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Le parole che non ti ho detto

Avevo detto che sarei stato in vacanza, ma assistendo alla conferenza stampa di Berlusconi e Tremonti di ieri sera mi sono commosso. Mi è venuto in mente quel bellissimo film con Kevin Costner, “Le parole che non ti ho detto”, dove scrive in un toccante messaggio dentro una bottiglia lanciata nel mare, ciò che di persona non era riuscito a dire alla sua amata morta in mare, nel ricordo di ciò che sentiva di aver perso. Ho visto quel film due o tre volte, ed ogni volta mi viene da piangere.

Ieri sera mentre mia figlia soffriva di forti dolori addominali, guardando a tratti la conferenza stampa in diretta su La7, si è materializzata nella mia mente l’immagine di Berlusconi solo e sconsolato nella sua villa di Arcore con il cuore che gronda sangue, a scrivere tutte quelle cose che avrebbe voluto dire ai suoi amatissimi italiani, nel ricordo di ciò che aveva perso. E ancora una volta mi sono commosso (in fondo sono un romantico). Ho quasi pianto.

Più di un anno fa l’Unione Europea aveva reso pubblico il Patto di stabilità per tutti gli stati europei, un piano che prevede l’azzeramento del deficit (la differenza tra quanto lo stato spende e quanto lo stato incassa) entro il 2016 e la riduzione del debito per avere nel 2036 un debito pubblico pari al 60% del Pil (Prodotto Interno Lordo). Ad oggi tutti i paesi europei hanno un debito pubblico di poco inferiore a quanto il paese produce in un anno (rapporto debito/Pil inferiore al 100%). L’Italia ha un debito superiore al Pil (120%).

Per raggiungere l’obiettivo del 60% ogni paese deve mantenere il pareggio di bilancio (la spesa pubblica sommata agli interessi che lo stato paga sul debito pubblico non può superare quanto lo stato incassa) fino al 2036 e nel frattempo cercare di far crescere il Pil di una cifra variabile da paese a paese. Insomma o si fa crescere il Pil o si taglia la spesa, oppure tutti e due insiem.

L’Italia parte da un deficit di 80 miliardi (spesa da tagliare) cercando di realizzare una crescita del Pil del 3% l’anno. Se il Pil rimanesse fermo a crescita zero, bisognerebbe tagliare 45 mld di Euro l’anno (oltre gli 80 iniziali. Insomma tra crescita del Pil e tagli alla spesa serve una differenza positiva di 45 miliardi di Euro all’anno.

Caro Silvio, lo so, avresti voluto dirci che tu sapevi come farlo, non era impossibile, ma non ti hanno lasciato fare, a parole ti hanno dato fiducia 47 volte, ma in realtà non si sono mai fidati.

Avresti voluto dirci che avevi in mente una grande idea, un modello di società diversa, in cui facendo un pò di sacrifici tutti assieme avremmo rivoluzionato il paese, una grande occasione per passare alla storia. Ma non te l’hanno fare.

Avresti voluto dirci che lo sapevi che la nostra debolezza ci avrebbe esposto alla speculazione e che alla fine la BCE (la Banca Centrale Europea, non gli speculatori e neanche gli altri politici europei) ci avrebbe costretto a cambiare, quando invece potevamo scegliere di cambiarlo questo paese, tutti insieme. Ma non ce l’hai potuto dire.

Avresti voluto dirci che la soluzione che i politici europei hanno pensato per la crisi (il Fondo salva stati), non poteva funzionare perchè se mettevamo i soldi per salvare gli altri stati, poi gli altri stati avrebbero dovuto salvare noi. Era come un cane che si morde la coda.

Avresti voluti dirci che la Banca Centrale Europea ci ha detto che se non facevamo ciò che secondo la Bce andava fatto (in quella famosa lettera segreta che invece sembra che conoscevano tutti) non avrebbero comprato i nostri titoli di stato. Ma sotto ricatto non ce l’hai potuto dire.

Questa immagine si è poi bruscamente interrotta, mia figlia è stata male un’altra volta, in piena notte l’ho portata al pronto soccorso, gli hanno fatto le analisi del sangue, mezza flebo di sostanza fisiologica, poi ha dato di stomaco ed è stata meglio. Il medico ha fatto la sua diagnosi e l’ha dimessa prescrivendo qualche giorno di dieta leggera in bianco ed un pò di fermenti lattici per ripristinare la flora batterica intestinale. Ha sconsigliato l’uso di antidolorifici perchè nascondono i sintomi ed impediscono di riconoscere la causa del problema.

Questa crisi ha manifestato problemi strutturali, creati dalla finanza mondiale (ma noi siamo arrabbiati con i politici), la politica mondiale è stata connivente. La creazione di moneta dal nulla ha creato i primi problemi, invece di metterci a dieta in bianco da subito hanno creato i derivati (un giorno ne parlerò a parte) per creare nuova moneta dal niente usandoli come gli antidolorifici. Così l’infiammazione è peggiorata ma non sentivamo dolore. Oggi il malato (le nostre economie, tutti noi) è grave, ne la politica ne la finanza mondiale (le banche centrali) hanno rimosso le cause (i derivati ad esempio negli ultimi 3 anni sono cresciuti invece che diminuire), adesso ci stanno mettendo a dieta in bianco, ma non ci stanno dando i fermenti lattici (quei provvedimenti che dovrebbero favorire uno sviluppo vero).

Però adesso sono chiare alcune cose:

– Berlusconi e Tremonti (ma credo anche l’opposizione vedendo come si “oppone”) hanno scelto di affidarsi alla Bce invece che all’Unione Europea, e vedremo cosa ne penseranno francesi e tedeschi, che devono ancora risolvere i loro problemi di deficit, con la Francia sotto tiro della speculazione

– in futuro tra politica e finanza conterà sempre più la finanza, la finanza significa mercato, cosa significa questo? Ad esempio che le pensioni future che piaccia o no saranno private più che pubbliche. Perciò bisognerà imparare a conoscere bene i fondi pensione, non di certo come li conosciamo oggi.

– che possiamo tranquillamente ridurre i parlamentari, tanto le decisioni le prendono a Bruxelles.

Ora vi lascio, torno alle “vacanze”, e pensare che erano due giorni che la borsa chiudeva positiva, erano state bloccate le vendite allo scoperto, i titoli di stato erano in recupero su quelli tedeschi. Invece…

A proposito mia figlia ora sta molto meglio, come staremo noi lo scopriremo tutti molto presto.

Un caro saluto a tutti

Gianni Di Noia

 

PS: stavo guardando La7 perchè dovevano trasmettere il film “Qualcuno volò sul nido del cuculo”. Un fantastico film con un eccezionale Jack Nicolson. Un film assolutamente da vedere, per riflettere sul significato vero della follia e del potere costituito. Proprio come lo spettacolo di questa conferenza stampa in questa folle estate del 2011

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