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Crisi irlandese. Segnale preoccupante per l’Italia

La crisi irlandese è illuminante di ciò che potrebbe accadere in Italia a breve.

Irlanda. Uno stato con un sistema fiscale leggerissimo (tassazione alle imprese al 12,5%), una economia dinamica, un sistema finanziario molto dinamico, conti economici buoni.

Il sistema finanziario mondiale va in crisi nel 2007, il sistema finanziario irlandese segue la stessa sorte.

Lo stato protegge e salva le sue banche facendo saltare i conti pubblici che rimangono comunque in termini non peggiori di molti altri stati occidentali più blasonati.

Una banca irlandese deve ricevere ulteriori aiuti dallo stato che vede quindi aggravare i suoi conti.

La speculazione attacca i titoli di stato irlandese che perdono valore. L’Irlanda per i prossimi mesi non deve emettere titoli di stato e quindi non ha un problema immediato di rifinanziamento.

L’Europa interviene proponendo il salvataggio irlandese a determinate condizioni, taglio delle spese e aumento delle tasse.

L’Irlanda prova a rifiutare gli aiuti ma la speculazione aumenta gli attacchi.

Alla fine l’Irlanda cede, accetta gli aiuti, la popolazione contesta le decisioni prese, il governo va in crisi.

Ma sono pazzi questi irlandesi che rifiutano l’aiuto europeo sull’orlo del fallimento?

Chi lo sa!

Di certo non devono essere contenti di vedersi aumentare le tasse, tagliare i servizi, senza che le siano cambiate quelle regole finanziarie che hanno causato la crisi.

I danni della crisi finanziaria (delle banche) li paga la popolazione. La decisione viene presa dalla politica europea, sotto la minaccia della speculazione internazionale contro la volontà della politica locale.

L’Europa Unita non ha una politica economica e fiscale comune, perché nessun paese vuole rinunciare alla sua autonomia decisionale. La speculazione finanziaria di fatto sta costringendo ogni singolo stato a cedere gli ultimi spazi di potere autonomo.

Subito dopo toccherà al Portogallo, poi alla Spagna, poi all’Italia, poi forse ai paesi dell’Est Europa.

Sempre che questi stati non capiscano la situazione in tempo e si muovano prima dell’intervento della speculazione.

Per capirci la speculazione (banche d’affari, hedge fund, ecc) vende allo scoperto i titoli di stato o compra i CDS (Credit Default Swap) sul debito degli stati, fa scendere il prezzo dei titoli di stato per poi ricomprarli a prezzi più bassi sapendo che l’intervento dell’Europa salverà qualsiasi stato in difficoltà. L’Euro perde valore ma comunque va bene per le esportazioni specialmente quelle tedesche. Gli speculatori ci guadagnano, la Germania ci guadagna, chi ci rimette saranno le popolazioni dei singoli stati che pagheranno caro questi giochi di potere.

L’Italia deve ridurre il deficit (e questo è possibile anche se con sacrifici pesanti), ma deve anche ridurre il debito (e questo è più complicato).

L’ultima finanziaria (scusate Legge di Stabilità) è stata presentata al governo in 32 minuti, senza neanche poterne discutere. Prendere o lasciare. Con la scusa della sfiducia al governo la finanziaria verrà approvata senza cambiamenti sostanziali. Intanto si sono già visti i tagli degli aiuti alle associazioni di volontariato, una delle poche realtà efficienti in Italia, perché fungono da importante ammortizzatore sociale con pochissime risorse.

Probabilmente in Europa le decisioni su come gestire la situazione Italia sono state già prese, sono sicuramente decisioni che saranno impopolari, bisogna solo vedere chi le presenterà in Italia. Qualsiasi governo democraticamente eletto perderebbe il consenso non appena i sacrifici venissero resi noti. Molto più facile provocare una crisi, chiamare tutte le parti alla responsabilità, prendere provvedimenti d’urgenza. Se non ci riusciranno i politici italiani ci penserà la speculazione internazionale. In quel caso bisogna fare attenzione perché i titoli di stato italiani potrebbero subire forti oscillazioni di prezzo, salvo recuperare tutto dopo l’intervento del 7° Cavalleggeri a sostegno dei nostri malandati titoli di stato.

Per i possessori di titoli di stato italiani e di obbligazioni bancarie reggetevi forte, presto si ballerà, potrebbero esserci forti oscillazioni di prezzo prima di un lento ritorno alla normalità.

E’ uno scenario verosimile, che vedrebbe completare il trasferimento di poteri all’Europa. Sarà sicuramente traumatico, ma chi ci dice che non sia meglio essere governati dai tedeschi piuttosto che dai nostri soliti noti?

Gianni Di Noia

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