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Italia: dalla Costituzione al..Trattato di Lisbona!

L’estate sta finendo, la temperatura esterna sarà meno calda, ma un’altra temperatura rimarrà molto calda per tutto il mese di settembre.

Nel mese di agosto tra politici, economisti e giornalisti di stupidaggini se ne sono sentite veramente tante. E qualcuna di queste è stata purtroppo presentata in parlamento. O questi signori sono nella confusione più totale, o più probabilmente c’è la volontà di creare confusione e disorientamento. Per arrivare ad un altro obiettivo non dichiarato.

In questa estate folle gli Stati Uniti sono stati ad un passo dal default tecnico. La Merkel e Sarkozy hanno proposto il proseguimento degli interventi di aiuto ai paesi in difficoltà nella zona Euro solo con l’istituzione di un ministro delle finanze europeo e l’inserimento del pareggio di bilancio in Costituzione per i paesi europei, proprio loro che hanno un deficit più alto di quello italiano. Il governo italiano ha predisposto una manovra finanziaria che dovrebbe nelle intenzioni consentire la crescita e riequilibrare i conti pubblici. Non è piaciuta a nessuno e neanche ai mercati a giudicare dalle reazioni degli ultimi giorni. Dopotutto è solo la quindicesima versione della terza manovra finanziaria nel giro di pochi mesi, neanche fossimo su Scherzi a parte. Intanto in Germania la Merkel continua da mesi a perdere tutti i test elettorali. Nel Nord Africa le rivolte del pane del popolo affamato hanno portato alla caduta di regimi tirannici in paesi in pace da anni con l’aiuto dei paesi occidentali, mentre in Somalia, paese in guerra da anni, il popolo non si ribella al suo regime tirannico semplicemente perchè muoiono prima di fame. Tra l’indifferenza dei paesi occidentali.

Il tutto nella peggiore crisi mondiale dal 1929 ad oggi.

Tralascio per il momento i commenti alla situazione somala vista la sua drammaticità e provo a fare un pò di chiarezza sulla crisi di casa nostra. Premetto che sarà un settembre da fuochi d’artificio (purtroppo).

La situazione della maggioranza dei paesi occidentali e specialmente di quelli europei è che stanno spendendo più soldi di quanti di quanti ne entrano, col risultato di alimentare un processo di aumento del debito pubblico. I debiti pubblici dei paesi europei sono arrivati quindi a livelli difficilmente sostenibili. Chi continua a spendere più di quanto guadagna e non dimostra di riuscire ad invertire la tendenza è considerato a rischio di fallimento, default. Dopo Grecia, Irlanda e Portogallo è toccato a Spagna e Italia. Chiaramente un paese “spendaccione” che offre i suoi titoli di stato chiedendo i soldi in prestito al mercato si vede chiedere un interesse più alto, per compensare il rischio maggiore. Per capirci se qualche mese fa l’Italia dava agli investitori un tasso d’interesse sui Btp decennali del 3%, oggi ci stiamo avvicinando ad un tasso del 6%, che significa che dovremo spendere più soldi per pagare gli interessi di chi compra i nostri titoli prestandoci i suoi soldi. Nel pieno della crisi la BCE ha cominciato a fare una cosa che in teoria non poteva fare, comprare i nostri titoli in cambio della promessa che il governo avrebbe tagliato la spesa pubblica. La mossa ha avuto l’effetto di far scendere temporaneamente i tassi d’interesse sui nostri titoli. Nel frattempo i tedeschi che sono i maggiori finanziatori della BCE e del fondo salva stati hanno cominciato a chiedersi per quale motivo dovrebbero aiutare paesi che non dimostrano di voler aggiustare realmente i conti pubblici? Entro fine mese il parlamento tedesco deve approvare l’aumento del fondo salva stati. Parliamo di diversi miliardi di Euro. E nel frattempo in tutte le consultazioni elettorali il popolo sta colpendo il partito della Merkel attualmente al governo, come a dire “Non ci piace quanto fatto finora, non vogliamo pagare di più per gli altri”. Ci sarebbe da discutere sul ruolo che le banche tedesche hanno avuto nel contribuire a creare questo stato di crisi ma in ogni caso se il parlamento tedesco dovesse bocciare l’aumento del fondo salva stati il risultato sarebbe “ognun per se e Dio per tutti”. Qualcuno propone gli Eurobond, comunque sia uno strumento dove qualcuno dovrebbe prestare soldi a paesi che continuano a spendere più di quanto producono, con la garanzia di tutti i paesi europei messi assieme!!! Forse solo Babbo Natale lo farebbe se gli scrivessero una letterina di quelle sciogli lacrime!!!

In pratica a questo punto o salta l’Euro oppure gli stati considerati inaffidabili dovrebbero cedere la propria sovranità economica accettando un ministro delle finanze europeo. Noi perderemmo un ministro come Tremonti per un certo Van Roumpey, e a quel punto il problema dei tagli dei costi della politica sarebbero risolti: non servirebbe più un governo italiano e basterebbe un parlamento dimezzato che difenda gli interessi locali in Europa.

A prima battuta a molti verrebbe da dire che è meglio essere comandati dai tedeschi che dai nostri politici (di destra e di sinistra), non voglio giudicare, ma preferisco farvi una domanda: tutti difendiamo la nostra Costituzione specialmente nel 150° dell’unità d’Italia, ma qualcuno si è mai letto qualche tratto del Trattato di Lisbona? La nostra futura (o per meglio dire meglio attuale) costituzione?

….

O forse si sta avvicinando un governo tecnico di emergenza che prenda quelle dolorose decisioni (decise a Bruxelles o a Francoforte) che nessun politico sarebbe in grado di prendere per non scontentare il suo elettorato. Lo scrivevo già a novembre ( http://www.infouil.it/2010/11/29/crisi-irlandese-segnale-dallarme-per-litalia/ ) e sembra stia succedendo, ma attenzione sotto emergenza ci sarà ben poco da discutere.

In ogni caso la palla sembra in mano ai tedeschi, (il tana libera tutti???) vedremo cosa decideranno a fine mese, sempre che la situazione non tracolli prima, ed ecco forse il perchè di provvedimenti del governo che sembrano fatti apposta per non decidere niente di risolutivo.

Ci sarebbe qualcos’altro da dire ma lo tengo per la prossima occasione, perchè ricordatevi che questa crisi è colpa si dei politici ma è cominciata dal crollo del sistema delle banche mondiali… E all’orizzonte di interventi per rimuovere le cause di questa crisi non se ne vede nemmeno l’ombra… Mai sentito parlare di derivati OTC (Over The Counter)?

A presto

Gianni Di Noia

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