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La forza della gravità... dei mercati

Chi non conosce la storia di Dedalo ed Icaro?

Costruirono un paio di ali con cera e piume d’uccello per fuggire dal palazzo che Dedalo costruì per il re Minosse.

La fuga dalla prigionia e la ricerca della libertà furono offuscate dall’ebbrezza del volo, e così Icaro, spintosi troppo vicino al sole, vide le sue ali sciogliersi per il calore e precipitò in mare per non aver ascoltato le raccomandazioni del padre.

La forza della gravità li spinse a fuggire, la forza di gravità lo fece cadere.

Una storia che mi è tornata alla mente osservando la situazione economica e dei mercati di questi ultimi tempi.

Il sogno di rincorrere una crescita infinita dell’economia ha portato il sistema bancario a costruire una realtà in cui la crescita è stata finanziata dalla creazione costante di moneta. L’ebbrezza della disponibilità di moneta ha messo da parte le precauzioni, dimenticando che la creazione di moneta avveniva con la creazione contemporanea di debito. E i debiti alla lunga vanno ripagati. Come? La forza della gravità ha spinto a creare nuovo debito, creando nuova moneta. E quando l’ebbrezza ha portato i mercati troppo vicino al sole… Icaro è caduto giù assieme ai mercati. Quando si dice a volte la forza di gravità!

Ma oggi a preoccupare è il fatto che anche Dedalo sembra che stia avvicinandosi troppo al sole. Nel racconto mitologico il padre si salva perchè non perde la testa. Nella realtà possiamo immaginare i banchieri centrali nel ruolo di Dedalo. Magnifici architetti di un sistema che nonostante la loro grande sapienza continua a navigare tra i flutti della crisi.

La banca centrale americana, sta riducendo gli stimoli monetari, ma continua ancora a iniettare liquidità per 35 miliardi di dollari al mese, ma l’economia a stelle e strisce nel primo trimestre è calata del 2,9%. La banca centrale giapponese continua a iniettare liquidità a livelli mai raggiunti prima per cercare di creare un po’ di inflazione, con l’unico effetto finora di aver praticamente distrutto il mercato dei titoli di stato giapponesi. La banca centrale inglese si dice pronta ad alzare i tassi per frenare la crescita dell’inflazione. La banca centrale europea ha promesso di iniettare liquidità, ma finora il rischio maggiore è quello della deflazione, cioè prezzi che calano. Una “unità di intenti” che impressiona. Chi avrà ragione? Chi saprà evitare la forza di gravità?

In uno scenario economico che deve ancora definirsi di crisi, i mercati hanno chiuso il semestre in rialzo. Qualsiasi forma di investimento ha registrato guadagni: azioni, obbligazioni, titoli di stato, oro, argento… E pure questo non è tanto normale. Economie a rilento, mercati in corsa, debiti pubblici che continuano a crescere.

E gli esperti cosa dicono? Che bisogna fare politiche economiche di sviluppo. Tradotto: “creare nuova moneta, quindi nuovo debito, per far ripartire l’economia”. Incuranti del fatto che questa ricetta ha finora beneficiato i mercati finanziari più che le economie. Potenza della forza della gravità!

Effetti dell’ebbrezza da sensazione di liquidità/debito infiniti? Forse, ma qui si rischiamo di bruciarci tutti. I mercati sembrano surriscaldati, qualcuno potrebbe prendersi una pausa, far scendere un po’ i prezzi spacciando la pausa per una piccola crisi di mercato. E così i Dedalo novelli banchieri centrali correranno ai ripari fornendo nuova liquidità per far tornare a correre ancora un po’ i mercati finanziari. Ancora la forza della gravità!

Pessimista? Non lo so, nel frattempo gli scenari di crisi militari si accendono un po’ dovunque: la Siria sembra dimenticata, ma si spara ancora; l’Ucraina sembra dimenticata ma si spara ancora; la Libia ce la siamo dimenticata da un pezzo ma non si è mai smesso di sparare; nell’Iraq democraticizzato si continua a sparare (quattro gatti di islamisti che mettono in crisi un esercito addestrato ed armato da anni dagli americani, mah!!!). Ma i mercati sembrano non preoccuparsi affatto.

E’ salito un po’ il prezzo del petrolio, ma anche questo dato, in passato fonte di grandi preoccupazioni, sembra lasciare tutti tranquilli. Di certo lascia tranquilli gli americani che con il shale gas, alla faccia delle politiche ambientaliste di Obama, pare tornato ad essere indipendente dal punto di vista energetico. E tutto sommato una crisi dei prezzi petroliferi potrebbe creare qualche difficoltà a tutti quei paesi che stanno organizzandosi per abbandonare il dollaro come moneta di scambio internazionale, Cina, Russia, Europa…

Insomma fa molto caldo, forse troppo per certe ali, ma forse non ancora abbastanza.

Intanto tutti continuano a parlare di politiche di sviluppo, ma quale sviluppo? Non sembra esserci l’intenzione di guardare al futuro con occhi nuovi. Promuovere la crescita senza creare nuovo debito, richiederebbe la definizione di nuove politiche basate su una visione diversa di futuro, capacità di fare scelte coraggiose, di immaginare il mondo di domani.

Ma la Rai che vuole “informarci” ma non “influenzarci”, ci informa che la soluzione è un mercato unico di libero scambio con gli Stati Uniti. Visti i successi dei liberi scambi europei…

Fa caldo, fa sempre più caldo. Ma siamo in piena estate, giusto?

A presto

Gianni Di Noia

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