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Quotiamo i politici in borsa!

Stavo recentemente riflettendo sullo spettacolo che politica e informazione ci presenta quotidianamente.

L’assurdità della situazione è abbastanza evidente, ma ciò che mi sorprende ancora di più è la reazione della gente normale di fronte alle notizie che arrivano, tutti imbambolati di fronte al grande totem Berlusconi.

Come un grande pifferaio magico porta tutti al massacro, favorevoli e oppositori, tutti accomunati dalla comune incapacità di riflettere. A volte mi trovo a pensare cosa sarà l’Italia senza Berlusconi. Sarà molto dura ricominciare a pensare…

Intanto le ultime settimane ci hanno regalato il grande spettacolo delle primarie del Partito Democratico, grande esercizio di democrazia popolare che ha stabilito chi si candiderà a governare il paese. Non ci hanno detto cosa intendono fare veramente per uscire dalla crisi, ma almeno il candidato c’è, la gente ha partecipato, tutti contenti. Viva Bersani.

A destra invece il grande spettacolo sono state le primarie del Polo delle Libertà, o meglio le mancate primarie. Sorvoliamo sull’esercizio di democrazia dimostrato, ci sarebbe però da riflettere sul significato della parola Libertà che dà il nome al partito, e siccome sono ignorante mi aiuto con l’enciclopedia Treccani: LIBERTA’: la facoltà di pensare, di operare, di scegliere a proprio talento, in modo autonomo. Infatti, posti di fronte alla possibilità di scegliere un candidato per il futuro governo, hanno finito per non-scegliere il ritorno di Berlusconi. Che il livello dei 12-13 candidati non fosse elevatissimo si capiva dai nomi presenti, però…

Ma qualcosa ha turbato il tranquillo tran tran della politica italiana (almeno quello di ventennale memoria): all’annuncio del ritorno di Berlusconi in campo, urla di terrore si levavano da destra a sinistra, richiami alla temuta realizzazione delle profezie Maya, con il presidente Napolitano che preoccupatissimo annunciava l’imminente crollo dei mercati. Ora, considerato che è già difficile andare avanti così, se poi ci si mette anche il Presidente della Repubblica a rubarti il ruolo di catastrofista, l’impresa diventa veramente impossibile.

Fatto sta che il lunedì mattina, i mercati crollano, con un bel -3,60% a metà giornata, lo spread che risale pericolosamente. Segnale chiaro, previsioni azzeccate, (complimenti Presidente). La candidatura Berlusconi è già bocciata. Ci sarebbe da discutere sul fatto che la borsa nei giorni successivi è tornata immediatamente brillantemente positiva con lo spread nuovamente in discesa, quando ecco che alla riunione dei popolari europei a Bruxelles arriva per acclamazione l’invocazione alla candidatura di Monti alla guida del paese anche per la prossima legislatura, un Monti magicamente apparso a Bruxelles con un tempismo che neanche la Madonna di Medjugore. “L’Europa vuole Mario Monti” gridano tutti da destra a sinistra.

Qualcuno dice che la notte bisognerebbe dormire invece di stare a pensare, ma di fatto mi è venuta in mente un’idea: perchè non quotiamo i politici in borsa? Seriamente, pensateci, perchè votare un politico o l’altro se sai che poi i mercati finanziari potrebbero esprimere il loro dissenso scatenando la crisi sulle borse? Senza considerare che la crisi dei mercati la paghiamo noi con l’aumento delle tasse, i posti di lavoro, ecc.

Pensate che bello. Prima delle elezioni, guardi il grafico di borsa e pensi, il partito X sta guadagnando il 10% da inizio anno, il partito Y sta perdendo il 15%. Io voto il partito X, così i mercati salgono e l’economia andrà meglio. Semplice vero?

Anzi, a pensarci bene, se la pensiamo bene potremmo anche evitare direttamente di sorbirci quella noia di primarie prima ed elezioni poi!

Forse ho pensato troppo? Me ne torno a dormire va…

Buonanotte!

Gianni Di Noia

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