Questo sito usa i cookie.  I cookiee sono una diavoleria informatica che serve per migliorare il sito e la vostra esperienza quando lo si utilizza. I cookies necessari per il funzionamento essenziale del sito sono già stati impostati. Per maggiori dettagli vai su Privacy.
Se hai letto e accetti i cookies di questo sito clicca su Accetto

Articoli

Anniversario di una crisi Usa pagata dall’Europa

Certe ricorrenze vanno festeggiate, o almeno ricordate, perché a volte ho la sensazione che la nostra memoria sia un po’ corta.

Era il 2 agosto 2011, c’era ancora il governo Berlusconi, la crisi imperversava, lo spread saliva, la Grecia stava per fallire, Gheddafi si difendeva strenuamente nel deserto libico, faceva molto caldo, ma specialmente… gli Stati Uniti stavano per andare in default tecnico.

Sembrava impossibile, in piena crisi del debito europeo, lo stato più potente del mondo rischiava il default. Ma noi avevamo i nostri problemi a cui pensare e tutto sommato l’idea che anche il potentissimo 7° cavalleggeri fosse in difficoltà ci faceva stare un po’ meglio, come dire… mal comune mezzo gaudio.

La legge americana impedisce di aumentare il debito oltre una certa soglia, raggiunta la quale lo stato avrebbe mandato a casa senza stipendio centinaia di migliaia di dipendenti pubblici (quei pochi che lavorano per lo stato americano), avrebbe ritirato i soldati dall’Afghanistan o da chissà dove, insomma un catastrofe. Era già successo poche settimane prima a qualche città americana di andare in default, ma addirittura agli STATI UNITI D’AMERICA… sembrava impossibile.

Ma come nei migliori film americani, la partita giocata fino all’ultimo minuto, in piena suspense, si risolveva con un magico tiro da tre punti all’ultimo secondo: il parlamento americano trovava un accordo per aumentare il debito di altri 2.500 miliardi di dollari e rimandare il problema al 2013, così il caro Obama poteva preparare le prossime elezioni in tutta tranquillità e da allora il problema debito pubblico americano è magicamente sparito dalla circolazione. Non se ne è parlato più. (Il link in basso rimanda all’articolo del Sole 24 Ore del giorno dopo.)

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-08-02/senato-vota-accordo-debito-180422.shtml?uuid=AaXzhDtD

Un anno è passato da quel giorno, ne è passata di acqua sotto i ponti, Berlusconi non è più presidente del consiglio, c’è Super Mario Monti, la crisi continua ad imperversare, lo spread continua a salire perché il nostro debito pubblico continua a salire, la Grecia è stata salvata (o forse no, non si è ancora capito bene) mentre ora è la Spagna che rischia il default, Gheddafi è morto e del popolo libico non si sa più niente (sta meglio? sta peggio? in compenso lo stesso casino sta succedendo in Siria), continua a fare molto caldo, ma in particolare gli Stati Uniti si avvicinano alle elezioni senza l’incubo del default.

C’è qualcosa che non mi quadra, ma come, la crisi è nata negli Stati Uniti 5 anni fa (ricordate i mutui subprime? il fallimento Lehman Brothers?) e adesso sta colpendo solo l’Europa! Com’è possibile?

Come un bravo investigatore, sono andato a cercare un po’ di numeri, e sorpresa delle sorprese cosa ho scoperto?

DEBITO PUBBLICO AMERICANO

(http://www.treasurydirect.gov/NP/NPGateway)

02/08/2011 14.580.704.743.080,97 $ (14.580 miliardi di dollari)

31/07/2012 15.933.234.637.493,55 $ (15.933 miliardi di dollari)

Differenza:

+1.352.529.894.413 $ (+ 1.352 miliardi di dollari)

+9,27% in un anno

Più o meno nello stesso periodo il Pil americano (ricchezza prodotta dal paese) è cresciuto così: (http://www.bea.gov/iTable/iTable.cfm?ReqID=9&step=1)

2° trimestre 2011 15.003,6 miliardi di dollari

2° trimestre 2012 15.595,9 miliardi di dollari

Differenza:

+ 592,3 miliardi di dollari

+ 3,94% in un anno

In parole povere:

– il debito USA cresce tre volte di più del loro Pil

– alla fine del secondo trimestre 2012 il rapporto debito/Pil Usa è al 101% (in rapida crescita)

– nello stesso periodo di tempo il dollaro Usa ha guadagnato sull’Euro il 15%, e adesso tutti scappano dai titoli europei per correre a investire in fondi e titoli in dollari (dopo che i guadagni sono già stati fatti),

… e poi tutti si domandano perché nonostante gli sforzi dei paesi europei la “speculazione” continua ad attaccare i nostri titoli di stato

… e mentre tutti se la prendono con la Merkel, nessuno che sappia dire chi c’è dietro questa stramaledetta speculazione…

… mancano tre mesi alle elezioni “stelle e strisce” di novembre, dopodiché i nodi verranno al pettine americano? O sceglieranno un presidente pelato?

Mi sa che mi toccherà investigare un altro po’…

A presto

Gianni Di Noia

2012

2013

2014

2011

2010

Società

 

Posizionare il vostro device vicino all'immagine e avviare il vostro software QR-CODE che leggerà le informazioni contenute.