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Gli eroi muoiono sempre

Ci sono momenti in cui ti accorgi che la vita è una cosa più seria rispetto alla spensieratezza giovanile, rispetto ai bei sogni ed alle belle speranze, in cui tutto è più difficile di quello che pensavi prima.
Ci sono momenti insomma che ti fanno capire che stai diventando adulto.
E' forse successo a tutti. A me è successo alla notizia brutale della morte di un caro amico, di una persona a me vicina. Ma le cose del mondo invece rimangono comunque distanti, lontane. Così lontante che pensi che in fondo non ti riguardano.
Ricordo ancora i giorni del sequestro Moro ed io, bambino che viveva in Veneto, guardavo i posti di blocco delle forze dell'ordine in televisione e mi sembravano così distanti, così lontani. Così irreali. Sensazioni da bambino.
Ricordo altrettanto bene il clima di guerra alla mafia. I morti ammazzati in Sicilia erano morti lontani, distanti, eppure creavano ansia, timori sul presente e sul futuro.
Nei pensieri di un giovane che provava a costruirsi il futuro i motivi di ansia erano tanti, la crisi economica, la sfiducia nella politica, e nonostante tutto si lanciava nell'investimento in una casa come base per il domani. In questa battaglia per la vita, pochi erano i punti di riferimento, Giovanni Falcone era uno di quelli. Lo seguivo un pò sui giornali, un pò quando andava ospite al Maurizio Costanzo Show. Erano i primi momenti di creazione di una coscienza civica, per cercare di capire come andava il mondo. Ricordo il suo punto di battaglia: seguire i flussi del denaro, del grande capitale.
E ricordo come fosse ieri quel sabato pomeriggio di 25 anni fa, da solo dentro casa a vedere le immagini incredibili di una devastazione impensabile. Non riuscii a trattenere le lacrime, non pensavo che potesse accadere per una persona a me sconosciuta, lontana. La sensazione del mio corpo abbandonato senza forze sul divano di casa non la dimenticherò mai. Una parte dei miei sogni, delle mie speranze, e immagino non solo le mie, erano morte assieme a quelle cinque persone. La flebile speranza che quell'eroe potesse soppravvivere a quell'attentato fu spento in breve tempo.
Quel giorno mi resi conto di essere diventato più adulto, più grande. Era ora che capissi come funzionavano le cose del mondo.
Quando morì il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa ero troppo piccolo per capire. Dopo Capaci invece qualcosa era cambiato. Le parole di Borsellino nei giorni seguenti riaccesero la fiammella delle speranze, ma pure quella venne presto spenta da un soffio violento.
Il '92 fu un anno terribile, oltre alle terribili morti per mafia, un altro evento successivamente cambiò il corso della mia vita: nel settembre di quell'anno uno sciagurato speculatore finanziario provocò il crollo della Lira, l'uscita dal sistema monetario, lo sciagurato tentativo di difesa della Lira da parte del governatore della banca centrale, il rialzo del 50% delle rate dei mutui in Ecu, il fallimento di decine di costruttori (tra cui quello di casa mia), migliaia di famiglie rimaste senza casa e senza soldi.
Altre speranze ed altri sogni infranti.
Ed oggi dopo 25 anni cosa è rimasto? Un cammino di vita, un bagaglio di esperienze che mi hanno fatto capire come funzionano molte cose. Cose difficili da raccontare, perché in pochi le capirebbero. Perchè in giro c'è tanta ignoranza, memoria molto corta, specialmente tra chi pensa di aver avuto successo nella vita e non si rende conto di aver avuto solo culo.
A queste persone è inutile parlare, non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.
A tutti gli altri posso lasciare solo qualche interrogativo senza risposta. Se volete cercatevele da soli le risposte, altrimenti va bene così...
Dopo 25 anni sappiamo che in galera per la strage di Capaci sono finiti Riina, Provenzano e altri. Ma l'alto funzionario del ministero che probabilmente chiamò da Roma per comunicare (notizia conosciuta da pochissime persone) l'arrivo di Falcone a Palermo non è mai stato reso noto. Non si è mai scoperto. Come mai?
Sulla storia dell'agenda rossa di Borsellino si sanno molte cose, dei comportamenti di quell'ufficiale dei Carabinieri che la prese subito dopo l'attentato. Ma una storia ufficiale non è stata scritta in maniera certa. Come mai?
Perchè forse la storia d'Italia è una storia che, ieri come oggi,
vede i veri mafiosi all'interno delle istituzioni, vede il potere che conta vestire in giacca e cravatta molto elegante. Mentre chi veramente combatte per la giustizia... muore. Gli altri più o meno si adattano, si adeguano, si prostrano al vero potere, quello che non fa notizia, perchè nessun giornalista vivo te lo racconterà mai.
Disfattista? No, dal mio punto di vista realista. Chiunque provi a dire il contratrio, vi prego, se lo tenga per se. Vada tranquillo a votare, a partecipare a quel grande esercizio di democrazia in cui a decidere è la maggioranza... di ignoranti. Tutti intellettualmente e democraticamente ossequiosi, ignoranti per manifesto oblio e dimenticanza.
Magari l'ignorante avrà dimenticato che Falcone diceva di seguire i flussi del denaro, del grande capitale...
E allora in quello che a mio parere non è un passaggio troppo ardito, l'ignorante ha forse dimenticato che quello speculatore finanziario che tanti dolori ha provocato agli italiani, di nome Soros, dopo 25 anni può tranqullamente arrivare in Italia ed essere ricevuto con tutti gli onori dal Presidente del Consiglio, A fare cosa? A dettare l'agenda su un tema di cui non si può minimamente parlare. Quello dei migranti? Chi lo sa?
Così come l'ignorante ha forse dimenticato che lo sciagurato governatore della banca centrale di 25 anni anni fa venne giustamente premiato pochi anni dopo con la Presidenza della Repubblica. Perchè quelli bravi vanno premiati!
Perchè l'ignorante ha forse dimenticato i tanti misteri sulle morti di Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino, ha forse dimenticato le strane inefficienze delle istituzioni nel proteggere questi martiri della giustizia. E se l'ignorante ha dimenticato, che gli vuoi dire... lascialo gioire per queste belle manifestazioni di massa dove signori in giacca e cravatta elegante, molto elegante, vanno a rendere omaggio, a ricordare a tutti, che gli eroi sono morti. Gli eroi muoiono sempre. Perchè questo non venga mai dimenticato.

Gianni Di Noia

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Società

 

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