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E se...

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E se una importante banca americana avesse grosse perdite accumulate su derivati finanziari? E se...

Noi abbiamo il paracadute e tu no..!!

Noi abbiamo il paracadute e tu no..!!

Non so perché ma mi è venuta in mente quella vignetta delle Sturmtruppen del mitico...

Il destino del parco buoi

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I dati di bilancio presentati dalle maggiori società di gestione del risparmio, hanno...

Una situazione dracmatica

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Quella greca? Macchè! La situazione greca è chiarissima. La Grecia è fallita,...

Filmati

A volte capire l'economia è facile come guardare un film al cinema...   Tanto per...

  • E se...

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    Venerdì, 09 Gennaio 2015 19:03
  • Noi abbiamo il paracadute e tu no..!!

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    Sabato, 07 Febbraio 2015 19:05
  • Il destino del parco buoi

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    Lunedì, 04 Maggio 2015 19:05
  • Una situazione dracmatica

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    Venerdì, 05 Giugno 2015 15:15
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2014

Derivati di Stato

Si ritorna a parlare di derivati grazie alla giornalista Milena Gabanelli che dalle pagine del Corriere della Sera rispolvera una sua vecchia inchiesta sui derivati contratti dallo Stato italiano che si dice ci consentirono di aggiustare i conti pubblici per entrare nell’Unione Europea sul finire degli anni ’90. Pare che a causa di questi derivati solo nel 2013 lo Stato italiano abbia pagato 3 miliardi di Euro alle banche emittenti.

Ma come funzionano questi derivati? Perché lo Stato paga queste cifre ogni anno? La maggior parte dei derivati emessi a livello mondiale sono legati all’andamento dei tassi d’interesse. Per capirci, se ho un mutuo a tasso variabile e salgono i tassi dovrò sicuramente pagare rate più alte in futuro. E’ quindi possibile stipulare un contratto derivato con una banca, ce ne sono di diversi tipi. Un derivato può impegnare la banca a pagare la maggiorazione delle rate future in caso di aumento dei tassi, il tutto a fronte di un premio incassato (è come una polizza assicurativa). Ma in altri casi il derivato, oltre alla banca emittente, può impegnare il cliente a pagare la differenza in negativo delle rate in caso di discesa dei tassi.

Questo sembra essere il caso dei derivati contratti dallo Stato italiano. Negli anni ’90 il costo del denaro era elevato, l’Italia pagava un alto tasso d’interesse sui titoli di Stato ed i risparmiatori erano tutti contenti, ma i conti non erano in regola con i parametri richiesti dall’Unione Europea. Di fatto il calo dei tassi d’interesse ha ridotto la spesa statale per interessi sul debito, trasformandola però in spesa per derivati. Ci abbiamo guadagnato o perso? Difficile dirlo, senza questi derivati forse non saremmo in Europa ed il giudizio sull’operazione è influenzato dall’idea europeista o meno. Di fatto abbiamo fissato la spesa per interessi ai livelli degli anni ’90. E a questo punto assume un aspetto diverso l’idea berlusconiana di rimanere ai margini dell’Euro come la Gran Bretagna, così come la polemica sulla crisi del 2011. L’aumento dei rendimenti sui titoli di Stato italiani che arrivarono al 7% nel novembre 2011 portando alla caduta del governo Berlusconi, sarebbe dovuto essere coperto dai derivati sottoscritti in precedenza.

Ma il condizionale è d’obbligo perché come testimoniato dalla Gabanelli su questi derivati non c’è trasparenza da parte del Tesoro. E allora chissà… ai posteri l’ardua sentenza.

http://www.corriere.it/inchieste/reportime/economia/tesoro-tira-dritto-derivati-stato-8-miliardi-garanzia-banche-d-affari-estere/8f88d6e6-8a19-11e4-a99b-e824d44ec40b.shtml

Gianni Di Noia

Russia: crisi vera?

Ci sono diversi aspetti interessanti sul pesante calo del prezzo del petrolio e la conseguente crisi del rublo, che questa mattina ha costretto la banca centrale russa ad intervenire alzando i tassi di interesse dal 10,5% al 17% nel tentativo apparentemente disperato di arginare la fuoriuscita di capitali dalla Russia. La difficoltà russa è iniziata pochi mesi fa per l’accusa di coinvolgimento indiretto nel conflitto ucraino a cui sono seguite sanzioni commerciali da parte di Stati Uniti ed Unione Europea in primis. Sanzioni che hanno bloccato gli scambi commerciali e le transazioni bancarie con l’estero. Un isolamento che ha colpito pesantemente la Russia che finanzia la spesa pubblica con l’esportazione di petrolio, gas e materie prime. A questo ha fatto seguito il ribasso del prezzo del petrolio causato dal calo della richiesta mondiale dovuta alla crisi economica globale ed alla raggiunta autosufficienza energetica raggiunta dagli Stati Uniti che hanno smesso di importare petrolio grazie alle estrazioni di shale-gas e shale-oil. Il veto arabo sulla ipotesi di taglio della produzione da parte dell’Opec ha fatto il resto. Con il petrolio che nel frattempo è crollato dai prezzi superiori ai 100 dollari di inizio anno agli attuali 55$. I primi commenti degli esperti sono subito stati orientati all’ipotesi di una manovra orchestrata per colpire la politica arrogante di Putin, ma sono molti i conti che non tornano. Il basso prezzo del petrolio colpisce sicuramente le esportazioni russe, che però erano già in difficoltà per le sanzioni, aggirate da accordi collaterali di scambio con Cina, Turchia ed altri paesi. Colpiti sono soprattutto i cittadini che vedono i prezzi dei prodotti importati dall’estero raddoppiarsi. Ciò potrebbe tra l’altro costituire uno stimolo per l’economia produttiva del paese. Lo stato russo tra l’altro paga gli stipendi in rubli, quindi la crisi non dovrebbe provocare un aumento della spesa pubblica. Mentre le esportazioni verso la Cina avvengono in valuta che è diventata pregiata. L’aumento del tasso d’interesse può essere sostenuto dalle cospicue riserve che pur non essendo infinite possono essere integrate dalla stampa di moneta da parte della banca centrale visto l’attuale livello del debito pubblico russo che è inferiore al 10% del Pil, quindi con margini enormi di crescita. Solo per fare un paragone, gli Stati Uniti sono anche loro colpiti dal basso prezzo del petrolio, visto che le società petrolifere americane hanno finanziato i nuovi pozzi di estrazione con l’emissione di obbligazioni ad alto rendimento i cui prezzi sono crollati in conseguenza dei timori sulle perdite di bilancio da parte delle società petrolifere che a questi prezzi venderebbero petrolio ad un prezzo più basso del costo di produzione. Una situazione che gli americani stanno affrontando con un’economia in ripresa, ma con un debito pubblico che nelle scorse settimane ha superato la soglia dei 18.000 miliardi di dollari, superando il 100% di rapporto debito/Pil, numeri che avvicinano gli Stati Uniti alle disastrate finanze pubbliche europee. Per noi italiani il prezzo basso del petrolio rappresenta un’insperata boccata d’ossigeno per il nostro portafoglio, ma fuori dai nostri confini Putin deve sicuramente tenere sotto controllo le difficoltà della popolazione che potrebbe essere indotta più o meno spontaneamente a ribellarsi alla situazione, mentre gli americani devono tenere sotto controllo i mercati finanziari in caso di default di qualche società petrolifera. Sullo sfondo di questa partita a scacchi il fatto rilevante circa i massicci acquisti di oro negli ultimi mesi da parte delle banche centrali di Russia, Cina, India ed altri paesi asiatici filo-russi. Acquisti che contrariamente a quanto preventivabile, non hanno provocato nessun rialzo dei prezzi ne di oro ne di argento, classici beni rifugio specialmente in momenti di tensione come quelli attuali e che riportano il focus sulla probabile vera questione in gioco: la dedollarizzazione, cioè la sostituzione del dollaro come valuta di riferimento mondiale. La delicatezza della situazione internazionale a questo punto deve essere seguita con attenzione. Gli Stati Uniti sono dall’altra parte dell’oceano mentre la Russia è dietro l’angolo. E le mosse e contromosse dei giocatori in campo ci toccheranno certamente da vicino.

A presto

Gianni Di Noia

Storie di rating e di QE

La notizia del declassamento da parte dell’agenzia Standard & Poor’s del rating sullo stato italiano chiude una settimana densa di avvenimenti molto significativi. Il rating italiano è sceso a BBB-, ultimo gradino sulla scala degli “investement grade”, sotto questo livello l’acquisto di un titolo di stato verrebbe considerato “junk bond”, in gergo “investimento speculativo”. L’aumento del grado di rischio di norma provocherebbe un calo dei prezzi dei nostri titoli ed un aumento del premio al rischio, un aumento del rendimento offerto. Invece solo nell’ultimo mese il BTP decennale è sceso da un rendimento del 2,36% all’1,97%. Da notare che oggi i titoli di stato italiani hanno un rendimento simile a paesi con rating massimo AAA, vedi Canada (1,977%), Norvegia (1,868%) e un rendimento più basso di paesi sempre AAA come Gran Bretagna (2,015%) e Australia (3,040%). I titoli con pari scadenza Usa con rating molto migliore del nostro (AA) sono prezzati di meno con un rendimento del 2.3%.

Una distorsione della percezione del rischio dovuta alla corsa all’acquisto dei nostri titoli di stato spiegabile probabilmente solo con l’aspettativa (speculativa) di un prossimo inizio del Quantitative Easing europeo da parte della BCE. Corsa che non è stata frenata neanche dalle parole caute di Mario Draghi che in settimana ha solo annunciato di essere pronto a intervenire in caso di necessità, posticipando a data da definirsi l’eventuale acquisto di titoli.

Ecco quindi spiegata la natura speculativa di questo rialzo che oggi porta grandi benefici alle casse dello stato (minore spesa per interessi) e qualche rischio per i risparmiatori (bassi rendimenti e calo dei prezzi in caso di rialzo dei tassi o mancato inizio del QE).

Gianni Di Noia

Novità per i risparmiatori italiani

Borsa Italiana, con un comunicato del 13 novembre 2014, ha annunciato che dal 1° dicembre entrerà in vigore l’aggiornamento del Regolamento dei Mercati che consentirà la negoziazione, su richiesta dell’emittente, di Fondi comuni di Investimento “aperti” conformi alla direttiva europea 2009/65/CE (c.d. UCITS) (http://www.borsaitaliana.it/borsaitaliana/regolamenti/avvisi/avvisooicraperti_pdf.htm).

E’ una novità rilevante per i risparmiatori italiani e per il mondo del risparmio gestito. La nuova modalità di accesso ai fondi consentirà ad esempio agli investitori di selezionare e acquistare direttamente i Fondi di Investimento (quelli che chiederanno l’ammissione alla negoziazione in Borsa) saltando l’intermediazione del sistema bancario. Consentirà inoltre una operatività più celere rispetto alle modalità tradizionali di investimento, e di certo cambierà nel tempo l’organizzazione e le strategie delle Società di Gestione del Risparmio e delle banche controllanti.

Ma cambierà anche l’approccio degli investitori, retail o istituzionali che siano, con una spinta rilevante verso la figura del consulente indipendente o verso il fai da te.

Sarà pronto il mercato italiano a questa importante novità in un Paese con un livello di cultura finanziaria ancora molto basso?

Gianni Di Noia

Tana libera tutti 2.0

Tana libera tutti 2.0

Era il 2011. In una calda estate, l'analisi dello sviluppo della crisi (Aspettando il tana libera tutti) portava ad evidenziare come solo un bel "tana libera tutti" di adolescenziale memoria avrebbe forse risolto qualche problema. Il decreto in approvazione oggi per salvare le banche conferma ciò che già allora era evidente. 20...

Tra i due litiganti (Renzi/Monti) il terzo (il popolo italiano) non gode

Tra i due litiganti (Renzi/Monti) il terzo (il popolo italiano) non gode

Di chi è la colpa della scellerata situazione delle banche italiane? Su questo si sono punzecchiati Renzi e Monti in questi giorni, “è colpa tua, no è tua…”. Uno spettacolo poco carino visto che le conseguenze della debolezza delle banche le stiamo pagando tutti. Per capirci qualcosa bisogna mettere in...

La calata dei barbari

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C'era una volta Roma Caput Mundi, una volta... Da allora è stato un via vai di invasori, che andavano e venivano, unni, visigoti, longobardi, arabi, francesi, germanici, normanni, spagnoli, turchi, inglesi, americani... Ne ho dimenticato qualcuno?  Non lo so. Ma è indubbio che sono secoli che stiamo sotto schiaffo degli...

E' un momento d'oro (2° parte)

E' un momento d'oro (2° parte)

Con la Brexit, cambia la storia del mondo. E in fasi come queste il mercato cambia velocemente direzione. Può il risparmiatore medio restare fermo a fare il cassettista? Assolutamente no! E in questo momento le scelte di investimento si devono valutare. Se la tua banca, il tuo consulente, hanno sbagliato le decisioni operative, allora...

CASELLLLANTEEEEEEEE!!!!!!!

CASELLLLANTEEEEEEEE!!!!!!!

Vi ricordate la barzelletta del casellante? Finiva con l'urlo "Senti che botto!" mentre il treno stava arrivando. E il botto è forte per molti aspetti. Il popolo inglese ha votato a favore dell'uscita dall'Unione Europea. Nonostante la morte della deputata, nonostante i mercati finanziari che scommettevano per il contrario, nonostante...

E' un momento d'oro!!!

E' un momento d'oro!!!

E' un momento d'oro, o almeno potrebbe esserlo (a breve, molto a breve). Ci sarà pure la crisi, la Brexit, la... quello che vi pare, ma c'è sempre un'alternativa da valutare! Gianni Di Noia

Ita vs Gb (2° tempo)

Ita vs Gb (2° tempo)

Secondo grafico per analizzare le differenze. Sono gli indici Thomson Reuters relativi ai titoli governativi a 10 anni di Stati Uniti, Germania, Italia e Gran Bretagna da inizio anno ad oggi. Chi guadagna di meno? Gianni Di Noia    

Ita vs GB

Ita vs GB

Siamo in tempo di Europei, ed allora proviamo a buttare giù qualche provocazione. Nel grafico possiamo vedere la borsa italiana e quella inglese da inizio anno ad oggi. Tutti parlano di rischio Brexit, ed a crollare è la borsa italiana. Tutto a posto? Gianni Di Noia

Whatever it takes... uselessly

Whatever it takes... uselessly

L’atteso incontro del Board della BCE si è concluso ieri con le parole di Mario Draghi che ha annunciato a sorpresa alcuni interventi per favorire la ripresa economica e la ripresa dell’inflazione:1) Il tasso di riferimento BCE scende dallo 0,05% allo 0%;2) Il tasso sui prestiti marginale BCE scende dallo 0,30% allo 0,25%;3) Il...

Prenditela pure la mia casa...

Prenditela pure la mia casa...

E se domani smettessi di pagare il mutuo, il mutuo della casa comprata nel dicembre 2006, che finanziava il 100% del prezzo di 300.000 € della casa ad un tasso del 5,5%, pagata quando i prezzi delle case erano all'apice della bolla, sulla quale casa tu banca hai messo una ipoteca del 200%, casa che oggi vale a malapena 200.000...

MA CHI GLIELO DICE AI RISPARMIATORI?

MA CHI GLIELO DICE AI RISPARMIATORI?

Titolava così qualche tempo fa in prima pagina l'inserto settimanale del Sole 24 Ore. Allora la cosa da dire era l'introduzione delle norme sul bail-in.Oggi molte altre sarebbero le cose da dire al popolo dei risparmiatori sempre più disorientato da salvataggi/fallimenti bancari e crisi dei mercati. Un popolo che per anni ha dormito...

Il destino del parco buoi

Il destino del parco buoi

Qualche amico mi chiede perchè non ho scritto in questi giorni turbolenti. Rispondo semplicemente che c'era ben poco da dire... oltre a quanto già detto con largo anticipo. Ad esempio... Era il maggio 2015, si parlava di banche che facevano record di raccolta, di investitori attratti da prezzi alti, i prodotti che andavano di...

Guardie e ladri

Guardie e ladri

Ricostruiamo la storia: 1) Dei banditi vogliono andare a rubare a casa dei ladri(Nasce l'ISIS per cacciare via il dittatore Assad dalla Siria) 2) Il colpo dei banditi non riesce e mettono a ferro e fuoco tutto il quartiere (L'ISIS non riesce a cacciare Assad e si prende mezzo Iraq e mezza Siria creando il Califfato) 3) Interviene la...

Il segnale del Margin Debt

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Molti di voi non avranno mai sentito parlare del Margin Debt. E' un dato pubblicato dal Nyse, la borsa newyorkese, che indica la quantità di denaro preso a prestito per acquistare titoli azionari, prendendo come garanzia gli stessi titoli acquistati. Un dato in crescita indica una tendenza all'acquisto dei titoli azionari, normalmente...

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E' di oggi la notizia (ansa.it ) della occupazione della miniera di bauxite da parte dei lavoratori messi in mobilità dalla società greca S&B Industrial Minerals. Apparentemente può sembrare una delle tante notizie dello stato di crisi dell'Italia, assume invece un altro valore se collegata ad alcuni aspetti meno noti ai...

Come pompa il pippero!

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Pompa! Dio bono, come pompa il pippero!Piu' umano, piu' vero. E' un ballo sincero......State ruotando le dita?State unendo le falangi? State stringendoamicizia con persone che hanno il coloredella pelle diverso dal vostro? Bravi.Ora e' il momento di cantare a squarciagola:Ramaya, Ramaya, Ramaya rarra'. Ricordate Elio e le storie tese? Piu'...

L'uomo che dava i numeri

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Dopo una settimana di terremoto sui mercati finanziari e dopo il puntuale rimbalzo potremmo discutere delle logiche illogiche dei mercati, ma di questo ho già parlato ieri. Mi veniva però da riflettere sui toni catastrofistici degli organi di (dis)informazione italiani. Dopo il lunedì "nero" è arrivato il...

Cosa succede in città?

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Conta sì il denaroaltro che no!!me ne accorgo soprattutto quando...quando non ne ho!Conta sì il denaro... altro che...Altro che CHIACCHERE!!! Cosa succedecosa succede in cittàc'è qualche cosa...Qualcosa che non va!!!Guarda Lì, guarda Làche CONFUSIONE...Guarda lì, guarda là... che...

Il paradosso del QE

Il paradosso del QE

Mentre la Grecia vive le ore drammatiche del referendum sull’Euro, prosegue la guerra valutaria tra le banche centrali mondiali per affrontare una crisi che evidentemente non è solo greca. Venerdì la banca centrale svedese ha nuovamente tagliato i tassi di interesse che già erano negativi, portandoli dal -0,25% al...

E' facile fare i greci col culo degli altri!

E' facile fare i greci col culo degli altri!

Venghino signori, venghino! Lo spettacolo sta per cominciare. Da domani i greci mangeranno pane e democrazia, vedremo presto se si sazieranno. Quanta gente ad osannare il coraggio del popolo greco! Un popolo che ha il coraggio di resistere ai burocrati europei. Adesso se la vedranno con gli speculatori! Non so cosa sia peggio.La democrazia...

2009

8 gennaio Germania: il Governo annuncia la sottoscrizione attraverso SoFFin (fondo governativo per la stabilizzazione dei mercati finanziari) di un aumento di capitale di Commerzbank per 10 miliardi di euro, diventando così il primo azionista della banca. 15 gennaio Irlanda: il Governo annuncia la nazionalizzazione...

2008

17 febbraio GB: Northern Rock viene nazionalizzata. 1 marzo USA: American International Group (AIG) annuncia perdite per 5,3 miliardi di dollari nel quarto trimestre del 2007, dovute a svalutazioni per 11,12 miliardi nei derivati e titoli legati ai mutui subprime. 13 marzo USA: Bear Stearns viene salvata da JP...

2007

2007 PRIMI SEGNALI ANTICIPATORI DELLA CRISI DEI MUTUI SUB-PRIME 8 febbraio USA: HSBC e New Century Financial Corp. annunciano pesanti perdite nel proprio portafoglio subprime. 14 giugno USA: Bear Stearns (broker in titoli derivanti da securitisation) annuncia difficoltà di due suoi hedge fund per investimenti in titoli...

2012

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2014

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2010

Società

 

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