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L’ottimismo è il sale della vita!

Scandali finanziari, scandali giudiziari, scandali finanziari che diventano giudiziari… Negli ultimi mesi i notiziari ci raccontano di truffe riguardanti banche, assicurazioni, comuni, casse previdenziali, non ci stiamo facendo mancare niente. Scandali dovuti ad una gestione del denaro che quando va bene si potrebbe definire troppo allegra, specialmente quando si parla di soldi altrui.

Situazioni in cui la domanda di fondo è sempre la stessa: investimenti sbagliati o truffe vere e proprie? La responsabilità è di chi inventa e propone strumenti finanziari sempre più complicati nascondendo i rischi collegati? Esiste una responsabilità di chi questi strumenti li compra senza valutare attentamente i rischi?

Il problema si pone sia a livello di piccoli risparmiatori che di grandi investitori, si cercano guadagni a tutti i costi, si sottovalutano (in alcuni casi si ignorano) i rischi collegati. Sarebbe facile pensare che rendimenti elevati sono sempre collegati a rischi elevati, eppure non sempre è così. Nel 2008 Lehman Brothers è fallita pur essendo considerata una banca sicura, poco rischiosa (rating AAA). Questo potrebbe scagionare molti investitori da certe scelte sbagliate, eppure in passato ci sono sempre state voci contrastanti che lanciavano segnali di allarme, voci spesso inascoltate, perché i menagramo catastrofisti danno sempre fastidio a tutti.

Gianniii, l’ottimismo è il profumo della vita! Vi ricordate la pubblicità del poeta Tonino Guerra che era diventata un tormentone in televisione? Era il 2001 e personalmente ricordo che quando negli anni successivi raccontavo ciò che si vedeva sugli scenari internazionali, la reazione di molti era la stessa, Gianniii, l’ottimismo.

Eppure parlare di rischio in finanza significa parlare di probabilità di eventi diversi, non solo di eventi negativi. Un investimento può andare bene o male, molto bene o molto male, si può scegliere. Come ogni cosa nella vita. Il problema semmai è quando accetti una probabilità alta di eventi negativi a fronte di probabilità basse di eventi positivi.

E’ ciò che è successo in passato nelle fasi di bolle speculative (guadagni che sembravano non finire mai), la chiamavano euforia irrazionale. E’ quello che sta succedendo anche oggi.

In uno scenario di crisi economica mondiale, i mercati azionari sono ai livelli massimi, i mercati obbligazionari a prezzi alti e rendimenti minimi. Economia giù, finanza su. Già questa distorsione dovrebbe far pensare. Senza contare che la ricerca di rendimento sta portando a cercare strumenti più complicati e difficili da comprendere. E ciò che non si conosce spesso lascia delle sorprese.

Sarà interessante ad esempio osservare quanto potrebbe accadere oggi, il governatore della BCE Mario Draghi potrebbe annunciare un taglio dei tassi e un nuovo piano di rifinanziamento delle banche. L’obiettivo del piano dovrebbe essere quello di far ripartire l’economia, ma l’attesa è forte più da parte dei mercati che da parte dei governi.

Qualcuno dice che i guadagni dei mercati abbiano già anticipato le mosse di Draghi e che il rischio sia di scoprire un piano inferiore alle attese. I mercati fanno presto a cambiare direzione, e chi non ha valutato attentamente i rischi potrebbe nuovamente rimanere scottato. Quanti derivati nei bilanci di banche, assicurazioni, comuni, casse previdenziali avranno conseguenze negative?

Se invece tutte le attese verranno confermate, proprio questa sarà la conferma della gravità della situazione. Ma con fiumi di liquidità che entreranno sui mercati, le borse potranno correre ancora un po’, portare a casa altri guadagni, e gli investitori saranno felici e contenti.

Ai rischi ci penseremo alla prossima pausa. Alla soluzione dei problemi chissà.

Gianniii, l’ottimismo.

Gianni Di Noia

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Società

 

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