titoli azionari nei loro saliscendi di borsa hanno avuto in questi ultimi anni un andamento tendenzialmente in discesa. Alcuni di questi da qualche mese a questa parte hanno rimbalzato, mentre l’economia del paese tracolla molti titoli hanno ricominciato a salire.

Questo non deve stupire, in borsa i titoli azionari anticipano le prospettive future, e qualcuno evidentemente pensa già ad una prossima ripresa. Ciò che è interessante è il fatto che questi titoli siano vicini ad una soglia che in analisi tecnica si chiama RESISTENZA.

Dall’immagine si vede che unendo i picchi massimi del grafico di borsa, si ottiene una linea virtuale (linea rossa), in questo caso discendente. Il superamento di questa linea virtuale indica l’inversione del trend del titolo, il mancato superamento indica che questa linea virtuale costituisce appunto una resistenza. Gli esperti di economia dicono che l’analisi tecnica, cioè lo studio dei grafici non ha nessuna valenza, è solo suggestione, ma è anche vero che gli stessi esperti non erano riusciti a prevedere il crollo dei mercati.

In ogni caso mi limito solo all’osservazione che molti titoli sono in questa situazione: sono arrivati vicini a questa linea virtuale, pronti a superare questo livello e proseguire la risalita con più forza oppure ridiscendere se le cose si mettono male. In ogni caso è interessante che ciò avvenga in una fase politica così importante.

Collegamenti tra politica e finanza? Ci sono sempre stati e credo che sempre ci saranno. La storia recente ce lo insegna, gli effetti dei buoni rapporti istituzionali tra Presidente della Repubblica e Governatore della BCE li abbiamo visti nei giorni passati.

Può essere solo un caso che l’unico politico italiano presente all’ultimo meeting (Roma 2012) del gruppo Bilderberg al cospetto dei potentati finanziari internazionali fosse il probabile futuro Presidente del Consiglio Enrico Letta. Si potrà discutere sulla segretezza che avvolge queste riunioni, ma sarà interessante vedere se l’eventuale successo del mandato per la formazione del nuovo governo sarà accompagnato da una cavalcata di questi titoli in borsa col gradimento dei lorsignori potenti del mondo. L’eventuale euforia dei mercati porterebbe ottimismo, crescita dei valori con conseguente miglioramento dei bilanci di molte società, miglioramento degli spread e questo renderebbe molto più semplice l’opera del futuro governo. E chissà che qualche briciola non ricada anche nei bilanci malandati delle famiglie italiane.

Un’operazione molto poco democratica forse, basta che allenti prima possibile questo stato di crisi insopportabile. D’altra parte la mia proposta l’avevo già fatta: Quotiamo i politici in borsa (http://www.infouil.it/2012/12/14/quotiamo-i-politici-in-borsa/), forse ne avremmo solo da guadagnare.

Staremo a vedere…

A presto.

Gianni Di Noia

La lezione della”Chiesa antica” al “mondo moderno”

Se qualcuno, ancora oggi, volesse domandarsi come mai la Chiesa esiste da 2000 anni, troverebbe la risposta in ciò che è accaduto in questi giorni: una Chiesa piegata da scandali, corvi, spie e vendette interne, una Chiesa gerarchica e non democratica, nel momento di maggior crisi da qualche decennio ad oggi, ha trovato la forza di riunire i suoi rappresentanti più alti, compresi quelli maggiormente contestati, e di eleggere un Papa che ha stupito il mondo intero per la sua grande umanità e semplicità, suscitando immediatamente affetto, emozione, entusiasmo tra fedeli e non.

Il mondo intero si è stupito, ma questa è la storia della Chiesa che si ripete da due millenni. Una Chiesa che cammina sulle orme di Cristo nonostante le deviazioni di scandali, scismi, veleni e quant’altro che la storia periodicamente ci ha mostrato, ma che ogni volta ha saputo in un modo o nell’altro ritrovare la retta via.

Per un credente ciò può essere solo opera dello Spirito Santo e su questo non si può discutere, ma per un non credente è uno schiaffo alla pretesa superiorità di un mondo laico e civile che oggi più che mai vive una crisi profonda e non riesce a mostrare nessuna capacità di risollevarsi.

Senza andare tanto lontano nei tempi, tutto ciò era successo già negli anni ’60, quando con il Concilio Vaticano II, la Chiesa seppe anticipare la strada difficile di un profondo rinnovamento che la società civile mondiale affrontò poco dopo ma con grandi contrasti sociali dal ’68 in poi.

E che dire di questa fase attuale che si è potuta manifestare grazie al gesto rivoluzionario di un Papa, Benedetto XVI, che tutti definivano retrogrado e conservatore e che invece si è dimostrato capace di affrontare tutti i problemi della Chiesa gestendo l’esigenza di un importante cambiamento con grande lungimiranza e sapienza?

Eppure è sempre la stessa Chiesa che fino all’altro ieri era oggetto di attacchi violenti dal mondo civile. Come se tutto il resto del mondo, vivesse tra rose e fiori profumati. Se questi sono i risultati, sarebbe il caso di cominciare a pregare che lo Spirito Santo, finito col Vaticano, cominci ad occuparsi un po’ di più del resto del mondo. Altrimenti comincerei a riflettere sul fatto di fare la prossima legge elettorale sul modello del Conclave. Hai visto mai che…

Si, perché la situazione mondiale è veramente complicata, di fronte ad una crisi mondiale provocata dalla grande finanza mondiale con la complicità dei politici che invece di lavorare per il bene del popolo che li ha eletti stavano al servizio dei potenti (finanziariamente parlando), le soluzioni presentate continuano a colpire la gente normale. Il caso Cipro è emblematico, una piccola porzione di isola in mezzo al Mediterraneo, con un Pil di 17 mld di Euro, e depositi bancari per 67 mdl, dovuti ai capitali stranieri attirati dalla bassa tassazione alle imprese. Insomma un paradiso fiscale con residenti veri, ciprioti fin dalla nascita e residenti fittizi, ciprioti per convenienza. Nella crisi mondiale Cipro come tutti ha bisogno di aiuti economici, e facendo parte dell’Unione Europea, li riceverà dalla Bce ad una condizione: una parte degli aiuti devono arrivare dai sacrifici dei Ciprioti. Da qui l’idea di tassare i conti correnti con un prelievo forzoso del 6,75% per i conti fino a 100.000 € e del 9,9% per quelli superiori. Idea folle di burocrati stupidi, subito bocciata dai mercati finanziari e poi disconosciuta dagli stessi che l’hanno presentata. Tanto che alla fine il parlamento cipriota in un sussulto di finta autonomia, l’ha bocciata. Per dare l’idea dell’assurdità della proposta basti pensare che se fallisce una banca il sistema garantisce i depositi fino a 100.000 €, se il paese avesse bisogno di aiuti gli stessi depositi non sarebbero più garantiti. E’ una novità in un sistema dove finora i correntisti avevano più garanzie di obbligazionisti ed azionisti, insomma degli investitori. Ma è una follia equiparare i normali cittadini con gli speculatori stranieri. Un pericoloso precedente, perché se lo fanno oggi per un paese potrebbero farlo domani per qualcun’altro, infatti qualche solerte burocrate tedesco pare aver proposto qualcosa di simile per la nostra povera Italia.

Ora sembra che da questa idea stiano facendo dietro front, rimane l’evidenza di una Unione Europea che governa la nostra vita per garantire il sistema di regole invece che le persone, e tra i popoli comunque sceglie i più “fortunati” (quelli del Nord Europa) senza alcuna solidarietà per gli altri.

Ora rimane il problema Cipro che andrà risolto in altro modo. Un problema simile si risolverebbe facilmente rimuovendo la causa che lo ha provocato: il sistema fiscale concorrenziale. Se ci fosse una unione vera, avremmo un sistema fiscale unificato, ma così andremmo a colpire altri paesi, vedi Lussemburgo, che godono delle stesse agevolazioni ma che non sono in stato di crisi, non ancora almeno.

Di fronte ai burocrati europei che ci governano, non solo Papa Benedetto XVI e Papa Francesco, ma anche i cardinali elettori, appaiono come giganti della politica e del buon governo.

E anche in Italia la situazione non è poi molto diversa, di fronte ad una elezione che ha manifestato la prevalente protesta verso la vecchia politica lontana dai bisogni reali della gente, i partiti continuano a fare piccoli giochi di interesse di posizione, grillini compresi, mentre la situazione di molte persone è disperata oramai da tempo. I vecchi politici sembrano non aver capito la lezione (e su questo non avevo molti dubbi) ma se anche i nuovi arrivati giocano ai tatticismi con i vecchi, allora di speranze ne rimangono veramente poche di vedere qualcosa di buono.

Nel frattempo nei giorni scorsi sono arrivate le parole rassicuranti di Mario Draghi, il quale ha affermato che il cammino delle riforme intrapreso in Italia è al sicuro perché telecomandato. Parole scorse via facili facili, ma che mi hanno provocato un brivido nella schiena, alla faccia dell’autonomia e della democrazia.

Insomma mi sembra che mai come ora avremmo bisogno di un Papa Francesco per la nostra politica italiana ed anche per quella europea, ma sappiamo di non avere un equivalente di Benedetto XVI, e specialmente non abbiamo lo Spirito Santo che interviene dall’alto. Non ci rimane che sperare: che Dio ce lo mandi buono.

A presto

P.S. Pur apprezzando l’entusiasmo popolare per il nuovo Papa, mi preoccupa l’onda di ritorno di tutte le aspettative di cambiamento e di apertura della Chiesa. Molti si aspettano che il “Papa buono” costruirà una Chiesa ad immagine dell’uomo di oggi, mentre già nelle prime omelie il richiamo alla conversione personale, all’attenzione ai poveri ed alla sequela di Cristo è stato forte e chiaro. Parole giuste che impegnano non solo la Chiesa istituzione ma ognuno di noi alla coerenza quotidiana della fede vera e che si scontreranno presto con le resistenze di chi pretende di cambiare il mondo senza essere disposto a dare per primo il buon esempio.

Caro Papa Francesco, il tuo sarà un compito difficile (mi permetto il tu come se parlassi al mio parroco), a Te l’augurio di buon lavoro, certo che in questa difficile vigna lo Spirito Santo non poteva scegliere lavoratore migliore.

Gianni Di Noia

CI-PROvano sempre (e ci riescono pure)!

E’ la solita storia, si diceva una volta che le colpe dei padri ricadono sui figli, in questo caso le colpe di politici e finanzieri ricadono sui cittadini.

Ma ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B, anche nella mitica Unione Europea, dal passato glorioso, con un presente preoccupante ed un futuro… lasciamo perdere.

Anche in questi giorni si è consumato il solito spettacolo dell’horror finanziario con finale scontato. Ma andiamo per gradi.

La crisi di una porzione di piccola isola del Mediterraneo, rischia di mandare in tilt la possente Unione Europea. E già ci sarebbe da ridere, si perché la porzione europea di Cipro ha un Pil di 17 mld di Euro. Fatturano di più le nostre malandate squadre di calcio. Ma se fallisse la Roma o la Lazio, ci sarebbero suicidi di massa in città, non certo la crisi europea. Però ci hanno detto che Cipro rischia il default, ma non ci dicono il perché. Che allora vi racconto io.

Cipro è un’isola che vive di pesca e turismo se parliamo di economia reale. Se parliamo di finanza, si scopre che a Cipro sono nate molte società finanziarie attratte da una tassazione agevolata alle imprese.

Dicasi PARADISO FISCALE. In pratica la società Pincopallo di nazionalità prevalentemente russa, ma anche inglese, italiana, etc etc, apriva una sede a Cipro per pagare meno tasse. Magari fatturando alla sede cipriota introiti non per forza perfettamente legali. La società Pincopallo quindi versava i soldi in una tranquilla filiale di una banca locale. La tranquilla banchetta cipriota coi soldi depositati dalla società Pincopallo che cosa ci faceva?

All’inizio ha iniziato a prestarli ai tranquilli cittadini ciprioti (che si sono indebitati per comprare case, macchine, barche, ecc), ma dopo aver prestato soldi all’ultimo sprovveduto isolano, ha scoperto di avere ancora molti soldi in cassa, perché non c’era solo la società Pincopallo a versare, ma anche tante altre società straniere che aprivano sedi a Cipro per eludere le tasse al paese loro. Una normale situazione da paradiso fiscale.

Allora la piccola banchetta cipriota cosa ha pensato di fare? Si è detta, perché non prestiamo soldi anche in Grecia, sono così bravi i nostri vicini di mare… e poi hanno cominciato ad entrare nel mondo della finanza internazionale, raccogliere i capitali da investitori stranieri per farli circolare sui mercati finanziari internazionali. Chiaramente era facile controllare il cliente cipriota della banca se è lo stesso da cui vai a fare la spesa tutti i giorni, meno facile era controllare i clienti sparsi dall’altra parte del mare Mediterraneo. Tutto questo grazie ai processi di deregolamentazioni finanziarie ed economiche a livello mondiale.

Fu così che un giorno scoppiò la crisi globale, i soldi che le banche cipriote avevano prestato in giro per il mondo cominciarono a non venire restituiti e nelle casse delle banchette cipriote cominciò a scarseggiare la liquidità. Non c’erano più soldi. E siccome Cipro fa parte dell’Unione Europea, ha dovuto chiedere aiuto alla BCE, la banca centrale europea, quella governata da quel banchiere italiano che anni fa autorizzò l’acquisizione della Banca Antonveneta da parte del Monte Paschi di Siena.

A parte il fatto che ci sarebbe da domandarsi perché l’Unione Europea ha fatto entrare un paese come Cipro che di importante aveva solo il fatto di essere un paradiso fiscale (o forse è entrato proprio perché è un paradiso fiscale?), fatto sta che alla fine il presidente cipriota si è accordato per ricevere 10 mld di Euro di aiuti in cambio di un prelievo forzoso sui conti correnti ciprioti. Giustamente le leggi per attrarre i capitali dall’estero le hanno fatte i politici, e a pagare è il pescivendolo, o il cittadino normale.

L’ipocrisia europea e quella della stampa italiana in particolare, ha esaltato il sussulto di autonomia del parlamento cipriota che ha “strenuamente” difeso i depositi fino ai 100.000 € (quelli dei poveri cittadini ciprioti) e tassato i conti con più di 100.000 € (quelli dei ricchi russi), soluzione accettata anche dall’Europa per il salvataggio. Ora si che i ciprioti possono stare tranquilli!!! Con le loro banche salvate, i 10 miliardi di aiuti aumenteranno il debito pubblico cipriota del 60% in un colpo solo, e chi credete che pagherà i costi di un debito pubblico così alto? Domandatelo al popolo cipriota!

Ma d’altra parte c’è chi dice che i cari ciprioti hanno vissuto fin’ora al di sopra delle loro possibilità, hanno alimentato l’illegalità fiscale, eppure non mi sembra che ne i loro governanti ne i burocrati europei abbiano annunciato cambiamenti delle norme fiscali e bancarie.

E si, perché se prendi i soldi dai conti correnti dei cittadini, crei un precedente che mette in allarme i cittadini italiani, spagnoli, portoghesi, insomma di quei paesi che vengono considerati male in Nord Europa, se invece cambi le norme comunitarie per i criteri di stabilità delle banche europee e per le normative fiscali dei paesi europei, crei un precedente pericoloso per paesi come il Lussemburgo, che ha depositi bancari molto superiori all’economia reale del paese e una tassazione sulle società ridicola.

Ma i cittadini lussemburghesi sono più fortunati di quelli ciprioti (per ora). E’ chiaro che ora quelli che hanno più di 100.000 € sui conti correnti italiani, spagnoli, portoghesi e (non si sa mai) francesi ora sono avvisati, avranno un po’ di tempo per spostare i soldi da qualche altra parte, così la situazione delle loro banche potrà peggiorare e quando i buoi saranno scappati arriveranno i “salvatori della patria” europei. E chi credete che pagherà il conto del salvataggio? Cameriere…

In nord Europa invece le cose le fanno per bene, mica come noi italiani o quei fessi di ciprioti. Quando una banca olandese (la SNS Bank) raccoglie depositi per cifre simili all’economia di una nazione e li presta a casaccio in giro per il mondo e poi non li vede più tornare indietro (un po’ come le banche cipriote, ma per cifre molto maggiori), non lo va mica a sbandierare a tutti sbraitando ad alta voce, lo dice piano piano al ministro delle finanze olandese, che zitto zitto nazionalizza la banca senza troppe storie. E i soldi statali per salvare la banca chi ce li metterà? Il cittadino olandese che essendo molto più “civile” di noi neanche si lamenta.

CI-PROvano sempre e ci riescono pure.

Da noi invece, i nostri politici a tutto pensano, tranne che a noi, perché in una guerra finanziaria come quella che stiamo vivendo bisognerebbe fare fronte unito per difendere quel popolo che li ha votati. Ma la lezione evidentemente non è bastata.

Eppure sarebbe così semplice: questa crisi finanziaria è stata creata dalla deregolamentazione dei mercati finanziari che sono cresciuti a discapito dell’economia reale. Per uscirne quindi basterebbe tornare a separare le banche commerciali dalle banche d’affari. In questo modo le crisi finanziarie provocherebbero il fallimento delle banche d’affari malgestite (che andrebbero lasciate fallire), qualcuno perderebbe i propri soldi (ma tanto in molti li perdono già così…) ma si ricreerebbe una economia reale basata sul lavoro che manterrebbe in vita le banche commerciali classiche.

Oggi invece siamo costretti a sostenere il sistema finanziario perché, anche se non ce ne accorgiamo, il prezzo delle cose che compriamo, dal temperamatite fino alla nostra casa e di conseguenza il nostro reddito o stipendio, solo per il 10% è dato dal nostro e dal vostro lavoro, il restante 90% che vi piaccia o no, è solo finanza!

E oggi dipendiamo dai salvataggi delle banche centrali (che hanno creato il problema) come un tossicodipendente in cura dal suo spacciatore.

A presto

Gianni Di Noia

Buon voto a tutti

E’ arrivato il gran giorno, il giorno che da sempre da fastidio a tutti noi, perché bisogna andare a votare, ci tocca andare a votare. Per fortuna questa volta le elezioni sono in periodo invernale, perché altrimenti la tentazione di andare al mare sarebbe stata forte. Poi però arrivano i vecchi tromboni a ricordarti che il voto è un diritto, che ci sono uomini e donne che sono morti per conquistare questo diritto, che bisogna difendere la democrazia… Tutto vero salvo scoprire subito dopo che il nostro voto viene costantemente calpestato da chi, avuta la delega dal popolo, governa più per interessi di conservazione del potere che per il bene comune. Parole banali? Forse, ma l’esperienza degli ultimi 30 anni questo ci dimostra.

Ma è solo colpa dei politici? Non credo proprio, la colpa è anche di noi elettori, che troppe volte ci siamo venduti per un piatto di pasta in un bel ristorante o per la promessa di un posto di lavoro che non è mai arrivato, e che quando arriva è perché è stato rubato a qualcuno che ne aveva maggior diritto. Ma come si dice: la vita è una battaglia, morte tua vita mia… In fondo i politici che abbiamo conosciuto in questi anni a volte sono meglio di noi, a volte peggio di noi, quasi sempre sono come noi.

Però questa volta è diverso, questa volta c’è la crisi, una delle peggiori crisi della storia, ed è una fortuna! Perché questa crisi nasce da quel finto benessere che ci siamo costruiti negli ultimi 30 anni. Ci hanno fatto girare l’Europa in aereo a 10-20-30 Euro a biglietto, senza che nessuno si domandasse come poteva essere che andare a Londra in aereo costasse meno che andare a Firenze con la macchina o con il treno. Abbiamo creduto per anni agli elefanti che volavano, ed oggi che il sistema è crollato facciamo fatica a tornare alla realtà. E’ colpa dei capitalisti? Si certo, ma è anche colpa nostra, ammettiamolo. Qualcuno ce lo aveva detto che eravamo tutti matti e di quel passo saremmo andati a sbattere, ma non abbiamo voluto dare ascolto a quelli che consideravamo uccelli di malaugurio.

Ma ora c’è la crisi, se sapremo comprendere che quel sistema, il nostro sistema di vita, quello della civiltà moderna occidentale è definitivamente fallito, allora ci sarà una speranza che qualcosa potrà cambiare. Dovremmo tornare ad ascoltare quella saggezza antica degli anziani di una volta, recuperare quei valori che l’uomo tramandava di padre in figlio, dovremmo tornare a ritmi di vita più lenti e più umani. Molti di quegli anziani oggi non ci sono più, sono morti, tocca comunque a noi ricostruire questa società civile, ragionando non più in termini individuali, ma ragionando in termini di comunità, di bene comune.

E si può fare, non tutto è perduto, c’è un mondo di persone impegnate nel volontariato che ogni giorno, aiutando gli altri migliora se stesso e migliora la società. Ci sono tante persone che vivono il loro lavoro con passione e responsabilità. Ma oggi c’è un impegno preciso ed importante, affidare a qualcuno il compito di tirarci fuori da questo pantano, da questa crisi. Ecco allora che si torna al problema di prima, le persone che verranno elette saranno il nostro specchio, l’espressione di ciò che siamo. E allora la nostra responsabilità diventa grande verso la società. Per uscire da questa crisi occorrono persone diverse da chi ci ha trascinati in questa situazione, ed occorrono idee diverse, in parole più semplici occorre un cambiamento vero, concreto e reale. Chi ci governerà potrà pure sbagliare, commettere degli errori, non importa, l’importante è non fare gli stessi errori di prima. E di parole nuove e persone nuove in questa campagna elettorale non se ne sono viste tante. E’ una scelta difficile che noi elettori dobbiamo fare con coscienza.

Ed è per questo che mentre è corale l’invito rivolto a tutti di andare a votare, io nel mio piccolo mi permetto di chiedere che a votare ci vadano solo le persone che indipendentemente dal fatto che votino destra, sinistra o centro, siano persone coscienti di ciò che faranno al seggio, che credono in ciò che stanno facendo.

A tutti quelli che voterebbero per abitudine, per tifo per l’una parte o contro un’altra, dico: statevene a casa. A tutti quelli che voterebbero turandosi il naso o tappandosi gli occhi dico: statevene a casa. A tutti quelli che dicono che la politica non si improvvisa, che bisogna affidare la politica a persone esperte e capaci, dico che il mondo del volontariato è pieno di persone inesperte ed incapaci ma che hanno passione per il bene comune ed è un mondo che funziona. A chi dice questo io dico: statevene a casa. A tutti quelli che votano per certe persone perché hanno paura di votare per altre persone, ricordo che invece ci vuole proprio un bel coraggio per votare certe facce già conosciute. Statevene a casa. E a tutti ricordo che da troppo tempo ci fanno votare per dei partiti invece che per delle persone.

A tutti gli altri, me compreso, dico ANDATE A VOTARE, e chiunque votiate, ricordiamoci che l’esercizio del voto democratico non finisce in questi due giorni, continua anche dopo, perché non possiamo più permettere deleghe in bianco a nessuno, ne va della nostra vita e di quella dei nostri figli.

E’ molto probabile che se dal voto uscirà un segnale di forte cambiamento, la prima risposta arriverà nei giorni successivi dalla finanza internazionale, che potrebbe colpire i nostri mercati finanziari e la nostra economia. Ce lo possiamo aspettare, perché gli interessi della finanza sono diversi dagli interessi collettivi delle persone, è una lotta alla quale dobbiamo essere pronti domani e dopodomani, lasciando a casa chi si è sporcato le mani con la finanza, e poi nella vita di tutti giorni ricordando che noi VOTIAMO OGNI GIORNO quando facciamo la spesa o affidiamo i nostri soldi alla banca, SCEGLIAMO ogni volta qualcuno, azienda, banca o stato che condizionando la nostra economia condiziona la nostra società e quindi la nostra vita.

Tira vento, molto vento, vento di tempesta, ma dopo la tempesta l’aria potrebbe essere molto più pulita.

Se non siamo pronti a tutto questo, smettiamola di chiamarla ipocritamente democrazia.

Dopo la pioggia viene il sereno,

brilla in cielo l’arcobaleno…

Gianni Rodari

Buon voto a tutti

A presto

Gianni Di Noia

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Il buio fuori dalla miniera

Il buio fuori dalla miniera

E' di oggi la notizia (ansa.it ) della occupazione della miniera di bauxite da parte dei lavoratori messi in mobilità dalla società greca S&B Industrial Minerals. Apparentemente può sembrare una delle tante notizie dello stato di crisi dell'Italia, assume invece un altro valore se collegata ad alcuni aspetti meno noti ai...

Come pompa il pippero!

Come pompa il pippero!

Pompa! Dio bono, come pompa il pippero!Piu' umano, piu' vero. E' un ballo sincero......State ruotando le dita?State unendo le falangi? State stringendoamicizia con persone che hanno il coloredella pelle diverso dal vostro? Bravi.Ora e' il momento di cantare a squarciagola:Ramaya, Ramaya, Ramaya rarra'. Ricordate Elio e le storie tese? Piu'...

L'uomo che dava i numeri

L'uomo che dava i numeri

Dopo una settimana di terremoto sui mercati finanziari e dopo il puntuale rimbalzo potremmo discutere delle logiche illogiche dei mercati, ma di questo ho già parlato ieri. Mi veniva però da riflettere sui toni catastrofistici degli organi di (dis)informazione italiani. Dopo il lunedì "nero" è arrivato il...

Cosa succede in città?

Cosa succede in città?

Conta sì il denaroaltro che no!!me ne accorgo soprattutto quando...quando non ne ho!Conta sì il denaro... altro che...Altro che CHIACCHERE!!! Cosa succedecosa succede in cittàc'è qualche cosa...Qualcosa che non va!!!Guarda Lì, guarda Làche CONFUSIONE...Guarda lì, guarda là... che...

Il paradosso del QE

Il paradosso del QE

Mentre la Grecia vive le ore drammatiche del referendum sull’Euro, prosegue la guerra valutaria tra le banche centrali mondiali per affrontare una crisi che evidentemente non è solo greca. Venerdì la banca centrale svedese ha nuovamente tagliato i tassi di interesse che già erano negativi, portandoli dal -0,25% al...

E' facile fare i greci col culo degli altri!

E' facile fare i greci col culo degli altri!

Venghino signori, venghino! Lo spettacolo sta per cominciare. Da domani i greci mangeranno pane e democrazia, vedremo presto se si sazieranno. Quanta gente ad osannare il coraggio del popolo greco! Un popolo che ha il coraggio di resistere ai burocrati europei. Adesso se la vedranno con gli speculatori! Non so cosa sia peggio.La democrazia...

2009

8 gennaio Germania: il Governo annuncia la sottoscrizione attraverso SoFFin (fondo governativo per la stabilizzazione dei mercati finanziari) di un aumento di capitale di Commerzbank per 10 miliardi di euro, diventando così il primo azionista della banca. 15 gennaio Irlanda: il Governo annuncia la nazionalizzazione...

2008

17 febbraio GB: Northern Rock viene nazionalizzata. 1 marzo USA: American International Group (AIG) annuncia perdite per 5,3 miliardi di dollari nel quarto trimestre del 2007, dovute a svalutazioni per 11,12 miliardi nei derivati e titoli legati ai mutui subprime. 13 marzo USA: Bear Stearns viene salvata da JP...

2007

2007 PRIMI SEGNALI ANTICIPATORI DELLA CRISI DEI MUTUI SUB-PRIME 8 febbraio USA: HSBC e New Century Financial Corp. annunciano pesanti perdite nel proprio portafoglio subprime. 14 giugno USA: Bear Stearns (broker in titoli derivanti da securitisation) annuncia difficoltà di due suoi hedge fund per investimenti in titoli...

2012

2013

2014

2011

2010

Società

 

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