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La lezione della”Chiesa antica” al “mondo moderno”

Se qualcuno, ancora oggi, volesse domandarsi come mai la Chiesa esiste da 2000 anni, troverebbe la risposta in ciò che è accaduto in questi giorni: una Chiesa piegata da scandali, corvi, spie e vendette interne, una Chiesa gerarchica e non democratica, nel momento di maggior crisi da qualche decennio ad oggi, ha trovato la forza di riunire i suoi rappresentanti più alti, compresi quelli maggiormente contestati, e di eleggere un Papa che ha stupito il mondo intero per la sua grande umanità e semplicità, suscitando immediatamente affetto, emozione, entusiasmo tra fedeli e non.

Il mondo intero si è stupito, ma questa è la storia della Chiesa che si ripete da due millenni. Una Chiesa che cammina sulle orme di Cristo nonostante le deviazioni di scandali, scismi, veleni e quant’altro che la storia periodicamente ci ha mostrato, ma che ogni volta ha saputo in un modo o nell’altro ritrovare la retta via.

Per un credente ciò può essere solo opera dello Spirito Santo e su questo non si può discutere, ma per un non credente è uno schiaffo alla pretesa superiorità di un mondo laico e civile che oggi più che mai vive una crisi profonda e non riesce a mostrare nessuna capacità di risollevarsi.

Senza andare tanto lontano nei tempi, tutto ciò era successo già negli anni ’60, quando con il Concilio Vaticano II, la Chiesa seppe anticipare la strada difficile di un profondo rinnovamento che la società civile mondiale affrontò poco dopo ma con grandi contrasti sociali dal ’68 in poi.

E che dire di questa fase attuale che si è potuta manifestare grazie al gesto rivoluzionario di un Papa, Benedetto XVI, che tutti definivano retrogrado e conservatore e che invece si è dimostrato capace di affrontare tutti i problemi della Chiesa gestendo l’esigenza di un importante cambiamento con grande lungimiranza e sapienza?

Eppure è sempre la stessa Chiesa che fino all’altro ieri era oggetto di attacchi violenti dal mondo civile. Come se tutto il resto del mondo, vivesse tra rose e fiori profumati. Se questi sono i risultati, sarebbe il caso di cominciare a pregare che lo Spirito Santo, finito col Vaticano, cominci ad occuparsi un po’ di più del resto del mondo. Altrimenti comincerei a riflettere sul fatto di fare la prossima legge elettorale sul modello del Conclave. Hai visto mai che…

Si, perché la situazione mondiale è veramente complicata, di fronte ad una crisi mondiale provocata dalla grande finanza mondiale con la complicità dei politici che invece di lavorare per il bene del popolo che li ha eletti stavano al servizio dei potenti (finanziariamente parlando), le soluzioni presentate continuano a colpire la gente normale. Il caso Cipro è emblematico, una piccola porzione di isola in mezzo al Mediterraneo, con un Pil di 17 mld di Euro, e depositi bancari per 67 mdl, dovuti ai capitali stranieri attirati dalla bassa tassazione alle imprese. Insomma un paradiso fiscale con residenti veri, ciprioti fin dalla nascita e residenti fittizi, ciprioti per convenienza. Nella crisi mondiale Cipro come tutti ha bisogno di aiuti economici, e facendo parte dell’Unione Europea, li riceverà dalla Bce ad una condizione: una parte degli aiuti devono arrivare dai sacrifici dei Ciprioti. Da qui l’idea di tassare i conti correnti con un prelievo forzoso del 6,75% per i conti fino a 100.000 € e del 9,9% per quelli superiori. Idea folle di burocrati stupidi, subito bocciata dai mercati finanziari e poi disconosciuta dagli stessi che l’hanno presentata. Tanto che alla fine il parlamento cipriota in un sussulto di finta autonomia, l’ha bocciata. Per dare l’idea dell’assurdità della proposta basti pensare che se fallisce una banca il sistema garantisce i depositi fino a 100.000 €, se il paese avesse bisogno di aiuti gli stessi depositi non sarebbero più garantiti. E’ una novità in un sistema dove finora i correntisti avevano più garanzie di obbligazionisti ed azionisti, insomma degli investitori. Ma è una follia equiparare i normali cittadini con gli speculatori stranieri. Un pericoloso precedente, perché se lo fanno oggi per un paese potrebbero farlo domani per qualcun’altro, infatti qualche solerte burocrate tedesco pare aver proposto qualcosa di simile per la nostra povera Italia.

Ora sembra che da questa idea stiano facendo dietro front, rimane l’evidenza di una Unione Europea che governa la nostra vita per garantire il sistema di regole invece che le persone, e tra i popoli comunque sceglie i più “fortunati” (quelli del Nord Europa) senza alcuna solidarietà per gli altri.

Ora rimane il problema Cipro che andrà risolto in altro modo. Un problema simile si risolverebbe facilmente rimuovendo la causa che lo ha provocato: il sistema fiscale concorrenziale. Se ci fosse una unione vera, avremmo un sistema fiscale unificato, ma così andremmo a colpire altri paesi, vedi Lussemburgo, che godono delle stesse agevolazioni ma che non sono in stato di crisi, non ancora almeno.

Di fronte ai burocrati europei che ci governano, non solo Papa Benedetto XVI e Papa Francesco, ma anche i cardinali elettori, appaiono come giganti della politica e del buon governo.

E anche in Italia la situazione non è poi molto diversa, di fronte ad una elezione che ha manifestato la prevalente protesta verso la vecchia politica lontana dai bisogni reali della gente, i partiti continuano a fare piccoli giochi di interesse di posizione, grillini compresi, mentre la situazione di molte persone è disperata oramai da tempo. I vecchi politici sembrano non aver capito la lezione (e su questo non avevo molti dubbi) ma se anche i nuovi arrivati giocano ai tatticismi con i vecchi, allora di speranze ne rimangono veramente poche di vedere qualcosa di buono.

Nel frattempo nei giorni scorsi sono arrivate le parole rassicuranti di Mario Draghi, il quale ha affermato che il cammino delle riforme intrapreso in Italia è al sicuro perché telecomandato. Parole scorse via facili facili, ma che mi hanno provocato un brivido nella schiena, alla faccia dell’autonomia e della democrazia.

Insomma mi sembra che mai come ora avremmo bisogno di un Papa Francesco per la nostra politica italiana ed anche per quella europea, ma sappiamo di non avere un equivalente di Benedetto XVI, e specialmente non abbiamo lo Spirito Santo che interviene dall’alto. Non ci rimane che sperare: che Dio ce lo mandi buono.

A presto

P.S. Pur apprezzando l’entusiasmo popolare per il nuovo Papa, mi preoccupa l’onda di ritorno di tutte le aspettative di cambiamento e di apertura della Chiesa. Molti si aspettano che il “Papa buono” costruirà una Chiesa ad immagine dell’uomo di oggi, mentre già nelle prime omelie il richiamo alla conversione personale, all’attenzione ai poveri ed alla sequela di Cristo è stato forte e chiaro. Parole giuste che impegnano non solo la Chiesa istituzione ma ognuno di noi alla coerenza quotidiana della fede vera e che si scontreranno presto con le resistenze di chi pretende di cambiare il mondo senza essere disposto a dare per primo il buon esempio.

Caro Papa Francesco, il tuo sarà un compito difficile (mi permetto il tu come se parlassi al mio parroco), a Te l’augurio di buon lavoro, certo che in questa difficile vigna lo Spirito Santo non poteva scegliere lavoratore migliore.

Gianni Di Noia

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