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La festa della resistenza!

In questi giorni se si parla di resistenza, è inevitabile pensare al 25 aprile di 68 anni fa, e infatti in questi giorni sono stati forti i richiami all’unità del paese, così come accadde nel ’45.

Anche se poi a pensarci bene, in quei tempi di unità non mi sembra che ce ne fosse molta.

Il paese era diviso tra fascisti ed antifascisti, i partigiani erano divisi in rossi e bianchi, uniti solo dalla lotta al comune nemico, ma pronti a fare di tutto per affermare che la lotta partigiana era di un solo colore (ed ancora oggi non è cambiato molto).

Alle elezioni il paese era diviso tra monarchici e repubblicani, e la tensione era molto alta come dimostrò successivamente l’attentato a Togliatti. E in quei momenti i maligni raccontano che l’unità nazionale venne ricostruita con la vittoria al tour de France di Gino Bartali.

Così come un altro intervento esterno si dice che impedì la tragica possibilità di stare col blocco orientale piuttosto che con quello occidentale come fortunatamente avvenne.

Alla faccia dell’unità nazionale dopo settant’anni siamo ancora qui, sempre divisi, sempre bisognosi di un intervento esterno.

Ora volendo ricostruire gli avvenimenti di questi giorni, la sensazione che qualche aiutino a SuperGiorgioNapolitano sia arrivata dall’esterno è abbastanza evidente. Le rassicurazioni di SuperMarioDraghi sulla crisi telecomandata di qualche settimana fa, sono state fortemente rassicuranti.

Di fronte ad uno scempio politico come quello visto in questi ultimi giorni, in altri tempi non molto lontani sarebbe scoppiato il finimondo sui mercati finanziari. In passato le borse sono crollate per molto meno, e invece adesso… niente. Tutto calmo, tutto tranquillo, addirittura borsa in risalita e spread in discesa (mentre nel frattempo anche la Gran Bretagna ha perso il rating AAA).

Deve essere veramente potente il telecomando di SuperMarioDraghi!

Ma tornando a parlare di resistenze e aiuti esterni, sui mercati finanziari c’è una situazione molto interessante. Quasi tutti i titoli azionari nei loro saliscendi di borsa hanno avuto in questi ultimi anni un andamento tendenzialmente in discesa. Alcuni di questi da qualche mese a questa parte hanno rimbalzato, mentre l’economia del paese tracolla molti titoli hanno ricominciato a salire.

Questo non deve stupire, in borsa i titoli azionari anticipano le prospettive future, e qualcuno evidentemente pensa già ad una prossima ripresa. Ciò che è interessante è il fatto che questi titoli siano vicini ad una soglia che in analisi tecnica si chiama RESISTENZA.

Dall’immagine si vede che unendo i picchi massimi del grafico di borsa, si ottiene una linea virtuale (linea rossa), in questo caso discendente. Il superamento di questa linea virtuale indica l’inversione del trend del titolo, il mancato superamento indica che questa linea virtuale costituisce appunto una resistenza. Gli esperti di economia dicono che l’analisi tecnica, cioè lo studio dei grafici non ha nessuna valenza, è solo suggestione, ma è anche vero che gli stessi esperti non erano riusciti a prevedere il crollo dei mercati.

In ogni caso mi limito solo all’osservazione che molti titoli sono in questa situazione: sono arrivati vicini a questa linea virtuale, pronti a superare questo livello e proseguire la risalita con più forza oppure ridiscendere se le cose si mettono male. In ogni caso è interessante che ciò avvenga in una fase politica così importante.

Collegamenti tra politica e finanza? Ci sono sempre stati e credo che sempre ci saranno. La storia recente ce lo insegna, gli effetti dei buoni rapporti istituzionali tra Presidente della Repubblica e Governatore della BCE li abbiamo visti nei giorni passati.

Può essere solo un caso che l’unico politico italiano presente all’ultimo meeting (Roma 2012) del gruppo Bilderberg al cospetto dei potentati finanziari internazionali fosse il probabile futuro Presidente del Consiglio Enrico Letta. Si potrà discutere sulla segretezza che avvolge queste riunioni, ma sarà interessante vedere se l’eventuale successo del mandato per la formazione del nuovo governo sarà accompagnato da una cavalcata di questi titoli in borsa col gradimento dei lorsignori potenti del mondo. L’eventuale euforia dei mercati porterebbe ottimismo, crescita dei valori con conseguente miglioramento dei bilanci di molte società, miglioramento degli spread e questo renderebbe molto più semplice l’opera del futuro governo. E chissà che qualche briciola non ricada anche nei bilanci malandati delle famiglie italiane.

Un’operazione molto poco democratica forse, basta che allenti prima possibile questo stato di crisi insopportabile. D’altra parte la mia proposta l’avevo già fatta: Quotiamo i politici in borsa (http://www.infouil.it/2012/12/14/quotiamo-i-politici-in-borsa/), forse ne avremmo solo da guadagnare.

Staremo a vedere…

A presto.

Gianni Di Noia

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