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Crisi

MA CHI GLIELO DICE AI RISPARMIATORI?

Titolava così qualche tempo fa in prima pagina l'inserto settimanale del Sole 24 Ore. Allora la cosa da dire era l'introduzione delle norme sul bail-in.
Oggi molte altre sarebbero le cose da dire al popolo dei risparmiatori sempre più disorientato da salvataggi/fallimenti bancari e crisi dei mercati. Un popolo che per anni ha dormito sereno sulla rendita dei Bot e sul risparmio postale, che hanno garantito ad un popolo senza educazione finanziaria la soluzione per mettere al sicuro i propri risparmi senza tanti pensieri.
Quando poi si è visto che quei rendimenti erano accompagnati da una crescita pericolosa del debito pubblico, il risparmio italiano è stato gettato senza salvagente nelle acque agitate dei mercati finanziari. Nella continua ricerca dei porti sicuri il risparmiatore medio è passato dallo sperimentare i fondi di investimento, i BTP, le obbligazioni bancarie, poi le polizze unit linked, le polizze index linked, le gestioni patrimoniali, i fondi flessibili, ogni volta allettato dai rendimenti fino a quel momento ottenuti e che spesso non si ripetevano subito dopo. E così che il risparmiatore ha scoperto sulla propria pelle pregi e difetti della legge dei mercati (quello del mattone compreso), nel tempo i prezzi salgono e scendono, sperimentando solitamente cosa significa investire quando i prezzi sono già saliti e ritrovarsi a vedere i prezzi dei propri investimenti scendere con le relative perdite.
Stranamente quasi mai ha avuto il piacere di provare il contrario.
Negli ultimi tempi il risparmio degli italiani si è dirottato sulle gestioni separate assicurative, l'ultimo prodotto di investimento in grado di dare garanzie sul capitale ma anche garanzie di rendimento senza rischio di perdite.
Ma i tempi cambiano, le condizioni di mercato cambiano e l'industria del risparmio gestito si adegua rapidamente. Di fronte ai tassi negativi introdotti dalle banche centrali ed ai bassi rendimenti attuali dei nostri titoli di stato, le compagnie assicurative si trovano in forte difficoltà nel poter garantire in futuro rivalutazioni positive del capitale investito. Semplicemente ai livelli attuali di prezzo dei titoli, un rialzo dei tassi di interesse avrebbe effetti molto pesanti sui rendimenti delle gestioni separate.
Ecco allora che le compagnie sono corse ai ripari, eliminando dal catalogo dei prodotti offerti alla clientela le gestioni separate e sostituendole con le polizze multiramo (gestioni separate e fondi finanziari insieme) oppure direttamente le polizze unit linked cioè polizze assicurative a contenuto finanziario. In buona sostanza l'ultimo strumento di investimento con protezione del capitale sta sparendo, sostituito da nuovi prodotti assicurativi che, questa è la differenza, seguono i sali e scendi dei mercati finanziari e quindi con la possibilità insita di poter assistere nel tempo a delle perdite sul capitale investito.
Che cosa bisogna dire ai risparmiatori? Semplicemente che questi prodotti anche se assicurativi non hanno la stessa tranquillità delle gestioni separate, che gli intermediari a cui i risparmiatori si rivolgeranno potrebbero essere indotti a far sottovalutare i rischi che questi strumenti portano con se pur di portare a casa la vendita. Che l'unico modo di difendere i propri risparmi è quello di aumentare il proprio livello di educazione finanziaria, un risparmiatore informato e consapevole è mezzo salvato, volendo parafrasare un famoso detto popolare. Nel frattempo il governo sempre molto attento alle esigenze della popolazione, invece di pensare ad iniziative che aumentino la capacità di tutela dei risparmiatori ha approvato proprio nei giorni caldi di Banca Etruria & co. la nuova legge sulla consulenza finanziaria che equipara gli agenti assicurativi ai promotori finanziari ed ai consulenti autonomi (non chiamateli indipendenti mi raccomando) allargando invece che restringere e selezionare la platea di intermediari autorizzati a collocare prodotti finanziari. Sulla competenza degli intermediari finanziari degli ultimi anni si potrebbe discutere, ma questa è una storia lunga che si chiama conflitto di interesse. Forse ne riparleremo.
Credo a questo punto che a parte l'impegno personale del singolo risparmiatore ad informarsi e prepararsi, sia compito delle organizzazioni associative quello di promuovere iniziative di educazione finanziaria per i propri iscritti ed associati. Perché quando ci si troverà di fronte alla prossima crisi di mercato o al prossimo fallimento/salvataggio bancario, ma basterebbe già quella che stiamo vivendo, non potremo più gridare alla "truffa" o al fatto che qualcosa di importante "non mi era stato detto".
Nel frattempo chi può corra a cercare quelle poche compagnie che ancora propongono gestioni separate prima che vengano definitivamente chiusi i rubinetti, e per il resto staremo a vedere.
A presto
Gianni Di Noia

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