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Riflessioni sulla fiducia al governo

Il governo ha avuto la fiducia, tanto rumore per nulla. Era prevedibile? Forse si. Politicamente? Forse no! Provo a fornire una chiave di lettura differente.

Giovedì e venerdì si riunisce il Consiglio Europeo dei capi di stato e di governo. All’ordine del giorno ci sono sono temi di governance e finanza europea. In breve devono decidere se e come far rispettare ai paesi i criteri di stabilità imposti dai trattati, decidere se le violazioni (sforamento dei parametri di deficit e di debito) facciano scattare le sanzioni in automatico o no. Devono anche decidere se apportare o no le modifiche al trattato di Lisbona.

I temi sono importanti perchè nelle ultime riunioni non c’è stato accordo. La situazione è grave. Perchè i livelli di debito e di deficit dei paesi sono pesanti. Perchè i paesi da salvare sono sempre di più (si comincia a parlare del Belgio). Perchè i titoli di stato dei paesi europei sono esposti ad attacchi speculativi. Perchè la Banca Centrale potrebbe avere bisogno di un aumento di capitale. Quella stessa Banca Centrale che sta acquistando i titoli di stato dei paesi in crisi (hanno per caso finito i soldi?).

La realtà è che come la giri la giri la coperta è troppo corta, e sembra non essere in grado di coprire nessuno. Prima o poi dovranno prendere decisioni straordinarie. Se non sarà a questa riunione sarà alla prossima… Intanto l’incontro di giovedì sarà preceduto dalla riunione straordinaria dell’Ecofin, cioè dei ministri delle finanze dei vari stati.

Quali sono i vincoli che ci vengono richiesti?

– Il nostro debito pubblico dovrebbe rientrare nel tempo entro il 60% del Pil. In pratica o dimezziamo il debito o raddoppiamo il Pil. Un impresa già ciclopica ma in quanto tempo dovremmo farlo?

– Il deficit già sappiamo che si deve azzerare entro il 2016! (circa 13 miliardi di Euro all’anno).

– Le pubbliche amministrazioni dovrebbero rispettare i tempi di pagamento ai fornitori entro i 60 giorni. Attualmente stiamo a tempi biblici.

Il mancato rispetto di questi parametri comporterebbe delle sanzioni. Le conseguenze per l’Italia quali sarebbero? Dove prendere i soldi per realizzare queste imprese? Dove tagliare le spese?

Una eventuale rigidità sulle sanzioni sarebbe per noi disastrosa. Poteva l’Italia presentarsi a questo appuntamento di giovedì senza un governo in carica? Credo di no, meglio un governo debole che nessun governo.

Questo è ciò che credo sia accaduto oggi e ciò che potrebbe accadere giovedì quando si decideranno i nostri destini nel silenzio degli organi di stampa, mentre noi continueremo a litigare su Berlusconi – Fini e discutere su Sara e Yara.

Speriamo bene!

Gianni Di Noia

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