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Melissa, vittima sacrificale contro il cambiamento

E’ sempre la solita storia, durante una fase di crisi, nascono le condizioni per un cambiamento, il popolo ricomincia a manifestare, a riprendere la sua sovranità, e quando il cambiamento inizia ecco che arrivano le bombe. 1969, 1992, 2001 e ancora oggi.

Questa volta ci ha rimesso la vita la povera Melissa, innocente vittima sacrificata per stroncare il cambiamento. E adesso il via al patetico richiamo all’unità del paese, alla compattezza degli organi dello Stato. Il richiamo alla fermezza per indagini che saranno ferree e rapidamente condurranno ad individuare i colpevoli.

Cara Melissa, eri forse troppo giovane per conoscere la storia del nostro paese. L’attentato che ti ha ucciso non è il primo e non sarà l’ultimo. L’attentato terroristico provoca terrore, il terrore è paura e la paura blocca le azioni. La storia ci insegna che qualche volta si è scoperto l’esecutore, ma mai si sono scoperti i mandanti.

Fiumi di parole, esperti, opinionisti, plastici alla Bruno Vespa, anche questa volta non serviranno a nulla se non ad alimentare il clima di terrore e di paura. Nel 1978 durante gli anni del terrorismo rosso ero troppo piccolo per capire, nel 1992 quando saltò in aria l’autostrada di Capaci con Falcone, la moglie e gli uomini di scorta, pensai che la lotta contro l’illegalità fosse persa, e quell’episodio pensai potesse spegnere il mio desiderio di capire, la mia voglia di impegno sociale, tutto ciò che la famiglia, lo scoutismo, la chiesa mi aveva insegnato. Quel pomeriggio, lo ricordo come fosse ieri, piansi.

Ero solo in casa, davanti alla televisione, con le lacrime amare che solcavano il mio viso. Poi il sacrificio di Borsellino mi ha spinto a reagire.

Ho ricominciato a leggere, a studiare, a guardare documentari. Ad informarmi. E sai cosa ho scoperto cara Melissa? Una volta la colpa era delle Brigate Rosse, una volta degli estremisti neri, l’altra volta era colpa della mafia, ma ogni volta i tentativi di arrivare ai colpevoli erano ostacolati ed impediti da depistaggi organizzati dai cosiddetti “organi deviati dello stato”. Ogni volta. E perché servitori dello stato dovrebbero operare per depistare le indagini? Non si è mai arrivati ad una risposta perché tutte le inchieste della magistratura e delle commissioni parlamentari accertavano fatti gravissimi che venivano letti sempre in modo diverso, e la mancanza di uniformità nel leggere fatti reali non portava mai ad una verità condivisa.

Ma la verità non ha bisogno di essere condivisa. I fatti sono fatti, e se ce li raccontano in maniera diversa fanno solo come l’imperatore che va in giro nudo! Sta a noi però non crederci. Cari signori politici, se volete cercare i colpevoli guardate tra le vostre file, tra di voi c’è qualcuno che non ha capito che agli errori di questi ultimi anni può porre rimedio solo lasciando libero il posto, per far spazio alla società civile. Perché in crisi non c’è la politica, ma le singole persone che finora hanno tradito il concetto di politica come servizio per il popolo. Cari signori giornalisti, smettetela di osannare i vostri re nudi, le banche che hanno la proprietà dei vostri giornali, gli imprenditori che comprano il vostro silenzio con la pubblicità, i politici che vi proteggono.

Scegliete di informare la gente, incominciate anche voi a gridare che “il Re è nudo”. Cari ragazzi, non lasciate spegnere la passione per il bene comune e l’impegno sociale per costruire una società migliore, ma specialmente ricordate che l’unico modo di costruire è con la pacifica partecipazione alla vita sociale. LIBERTA’ E’ PARTECIPAZIONE cantava Giorgio Gaber un vecchio maestro che con le sue canzoni faceva riflettere tutti.

La storia rende sempre giustizia. La morte di Carlo Giuliani a Genova nel 2001 durante momenti di stupida protesta violenta spense un movimento di protesta pacifica che invece era giusta e giustificata. La storia ha dimostrato che a Genova avevano ragione le centinaia di migliaia di persone che protestavano pacificamente, mentre avevano torto gli 8 capi di stato barricati nei palazzi del potere.

Alcuni di loro ancora oggi sono in giro a fare danni. Non cascate nei tranelli che i black-block o i terroristi di turno, mettono tra i vostri piedi. Fanno solo il gioco del potere. Non lo dimenticate mai. Fatelo per Melissa, come per Giovanni, per Paolo, per tutti quelli che hanno perso la vita in questi anni. Io da parte mia non mollo, spero voi facciate altrettanto.

A presto

Gianni Di Noia

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