Questo sito usa i cookie.  I cookiee sono una diavoleria informatica che serve per migliorare il sito e la vostra esperienza quando lo si utilizza. I cookies necessari per il funzionamento essenziale del sito sono già stati impostati. Per maggiori dettagli vai su Privacy.
Se hai letto e accetti i cookies di questo sito clicca su Accetto

Articoli

Super Mario e la guerra degli eroi

In questi giorni, non so perché, mi son tornati a mente gli eroi della mia infanzia. Ai miei tempi imperversavano Zagor, il comandante Mark, Mister No, una serie di personaggi assolutamente umani, che lottavano contro il male, che nonostante tutti i pericoli corsi, non morivano mai, ebbene il mio preferito era il primo di tutti, il capostipite, il mitico Tex Willer, nato dalla coppia di geni di Bonelli e Galeppini, gente (come già Salgari con Monpracem) ti faceva “vedere” le Montagne Rocciose senza essersi mai spostati da Milano.

Tex Willer è un grande, lotta nel duro Far West contro banditi, contrabbandieri, banchieri truffatori (già allora…) il tutto assieme al vecchio satanasso Kit Carson, al figlio Kit e al fido Tiger Jack, sempre pronti a rischiare la vita per la giustizia e per il popolo indiano, un popolo massacrato nella vita e nei diritti da uomini bianchi che nel tempo dopo aver fatto ciò che tutti sappiamo, prima con gli indiani, poi con i neri, si sono proposti in tutto il mondo come paladini della civiltà e della libertà.

A quei tempi imperversavano anche altri eroi, un po’ più americani, che lottavano contro il male, parlo di Superman, Capitan America, i Fantastici Quattro, Batman, ma stranamente i cattivi non erano mai uomini, sempre mostri o uomini tramutati in mostri. Questa idea di rappresentare il male con personaggi non umani è andata avanti con i cartoni giapponesi, fino ai tempi recenti dove tutto si anima nel piccolo schermo di un giochetto elettronico.

Ed è infatti abbastanza giovane la vita di un “supereroe” più recente, Mario Bros, personaggio buffo che zompetta qua e la tra i funghetti cercando di superare gli ostacoli che lo portano ogni volta ad un livello più alto diventando così SUPER MARIO. E’ interessante notare che nei giochi, questi personaggi diventano eroi se noi, vincendo le partite al computer, li facciamo salire ad un livello più alto. Per esempio con me Super Mario sarebbe rimasto semplicemente Mario, ma solo per mia manifesta incapacità, sia ben inteso…

E così il pensiero automaticamente, non so perché, arriva a due Super Mario dei tempi nostri, che tutti indicavano come salvatori della nostra povera Italia, anzi salvatori dell’Europa, qualcuno li ha elevati addirittura a salvatori del mondo. E invece (sia chiaro sempre per nostra manifesta incapacità…) si stanno dimostrando semplicemente Mario & Mario.

Il primo era stato chiamato a proteggerci da politici cattivi, ladri, corrotti, per difendere la povera gente. Tralascio il commento su ciò che è successo alla povera gente, ma di fatto è finito per diventare politico anche lui. Che questa volta abbia vinto il male?

Il secondo era stato chiamato a governare il nostro sistema bancario al posto di un uomo, Antonio Fazio, che venne associato ai furbetti del quartierino per aver cercato di mantenere italiane due banche, la BNL, istituto di fondamentale importanza per il paese (la banca che serve la pubblica amministrazione, i servizi segreti, le quote di Banca d’Italia) e la Banca Antonveneta, una banca che vista la sua storia potremmo iniziare a dire che forse porta un po’ sfiga.

Per la BNL si disse che l’Unipol non poteva comprare una banca tre volte più grande, dopo qualche anno invece la compagnia assicurativa, nonostante la crisi si è comprata un altra compagnia più grande di lei, la Fondiaria-Sai…

Per l’Antonveneta, il governatore Antonio Fazio, probabilmente aveva cercato di pilotare l’operazione di acquisto da parte della Banca Popolare di Lodi ad un prezzo di circa due miliardi. Scoperto l’inghippo, cacciato via Antonio Fazio arriva il secondo Super Mario, e la banca passa di mano prima agli olandesi della ABN Amro e poi agli spagnoli del Santander, fino a tornare italiana nelle sicure mani del Monte Paschi di Siena, la più antica banca italiana, che forte della saggezza dei suoi seicento anni di vita, se la compra alla modica cifra di 9 miliardi di Euro. Il tutto sotto gli occhi attenti e vigili del nostro secondo Super Mario. Qualcuno dice che il tempo è galantuomo, ma ad Antonio Fazio forse si dovrebbe chiedere scusa per il trattamento ricevuto, mentre al secondo Super Mario bisognerebbe chiedere conto dei 7 miliardi buttati al vento a crisi finanziaria mondiale già iniziata, non scordiamolo mai…

Il resto è cronaca dei nostri giorni, stanno emergendo strane operazioni in derivati finanziari (sempre loro), tutti si stracciano le vesti a domandarsi come sia stato possibile, come è potuto accadere che una banca potesse nascondere tutto questo casino alla Banca d’Italia, ad uno stato che presta 4,5 miliardi di aiuti senza controllare niente. Tutti increduli che non sanno capacitarsi, politici e giornalisti compresi. E’ rimasto stupito anche il presidente dell’ABI, l’Associazione Banchieri Italiani, che del Monte Paschi di Siena era stato Amministratore, e stupiti erano tutti i banchieri italiani avevano eletto il suddetto presidente proprio per la sua capacità di nascond… pardon di gestire la crisi globale.

Noi certe incongruità le avevamo già denunciate (http://www.infouil.it/2012/05/19/il-re-e-nudo-ma-che-almeno-si-rivesta/ – http://www.infouil.it/2012/06/23/germania-grecia-4-2-non-e-fuga-per-la-vittoria/ – http://www.infouil.it/2012/10/22/genio-italico-dai-furbetti-del-quartierino-ai-furboni/) e probabilmente qualcun’altro le conosceva bene, perché stranamente sono uscite allo scoperto proprio nei giorni in cui a Milano c’erano gli ispettori del Fondo Monetario Internazionale ad ispezionare le banche italiane (figuraccia mondiale), guarda caso tutto ‘sto casino a ridosso delle elezioni in cui un Super Mario un po’ meno super è in difficoltà contro due partiti che come l’araba fenice sembrano risorgere sempre e non morire mai. A voler essere maliziosi si potrebbe pensare che dall’altra parte delle Alpi si gioca un’altra partita elettorale importante, e ci potrebbe essere qualcuno o qualcuna che abbia voglia di togliersi qualche sassolino, ma non posso dirlo perché onestamente non so quali supereroi abbiano i cari amici tedeschi. Ma sono sicuro che questa storia sia solo all’inizio e dobbiamo solo aspettare in edicola l’uscita del prossimo numero della GUERRA D’EROI.

A presto

Gianni Di Noia

PS: Volteggia sui cieli italici un superuomo con parrucchino, ben truccato, vestito sempre di nero, ha una S sul petto ma non è Superman. Evidentemente piace ancora agli italiani, è SuperSilvio. Eppure siamo noi che giocando lo facciamo salire di livello oppure no. Quasi quasi, per disintossicarmi, me ne torno a leggere Alan Ford e il gruppo TNT…

2012

2013

2014

2011

2010

Società

 

Posizionare il vostro device vicino all'immagine e avviare il vostro software QR-CODE che leggerà le informazioni contenute.