Questo sito usa i cookie.  I cookiee sono una diavoleria informatica che serve per migliorare il sito e la vostra esperienza quando lo si utilizza. I cookies necessari per il funzionamento essenziale del sito sono già stati impostati. Per maggiori dettagli vai su Privacy.
Se hai letto e accetti i cookies di questo sito clicca su Accetto

Articoli

Di corsa. L’ignoranza della storia, la presunzione del presente

L’estate sta finendo e il caldo arriverà. Quello climatico ce lo possiamo augurare, ma il mondo in realtà è fin troppo surriscaldato, in alcune zone addirittura infuocato.

A prima vista la situazione appare chiara: in piena crisi economica mondiale, pazzi fanatici stanno approfittando della situazione per scatenare guerre, scontri,violenze, costringendo il mondo occidentale ad intervenire dappertutto a riportare l’ordine e la democrazia.

Giornali e televisioni ci mostrano quotidianamente l’orrore della violenza. E meno male che qualche ridicola secchiata d’acqua gelida ha rasserenato le coscienze sporche di mezzo mondo.

La velocità con cui ci arrivano le notizie non ci fa più riflettere, noi andiamo sempre di corsa, non abbiamo più tempo per leggere, ancor meno per riflettere, ci si ferma ai titoli, e poi via: MI PIACE e CONDIVIDI.

Eppure molte cose non mi tornano, ai giornalisti ho smesso di credere da tempo, e le risposte spesso le trovo collegando tante domande. Un po’ come il gioco della Settimana Enigmistica: unisci i puntini (anche se non sempre sono numerati).

La reazione mondiale all’orrore dei massacri dell’ISIS in Iraq sembra quasi indiscutibile, eppure il tanto amato Papa Francesco (amato quando viaggia in utilitaria e abbraccia malati e bambini) sembra molto meno ascoltato quando afferma che in è atto la Terza Guerra Mondiale. Affermazione grave,molto più di quello che può sembrare. Affermazione grave ma non abbastanza da far richiedere l’uso della forza: “fermare il massacro non significa bombardare…”. Una precisazione in linea con quelle dei suoi predecessori che si son sempre opposti all’uso delle armi sia nelle guerre in Iraq, sia nella guerra nell’ex-Jugoslavia, ecc. Ma il Papa è un pastore di anime, che ne sa di guerre e real-politik!

Come se non bastasse ci ha pensato l’inviato del Papa in Iraq a rincarare la dose: “attenzione, quella in Iraq non è una guerra di religione!”. Oh caspita! Ma allora tutti i commenti dei politici, i racconti degli inviati, l’allerta terrorismo?

Per fortuna ci pensano i mostri islamici a ripristinare l’ordine delle cose. Col massacro del giornalista Foley c’é la prova provata: sono pazzi terroristi. Salvo poi scoprire che il video dello sgozzamento è stato ritoccato (ma il giornalista è morto per davvero). Insomma pazzi si, ma nell’era mediatica un tocco di cinematografia non guasta!

E allora pronti via, partono i droni del Premio Nobel della Pace a bombardare a scopo umanitario gli assassini musulmani, e noi per non farci ridere dietro, di corsa a svuotare un po’ di riserve di magazzino per mandare un po’ di armi inutilizzate ai poveri curdi. Come dire: Papa Francesco si occupi di baci e abbracci a malati e bambini, che quando si fa sul serio c’è chi lo sa cosa si deve fare!

Poi ci pensi un po’ su e ti accorgi che il povero Foley era stato sequestrato due anni fa in Siria (ma ucciso in Iraq)! Hai visto mai che i cattivi di oggi (ISIS) erano gli stessi buoni di allora (ribelli siriani) che combattevano contro il cattivo di allora (Assad) che adesso sta per diventare alleato (quindi buono)per collaborare ai bombardamenti contro i cattivi di oggi?

Negli Stati Uniti a scanso di equivoci si discute sul fatto che non sia il caso già che ci sono, di bombardare pure un po’ le truppe siriane, così, per par condicio.

Complicato? Apparentemente si, se non si conosce un po’ di storia.

Ma la storia richiede tempo, costringe a leggere, non basta guardare le figure, e neanche fermarsi ai titoli. E per conoscere la storia devi pure trovare qualcuno che tela mostra come si deve. Alcuni raccontano i fatti, altri hanno la presunzione di spiegarli. Lo testimonia un recente libro di Paolo Mieli, I conti con la storia, un libro che dimostra come molto spesso la storia la scrivono i vincitori. E non è detto che il punto di vista più giusto non fosse quello del vinto.

Per capire meglio la situazione attuale facciamo un viaggio indietro ai tempi della pirateria. Sapete che differenza c’era tra pirati e corsari? Fino a poco tempo fa per me non c’era nessuna differenza, invece sentite qua…

I corsari erano dei capitani di bastimento, comandanti di navi, che conducevano le guerra DI CORSA,da cui il nome “corsari”. Navi da guerra non solo statali, ma anche di armatori privati, autorizzate dallo Stato in guerra grazie a speciali “lettere di corsa”, con lo scopo di assaltare e depredare le navi nemiche, sia da guerra sia mercantili. Lo scopo era di contrastare al nemico ogni tipo di commercio. Guarda un po’ motivazioni economiche alla base di guerre. Infatti i primi corsari erano pagati dal Regno di Inghilterra e dal Regno di Francia per assalire i galeoni spagnoli. Andatelo a chiedere agli spagnoli di allora cosa ne pensavano dei corsari inglesi…

I pirati invece assalivano e depredavano a proprio esclusivo beneficio navi di qualunque nazionalità, con il loro carico e le persone imbarcate.

La differenza era tutta lì, il corsaro depredava per conto e a beneficio di uno stato, i pirati rubavano perse stessi. Chissà perché io invece per così tanto tempo li avevo associati, io stupido che pensavo a tutti e due come pericolosi e violenti, invece no! Se uccidi e rubi per conto di uno stato va bene,se uccidi e rubi per te stesso non va bene. Poi ogni tanto qualche corsaro diventava pirata, ma ci poteva stare, in fondo se paghi qualcuno per uccidere e rubare, ci può stare che ci prenda gusto e si rivolti contro chi, fino a un attimo prima, lo aveva finanziato.

Succedeva allora, succede adesso. Dai soldi e armi agli afghani per combattere i russi, poi scopri che gli afghani ingrati ti fanno gli attentati, e allora gli scateni una guerra contro. Dai soldi e armi agli iracheni per combattere gli iraniani, e gli iracheni ingrati ti invadono il Kuwait. E allora vai con la guerra all’Iraq. Dai soldi e armi ai musulmani per ribellarsi ad Assad in Siria, e questi ingrati che fanno? Un califfato in Iraq per massacrare i cristiani. E’ la solita storia, ieri corsari amici che diventano pirati nemici, oggi amici ribelli che diventano nemici terroristi.

A proposito, adesso che abbiamo dato le armi ai curdi, non è che tra qualche anno ci faranno qualche scherzetto? Speriamo bene.

Nel frattempo altre cose strane stanno succedendo, qualcuno ha fatto caso al fatto che non si parla più del Boeing della Malaysia Airline abbattuto in Ucraina? Hanno recuperatole scatole nere, ma probabilmente ci vuole molto tempo per decifrarle. Forse ce ne vorrà molto, molto tempo. Forse perché la verità potrebbe essere più scomoda di quella che ci hanno immediatamente raccontato.

E nel frattempo la storia va di corsa,la storia a volte è corsara. Corsara o pirata a seconda di chi vince, perchè la storia la scrivono sempre i vincitori.

E’ in corso una guerra, una guerra mondiale, ce lo ha detto Papa Francesco, e francamente credo più a lui che all’Obama pacifista o al Renzi interventista. Non è una guerra di religione, ce lo dice il cristiano più famoso che in teoria potrebbe sentirsi parte offesa. Potrebbe invece essere una guerra economica, e se guardate bene, di corsari in giro ce ne sono davvero tanti.

Alcuni con turbanti o mimetiche, altri invece li puoi trovare in giacca e cravatta davanti ad un monitor con grafici, prezzi, mercati finanziari, ecc.

Tanto per dare un’idea, ieri le borse mondiali sono state pesantemente negative, qualcuno dice che la colpa è della presunta invasione russa in Ucraina, chi si occupa di finanza sa che il motivo vero è che pare che le economie di Stati Uniti e Gran Bretagna vadano troppo bene, il che potrebbe provocare un aumento dell’inflazione, che potrebbe anticipare l’aumento del costo del denaro e dei tassi di interesse, in pratica la fine del denaro facile a costo zero dalle banche centrali e siccome senza denaro facile le banche fanno meno affari sui mercati, i mercati hanno risposto con un secco ribasso. Può sembrare assurdo ma la sintesi è questa: se l’economia va male con la scusa della crisi si devono dare soldi alle banche e poi i mercati finanziari vanno bene,se l’economia va troppo bene i mercati finanziari poi vanno male e quindi qualche crisi qua e la può essere utile, specialmente per contrastare l’ascesa di qualche pretenziosa potenza internazionale.

E se tutti noi andassimo un po’ meno di corsa potremmo intravedere alcuni mandanti delle novelle lettere di corsa per i moderni corsari. E prepararci.

All’arrembaggio!!!!

Gianni Di Noia

PS: Mentre in Italia ci prepariamo a cambiare il paese con le riforme che dovrebbero cacciare i poteri forti della finanza. Prima di cambiare le regole degli appalti, delle consulenze, prima ancora della fantomatica spending rewiew. prima della riforma della giustizia, prima delle politiche per il lavoro,prima di tutto questo, ci si mette avanti con il lavoro tagliando i permessi sindacali, nel silenzio più assoluto. Cronaca di una morte annunciata.

Oddio i sindacati negli ultimi anni ce l’hanno messa tutta per suicidarsi, ma se i corsari da un giorno all’altro diventano padroni, poi diventa più difficile difendersi.Ma noi andiamo di corsa e non c’è tempo per riflettere.

2012

2013

2014

2011

2010

Società

 

Posizionare il vostro device vicino all'immagine e avviare il vostro software QR-CODE che leggerà le informazioni contenute.