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E se...

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La strategia dello spread

Si parte. Cominciano oggi le elezioni europee, si parte da Olanda e Gran Bretagna, a seguire gli altri paesi, per delle elezioni che, non solo da noi, sembrano essere diventate un referendum pro o contro Euro.

Avremmo dovuto discutere di politiche europee ed invece si è sempre parlato di ridiscutere le politiche di austerity imposte dalla Germania, ma di proposte alternative se ne sono sentite poche e confuse. Da noi poi si aggiunge il nostro provincialismo che ci porta subito a subordinare il cambio di governo al risultato elettorale. Eppure le elezioni europee assegnano i seggi a Bruxelles, non a Roma. Di fatto anche in caso di stravolgimento dei dati elettorali rispetto alle politiche si potrebbe andare a votare senza aver fatto quella riforma elettorale che tutti si dicevano pronti a fare. Non c’è niente da fare, siamo proprio italiani.

Eppure di argomenti validi per una campagna elettorale europea ce ne sarebbero. Abbiamo una situazione di conflitto importante ai confini europei, una strana rivolta in Ucraina, che ha generato una situazione di tensione tra Russia (che ha evidenti interessi sulla zona) e Stati Uniti (che hanno interessi un po’ meno evidenti a parte i soliti discorsi su democrazia, libertà, ecc). Una strana rivolta che è stata raccontata poco e male dai nostri organi di informazione e che avrebbe dovuto interrogarci sulle intenzioni dei candidati alle elezioni europee: se la situazione dovesse precipitare quale posizione dovrebbe prendere l’Europa? sicuramente a favore del popolo ucraino, ma quale? quello filo russo o quello più europeista? Quali sono i progetti per aiutare un paese che ha gravi problemi economici? Con quali soldi? Non siamo ancora riusciti a far ripartire l’economia dei paesi periferici europei e pensiamo di poter aiutare l’Ucraina?

A proposito di economia si sta discutendo in Europa di un trattato di libero scambio commerciale con gli Stati Uniti, rispetto ai processi di globalizzazione è un passo avanti o un passo indietro? Quali potrebbero essere le conseguenze economiche e di relazioni internazionali? I nostri organi di informazione hanno mai trattato in maniera sufficiente l’argomento?

Potremmo andare avanti, ma da noi si continua a discutere degli 80 € in busta paga di Renzi!

Eppure molte cose importanti stanno succedendo in Europa e nel mondo e molte stanno succedendo anche in Italia che meriterebbero un po’ più di luce e di riflessione!

Dopo la caduta del muro di Berlino il mondo si era liberato del dualismo Usa-Urss e pareva destinato ad un futuro di sviluppo economico che tramite la globalizzazione avrebbe giovato a tutti. L’economia mondiale andava bene e i mercati finanziari andavano anche meglio. Poi il meccanismo si è inceppato, dopo il 2000 il sistema finanziario ha mostrato una serie di crisi che si sono trasformate in crisi delle economie. Oggi gran parte del mondo vive situazioni di crisi economiche più o meno gravi mentre i mercati finanziari continuano a produrre utili e profitti in uno squilibrio che dovrebbe far riflettere. Un modello capitalistico basato sulla forza del dollaro come moneta di riferimento mondiale è oggi messo in discussione da tutti quei paesi prima emergenti e ora potenze mondiali che chiedono di rivedere le regole del gioco. Stiamo assistendo ad un passaggio storico in cui i paesi emergenti stanno superando in potenza i paesi occidentali. Appare poi evidente che non abbiamo la forza di contrastare questa corsa a livello economico, mentre a livello finanziario sembra che la lotta sia ancora aperta.

I segnali non sono evidenti per i non addetti ai lavori, ma ci sono tutti. Da qualche anno è iniziata una guerra valutaria dove tutte le valute hanno cercato di svalutare in una competizione che non ha nessun effetto se tutti svalutano. L’unica moneta che è rimasta forte è il tanto criticato Euro (e poi noi questo è già un problema). Quell’Euro forse sostenuto dalle politiche di austerity imposte dai paesi nordici. Un tema post elezioni sarà la politica della BCE, stampare moneta a go-go o continuare con l’austerity?

La guerra finanziaria sta proseguendo sul fronte dei titoli di stato americani, negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno fatto crescere enormemente il loro debito pubblico fino a rischiare un paio di volte il default tecnico per il raggiungimento del tetto sul debito che la loro legge impone. Titoli di debito che sono oggi acquistati prevalentemente dalla Federal Reserve e che negli ultimi mesi pare non siano più sostenuti da paesi stranieri importanti quali Russia e Cina. Da inizio anno vendite importanti di titoli di stato americani (oltre 100 mld di dollari) sono state sostenute da acquisti importanti dal Belgio. Chi ha venduto? E specialmente chi ha comprato? La situazione non è chiara, e i mercati non danno indicazioni chiare perchè i mercati sono falsati dagli interventi delle banche centrali che si stanno lanciando in situazioni mai sperimentate prima e non si sa con quali effetti. La notizia di ieri dell’accordo tra Russia e Cina per lo scambio di gas e di altri beni e servizi pagati in valuta locale (yuan) non fa che confermare la volontà di questi due paesi di aggirare la supremazia americana del dollaro. E forse non è un caso che i focolai di tensione più importanti a livello mondiale siano la situazione Ucraina sul fronte russo e le tensioni con Giappone e Vietnam sul fronte cinese.

Che c’entra tutto questo scenario con le elezioni europee? Ci arriviamo. Altrettanto interessante ma meno pubblicizzata è la notizia che la borsa tedesca sia organizzando una piattaforma finanziaria per regolamentare scambi valutari in yuan. Ugualmente poco pubblicizzata è la notizia del forum internazionale economico di San Pietroburgo, incontro su cui è caduta la richiesta di boicottaggio da parte degli Usa a seguito delle sanzioni contro l’Urss per la situazione ucraina. Richiesta pare non accolta dalle aziende tedesche. E a questo punto lo scenario si fa più chiaro, Usa contro Russia e Cina, con la Germania che sembra staccarsi dalla linea americana e avvicinarsi a quella russa e cinese. La Germania aveva già mostrato segni di nervosismo verso gli Usa quando un paio di anni fa ha chiesto alla Federal Reserve di riavere indietro le riserve d’oro lì depositate, richiesta che gli americani accontenteranno non prima di almeno 7 anni. E pure questo è un segnale importante, non credete?

Insomma il quadro si fa più interessante, perchè noi siamo in Europa assieme alla Germania, ma abbiamo sempre subìto una forza di persuasione americana più che palese. E in Europa siamo comunque la seconda realtà produttiva dopo la Germania. Ecco allora che le elezioni europee diventano importanti. Negli ultimi anni è successo di tutto, siamo andati in crisi per colpa delle banche americane nel 2007, ma siamo andati in tilt nel 2011 per le politiche di rigore chieste dall’Europa. Oggi abbiamo i conti discretamente in ordine ma un economia che sta morendo, la rabbia della popolazione che cresce, con tre governi che si sono succeduti senza consenso popolare, abbiamo una borsa azionaria in crescita da tre anni nonostante la crisi, il rendimento dei titoli di stato ai minimi storici nonostante la crisi e i fondi d’investimento americani che hanno acquistato partecipazioni importanti delle principali banche e aziende del paese. Finanza su, economia giù. Siamo troppo importanti per l’Europa e troppo deboli per essere autonomi. Nel 2011 la caduta del governo è stata innescata dalla vendita di titoli di stato italiani da parte di Deutesche Bank, oggi abbiamo lo spread ai minimi e la borsa ai massimi grazie alla finanza internazionale che ha pensato di far soldi con noi. O forse volevano solo aumentare il potere di ricatto?

Stranamente negli ultimi giorni senza nessuna nuova notizia particolarmente negativa, lo spread ha cominciato a risalire, la borsa ha avuto qualche notizia pesantemente negativa. Escono fuori rivelazioni sul G20 del 2011, scattano arresti in tutta Italia di esponenti di tutti i vecchi partiti politici. Tutto poco prima delle elezioni. Con tempismo interessante. La rabbia della gente sale, tutti i partiti chiedono voti per andare in Europa a chiedere di cambiare le politiche europee, tutti più o meno contro la Merkel e contro la Germania. Poche proposte chiare e alternative. E con la constatazione interessante che tutti i partiti antieuropeisti sono divisi tra loro. Si discute il potere della Germania ma non la finanza mondiale che sembra oggi darci una mano.

Che dire, sembra ci sia tanta voglia di confusione. Ma una volta finite le elezioni, bisognerà cominciare a parlare con i fatti. Nel conflitto politico-finanziario Usa contro Russia e Cina bisognerà assumere una posizione unitaria come Europa, e per assumere una posizione unitaria occorre che i paesi europei più importanti abbiano una posizione comune, e per avere una posizione chiara in Europa occorre che l’Italia abbia una posizione chiara con maggioranze forti, perchè dobbiamo ricordarci che in Europa più che il Parlamento Europeo conta il Consiglio Europeo (dove siedono i capi di governo).

E allora le elezioni italiane diventano importanti. La sensazione in Italia è quella di una forte crescita del M5S, un testa a testa col Pd che anche vincendo potrebbe spaccarsi sulla fetta di partito che non ha gradito la “presa di potere” di Renzi, che utilizzerebbe la crescita del M5S come sconfitta del PD. Una situazione che provocherebbe instabilità nel paese che potrebbe interessare a qualcuno fuori dai confini nazionali, perché la nostra instabilità diventerebbe debolezza europea. E la debolezza europea può cambiare gli equilibri tra Usa-Russia e Cina. E la nostra instabilità potrebbe facilmente essere alimentata o combattuta con armi finanziarie. E’ già successo, può tranquillamente risuccedere. Ieri era la strategia della tensione, oggi la strategia dello spread. Metodi diversi per obiettivi diversi di chi da fuori decide per noi.

Mettiamola così, la situazione va tenuta sotto controllo, si potrebbe tornare a ballare, un ballo pericoloso per i nostri mercati e quindi per i nostri soldi. Queste elezioni sono più importanti di quel che sembra.

Noi intanto continueremo a discutere degli 80 € di Renzi. Per il resto Dio vede e provvede.

A presto

Gianni Di Noia

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