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Dire Staits, ovvero… terribili ristrettezze

Dire Straits, tradotto in italiano sarebbe “terribili ristrettezze”.

Era il mio gruppo musicale preferito, negli anni ‘80 mentre andava di moda la disco music o il rock duro, loro suonavano un rock melodico, mentre tutti ballavano e saltavano sui video clips o sui palchi, ricordo un concerto al PalaEur con Mark Knopfler in piedi fermo al centro del palco a tirar fuori dalla sua chitarra una musica fantastica.

Che contrasto tra l’immagine pulita dei Dire Straits e il trambusto di quegli anni.

Anni di grandi cambiamenti, anni in cui Reagan e la Thacher davano il via ad una serie di riforme liberiste che hanno rivoluzionato l’economia e la finanza mondiale, 20 anni di crescita ininterrotta dei mercati, delle borse, dei debiti pubblici… Money for nothing, verrebbe da cantare. Denaro per niente…

Oggi come allora c’è chi preferisce non pensare alla crisi, come ascoltare musica disimpegnata, c’è chi vuole sfogare la sua rabbia ascoltando rock duro, ma c’è anche una musica che consente di ragionare, di riflettere e di capire. Perché è chiaro che qualcosa deve cambiare, ma non è detto che tutti i cambiamenti siano sempre in meglio, che le premesse vengano rispettate.

Ricordando Marty Feldman in Frankenstein Junior: “Potrebbe andare peggio, potrebbe piovere…”

Dire Straits, terribili ristrettezze. Quelle passate o quelle che potrebbero arrivare? Chissà… In Italia si parla solo di Berlusconi, delle escort, dei suoi processi, delle finanziarie ridicole che sono state presentate. E mentre tutto il paese discute di questo spettacolo deprimente che ci tocca sopportare, è uscito il testo della lettera della BCE al governo italiano, lettera con cui la BCE dà alcune raccomandazioni per affrontare la crisi.

Si potrebbe dire che un governo così ridicolo non poteva che essere delegittimato. Cosa dice la lettera? Si richiede la liberalizzazione delle professioni, il taglio della spesa pubblica, se serve il taglio delle pensioni, se serve il taglio degli stipendi pubblici… Dire Straits… Ma a pensarci bene, perché la lettera l’ha scritta la BCE e non la Commissione Europea? Dove sta scritto che una banca centrale può dire ad uno stato sovrano cosa deve o non deve fare?

Ve lo dico io, sta scritto all’articolo 132 del Trattato di Lisbona. E c’è pure scritto che tali raccomandazioni non sono pubbliche. A dire il vero all’articolo 131 c’è anche scritto che la BCE non può accettare istruzioni da nessun componente di nessun organo governativo di nessun paese.

Siamo proprio sicuri di voler entrare in un’Europa con queste regole? Un’Europa in cui una Banca Centrale ha più diritti di uno stato sovrano? In ogni caso è chiaro che le decisioni importanti, referendum elettorale o meno, si prendono altrove.

E allora diamo un’occhiata a cosa succede fuori dal nostro paese:

– la Merkel ha detto recentemente che un default incontrollato della Grecia sarebbe pericolosissimo; forse che un default controllato sarebbe possibile? il G20 si è riunito per parlare della crisi, nessuna soluzione ufficiale, ma una voce è circolata, sarebbero pronti ad intervenire con 3.000 miliardi di dollari per affrontare la crisi europea. Lo ripeto 3.000 miliardi, ma non è stato ancora deciso, è solo una voce…

– le tre principali banche francesi devono essere ricapitalizzate, in caso di default greco potrebbero salvarsi solo se venissero nazionalizzate; la BCE è pronta a finanziare la liquidità delle banche europee in dollari in quantità illimitata. Hanno detto così: illimitata…

– Obama giustamente dice che l’Europa deve fare qualcosa di concreto per uscire dalla crisi perché il problema del mondo è la crisi europea,

– questa notizia invece ve la anticipo io: dopo solo due mesi il debito degli Stati Uniti ha nuovamente superato il tetto al debito pubblico. Rischiano un’altra volta il default tecnico, ma il problema sta in Europa…

– la Germania ha approvato l’ampliamento della garanzia al fondo salva stati fino a 400 miliardi di Euro; la garanzia… e i soldi veri chi ce li mette?

– gli inglesi non perdono occasione per dire che l’Euro è una follia ed oramai è giunto alla fine. Proprio loro che dopo aver nazionalizzato praticamente l’intero sistema bancario hanno pesantemente svalutato la loro sterlina…

– Francia e Germania continuano ad avere un deficit superiore a quello italiano…

– negli Stati Uniti è scoppiata la protesta popolare contro Wall Street ed il mondo della finanza, la polizia è intervenuta ad arrestare i manifestanti.

Sollievo tra gli speculatori… Dire Straits… Money for nothing.. Non è semplice capire, ma provo a rendere l’idea, se vedete uscire dalla caserma dei vigili del fuoco tutti i pompieri con tutti i mezzi disponibili, anche se hanno sirene e lampeggianti spenti, due sono le possibilità: o stanno andando ad una parata oppure sta per succedere qualcosa.

Ecco, la Germania che aumenta la garanzia al fondo salva stati, la BCE pronta a finanziare le banche europee in quantità illimitata, il G20 pronto ad intervenire con 3000 miliardi, mi sembrano come i pompieri che stanno uscendo dalla caserma, e non mi sembra che ci siano feste o parate nei dintorni…

Ultim’ora: la Grecia ha concordato con Fondo Monetario Internazionale, Unione Europea, e BCE il licenziamento di 30.000 dipendenti pubblici, e il taglio dello stipendio dei rimanenti, condizione per avere l’ultima tranche di “aiuti” economici. E nonostante questo non riuscirà a rispettare i parametri richiesti.

Dagli amici mi guardi Dio… L’Islanda invece prosegue nella sua uscita silenziosa dalla crisi. Silenziosa, perché se nessuno ne parla…

Insomma, alla prossima ondata di crisi, se dovessero essere toccate le pensioni o gli stipendi pubblici, ricordatevi della lettera della BCE, e di una costituzione europea (Trattato di Lisbona) che invece che essere fondata sul lavoro come era la nostra Costituzione Italiana, è fondata sulla libera concorrenza.

Gianni Di Noia

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