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Articoli

Dio ha un piano per te!

Qualche anno fa, ebbi la fortuna di ascoltare dalla sua viva ed emozionata voce, il racconto di una storia molto importante da parte di quella che fino ad allora era una cliente, una semplice conoscente. Quel raccontò mi rapì per due ore per la forza della testimonianza di un'esperienza drammaticamente. Oggi che la mia cara amica Delia, nel giorno del suo compleanno ha raccontato pubblicamente la sua storia, voglio condividere con chi non la conosce la sua bellissima storia.

 

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Carissimi fratellini e sorelline,
in questo giorno così importante per me voglio rendere Grazie alla Vita che mi è stata donata e a voi tutti che mi avete riempito il cuore di Gioia.
Sono passati tanti anni ed oggi mentre vi leggevo ho sentito forte nel cuore che è giunto il tempo per donare a tutti voi questa mia testimonianza.
Grazie di cuore a tutti.

La mia storia
Io sono un agente di viaggio e non ero per niente credente...amavo il lusso ...la bella casa, la bella auto, le feste, gli amici, i viaggi in business class….avevo una maschera, mi sentivo vuota come un vaso!
Tutto è iniziato il 26 dicembre 2004 io mio figlio e il mio compagno eravamo in Sri Lanka su una barchetta in mezzo al mare
Lo tsunami ci stava per travolgere….

Non riuscivamo a raggiungere la riva poiché le centinaia e migliaia di mulinelli che si raddoppiavano di diametro a vista d’occhio, inghiottivano tutto ciò che trovavano sulla loro scia anche delle piccole imbarcazioni di pescatori e poi con gli occhi fuori dalle orbite ho visto una petroliera da lontano inghiottita nel giro di pochi minuti
Ero sconvolta, il mio corpo tremava, sentivo il calore della mia stessa pipi scorrermi lungo le cosce
Percepivo la morte e le tenebre quanto fossero vicine a noi
La paura mi attanagliava e mi rendeva immobile, incapace di alcun gesto, movimento o parola

Su quella barchetta quando oramai non c’era più speranza, col dolore più grande che una mamma possa mai provare, ho chiesto a mio figlio Lorenzo di buttarsi e cercare di raggiungere la riva a nuoto aveva solo 10 anni!!!
Ma lui si è rifiutato e mi ha detto no mamma non ti lascio tu non sai nuotare bene e poi se dobbiamo morire preferisco stare con voi

Non sapevo quale fosse una via di uscita...ero una morta...e sentivo che lei era lì gelida e sempre più vicina troppo vicina
Volevo salvare mio figlio avrei dato la mia vita ma lui testardo si rifiutava di buttarsi...

Così rimaniamo in attesa di essere inghiottiti anche noi in quel mare immenso e nero come il buio della notte
Il mio compagno era li e anche lui era lì e stava nello stesso mio stato...
Passiamo tutta la giornata in quella barchetta soli senza cibo ne acqua ne benzina
Pochissima...
Alla sera totalmente stremati
Con quella pochissima benzina riusciamo a trovare una strada per rientrare
Nel mare c'era di tutto
Frigoriferi materassi camion

E una marea infinita di bambini che galleggiavano in acqua privi di vita
Arriviamo alla riva ma non era ancora finita altre onde stavano arrivando
Per cui dovevamo scappare verso la montagna

Unica via di salvezza
Scappare senza scarpe senza bere tutto il giorno senza niente
Ho rubato delle scarpe ai dei morti lungo la strada per me e la mia famiglia…..che Dio mi perdoni!

Ma non potevamo camminare...in terra c'era di tutto vetri, cadaveri…

Corpi senza vita dappertutto e tanti bimbi piccoli morti
ti giuro ho visto l inferno

Arrivati sotto la montagna vedo centinaia e centinaia di persone ammassate sotto questa ripidissima montagna. La montagna era piena di spine, impossibile da scalare..
ma dovevamo farlo l’onda era dietro di noi e stava per arrivare non avevamo scampo
La gente era così impaurita che si strattonavano tra loro...urla infernali di madri straziate dal dolore con i loro bimbi morti tra le loro braccia che chiedevano un miracolo…..L’INFERNO
Dovevo fare assolutamente qualcosa!
Poiché sono di natura sono un ottima organizzatrice per via del lavoro che faccio, inizio a gridare con tutta la voce rimasta e dispongo prima i bambini in fila
Poi le donne anziane e uomini anziani dopo donne e poi uomini..
Alla fine avevo diviso la mia propria famiglia!
Mio figlio Lorenzo era davanti con i bambini, io con le donne e mio marito per ultimo
Volevo morire...mi chiedevo ma come posso essere io a decidere Signore? Li è stata la prima volta che ho parlato a Gesù
Per fortuna sopra c'erano dei pescatori che ci hanno lanciato le reti per risalire la montagna...
Arrivata in alto grido a mio marito di portare con sé degli stracci bagnati...quelli serviranno dopo per fasciare i piedi a tutte le persone che avevano i piedi tagliati dai rovi
Arrivata sopra mi sono messa a fasciare i piedi a quelli che potevo

La notte era fredda e gelida
Donne che avevano portato con sé lungo la scalata i loro bimbi morti tra le loro braccia
E le loro urla squarcia vano il buio gelido della notte

E il freddo e la fame e la sete ci facevano stare male
Centinaia e centinaia di persone cercavano di dormire sulla terra nuda umida e freddissima
Uno scenario da paura
Il pescatore che ci aveva buttato le reti aveva una piccola casetta di legno e un pozzo
Allora chiedo al pescatore di bollire l acqua e ho suddiviso l acqua qualche goccia ognuno
Poi vedo che sempre il pescatore aveva delle tavole di legno appoggiate sulla casetta
Chiedo a tutti gli uomini di darsi da fare

E faccio stendere a terra le tavole così da dormire almeno senza toccare la terra
La notte la passiamo dormendo uno accanto all’altro e riscaldandoci con i nostri corpi.
Freddo e gelo, ero sfinita, esausta….
Mettiamo Lorenzo in mezzo a noi per scaldarlo.
Ci chiede di ringraziare Gesù per averci salvato e con incredulità iniziamo a recitare il Padre Nostro.
Ma qualcosa accade proprio appena terminata la preghiera.
Appoggiato alla casetta di legno del pescatore, vedo un uomo molto anziano seduto da solo
Il viso scavato dalla povertà e dalla miseria, Non aveva denti, indossava una giacchetta vecchia, sporca che cadeva a brandelli
E mi fa segno con il dito di avvicinarsi a lui, io non capivo, si indicava me
Io non capivo cosa volesse ma lui continuava a guardarmi fisso negli occhi e a farmi cenno di avvicinarmi a lui
Mi alzo e vado verso di lui ma per arrivare a lui dovevo scavalcare le persone ammucchiate che cercavano di dormire…
Arrivo da lui e mi fa capire che dovevo chinarmi
Mi chino
Lui mette la sua mano scarna ruvida intaccata dal tempo nella tasca della sua giacca
E mi da una caramella indicandomi di darla a mio figlio!

Sento il mio cuore inondato di una felicità, di una gioia e di una pace incredibile pur trovandomi in quell’Inferno…..
Avevo capito! Quell’uomo Era Gesù

Il giorno dopo ci siamo messi in cammino per raggiungere Colombo, la capitale dello Sri Lanka (quasi 200 chilometri).
Abbiamo camminato e camminato con qualche passaggio di tanto in tanto, con i muli...cavalli...e su camion stracolmi di gente.. poi finalmente un camion della UNCRH ci porta a Colombo… siamo tornati in Italia dopo giorni
Al rientro inizia il mio dramma
Torno a lavorare nella mia agenzia di viaggi
Quando entravano i clienti che mi chiedevano hotel 5 stelle business Class mi veniva da vomitare mi sentivo male mi sentire fuori posto, quello non era il mio posto… e mi chiedevo ma cosa sto a facendo io qui???
Io so...io ho visto!
Inizia un periodo di tenebre per me
Non credevo...
I miei parenti mi dicevano
Vai da uno psicologo
Non sono mai andata

Mia sorella Daniela che mi è stata tanto vicina era credente e un giorno mi dice perché non vai al Divino Amore un Santuario qui a Roma.
Non ero mai entrata in Chiesa prima se non per qualche cerimonia e per festeggiare il Santo Natale e la Pasqua…
Decido di andare. Sentivo nel mio cuore il desiderio incredibile di ritrovare quella pace, quell’amore e quella felicità indescrivibile che avevo provato avvicinandomi a quel vecchio durante quell’inferno
Vado a confessarmi
Li nel confessionale, davanti alla croce scoppio in un pianto pazzesco
E chiedo al sacerdote urlando a squarciagola
Perché? Perché?
Perché Dio ha voluto salvare proprio me e la mia famiglia??
Perché non ha preso me ..poteva salvare tutti quei bimbi!! Perché??? Perché???
Silenzio
Poi il sacerdote mi dice:

Cara, Dio ha un piano per te e forse un giorno chissà forse dovrai dirlo a tante persone....

Dopo questo incontro ho sentito forte nel cuore che era davvero Colui che mi aveva creato che ha pianto per me perché nessuno poteva parlarmi così al mio cuore

E dopo alcuni giorni mentre pregavo ho sentito che questo grande macigno che avevo nel mio cuore stava scomparendo ed al suo posto qualcosa stava nascendo di meraviglioso ed ho cominciato a sentire la presenza di Dio! Che grande pace avevo !! non si può immaginare!!!

Successivamente nel 2011 mi reco a Medjugorje ed è li che la mia fede si rafforza ancora ed ancora….

Poi c'è tanto tanto altro...ma ci vorrebbe tanto tempo per raccontare il seguito …

 

Grazie Delia.

 

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