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Aspettando il tana libera tutti

Quando da bambini si giocava a nascondino, tutti quelli che erano stati tanati facevano il tifo per l’ultimo ancora nascosto affinché facesse tana libera tutti. Così ci troviamo oggi. Mi spiego meglio. Questa non è una crisi passeggera dei mercati, questa è una crisi di sistema. Le crisi precedenti venivano superate drogando i mercati con l’immissione di nuova moneta, con la creazione di nuovo debito. Così è stato nel 2001, nel 2003, nel 2009. E adesso? Toh, abbiamo scoperto che non possiamo fare nuovo debito, che dobbiamo diminuire le spese. Ma abbiamo scoperto che ad aspettare il tana libera tutti siamo in buona compagnia. Uh guarda ci sono anche gli americani! Uh guarda ci sono anche gli inglesi! Uh guarda ci sono anche i francesi! Tra qualche giorno scopriremo: uh guarda ci sono anche i tedeschi! Tanto per restare in tema d’infanzia, cari signori oggi possiamo dire che IL RE E’ NUDO (per chi non la conoscesse andatevi a leggere la favola dei vestiti nuovi dell’imperatore). Tutte le frottole che ci hanno propinato politici, economisti, giornalisti, esperti superpagati sono adesso evidenti. Avevano sbagliato tutto, e abbiamo sbagliato noi a dargli ascolto. Sapete qual’è il dramma? Che a gestire questa crisi ci sono gli stessi che l’hanno provocata. Oggi qualche grillo parlante potrebbe dire l’avevo detto, ma non servirebbe a molto. Allora meglio andare a godersi qualche giorno di riposo, a recuperare energie fisiche e mentali, per prepararsi ad un futuro che rapidamente diverrà presente e comunque vada sarà molto diverso dal passato. A settembre saremo tutti un pò meno italiani ed un pò più europei, saremo tutti forse un pò più poveri e spero un pò più solidali tra di noi. Qualcuno sarà più ricco ma spero sia anche un pò meno egoista. Avremo tutti paura di ciò che potremo perdere, ma spero che ciascuno possa scoprire che proprio durante la crisi è possibile trovare un tesoro vero, il ritorno alla sobrietà, ai valori veri della vita. Chiudo con le parole oserei dire profetiche di Papa Paolo VI che 40 anni fa nell’enciclica Popolorum Progressio (di cui consiglio la rilettura alla luce della crisi attuale): Lo sviluppo non si riduce alla semplice crescita economica. Per essere sviluppo autentico, dev’essere integrale, il che vuol dire volto alla promozione di ogni uomo e di tutto l’uomo. Com’è stato giustamente sottolineato da un eminente esperto: «noi non accettiamo di separare l’economico dall’umano, lo sviluppo dalla civiltà dove si inserisce. Ciò che conta per noi è l’uomo, ogni uomo, ogni gruppo d’uomini, fino a comprendere l’umanità intera». e ancora: Se il perseguimento dello sviluppo richiede un numero sempre più grande di tecnici, esige ancor più uomini di pensiero capaci di riflessione profonda, votati alla ricerca d’un «umanesimo» nuovo, che permetta all’uomo moderno di ritrovare se stesso, assumendo i valori superiori di amore, di amicizia, di preghiera e di contemplazione. In tal modo potrà compiersi in pienezza il vero sviluppo, che è il passaggio, per ciascuno e per tutti, da condizioni meno umane a condizioni più umane. Insomma, buone vacanze a tutti. A settembre ci sarà da divertirsi. E con chi vuole sarà un piacere confrontarsi su come affrontare i tempi a venire.

Un saluto a tutti

Gianni Di Noia

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