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Crisi

Tra i due litiganti (Renzi/Monti) il terzo (il popolo italiano) non gode

Di chi è la colpa della scellerata situazione delle banche italiane? Su questo si sono punzecchiati Renzi e Monti in questi giorni, “è colpa tua, no è tua…”.

Uno spettacolo poco carino visto che le conseguenze della debolezza delle banche le stiamo pagando tutti.

Per capirci qualcosa bisogna mettere in fila un po’ di fatti tornando indietro nel tempo.

2007: scoppia la crisi finanziaria negli Stati Uniti, causata dai mancati rimborsi dei mutui sub-prime (mutui erogati a soggetti con bassi redditi e quindi con scarse probabilità di rimborso... appunto!).

2008: la crisi si propaga a tutto il mondo finanziario e quindi anche in Europa, poiché questi mutui venivano cartolarizzati (ammucchiati e trasformati in strumenti finanziari) e venduti a banche e fondi d’investimento, e quindi a privati risparmiatori. Il fallimento della banca inglese Northern Bank è il caso più eclatante dell’allargamento della crisi al sistema bancario mondiale. Le banche italiane meno esposte di quelle straniere a derivati e strumenti finanziari, si rivelano invece più solide delle altre.

2010: gli stati vengono pesantemente coinvolti nel salvataggio delle banche, aumentando così la già pesante esposizione dei debiti pubblici nazionali. Rapidamente in Europa prima l’Irlanda, poi Grecia, Spagna e Portogallo subiscono il crollo dei prezzi dei loro titoli di stato. Viene coniato l’acronimo PIGS per ricordare in modo poco carino i paesi più disastrati.

2011: sui mercati crollano i prezzi anche dei titoli di stato italiani, e dopo una lettera di richiamo da parte della BCE di Mario Draghi, il governo Berlusconi cade lasciando il posto al “salvatore della Patria” Mario Monti, grazie alla regia del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Che cosa ha provocato il richiamo della BCE e quindi la caduta del governo? La ipotetica tenuta dei conti pubblici, ma in realtà il vero problema era un altro: in quel momento la bilancia dei pagamenti era pesantemente in deficit, in sostanza erano molti di più i soldi che uscivano dal paese piuttosto di quelli che entravano. In un paese con moneta autonoma questa situazione avrebbe portato alla svalutazione della stessa, con conseguente svantaggio per chi importa e vantaggio per chi esporta. Situazione che alla lunga dovrebbe in teoria portare al riequilibrio della bilancia dei pagamenti. Ma noi eravamo e siamo nel sistema della moneta unica, l’Euro, ed il nostro deficit era in quel momento compensato dal paese con la bilancia commerciale positiva. Indovinate chi era? La Germania. In sostanza il nostro eccesso di spesa era finanziato dal surplus dei tedeschi. Quando questi hanno chiesto di rimettere a posto i conti, Berlusconi si è opposto, ed è quindi partita la vendita dei titoli di Stato da parte di Deutsche Bank, seguita a ruota da tutto il mondo finanziario internazionale, con relativo crollo dei prezzi e quindi caduta del governo per far cessare l’attacco speculativo.

Perché il governo Berlusconi si era opposto alle richieste europee? Perché in una situazione di deficit commerciale hai due possibilità: o svaluti la moneta per favorire l’export e quindi l’afflusso di capitale dall’estero oppure contrai la domanda interna nazionale per ridurre i consumi e quindi la fuoriuscita di capitali.

Stando nella moneta unica la prima via (svalutazione della moneta) non era percorribile, e così Mario Monti è arrivato per mettere in atto la seconda ipotesi, la contrazione della spesa. Con la scusa della crisi dei titoli di Stato sono partite le azioni di riequilibro dei conti. Il popolo spaventato ha accettato tutto, aumento delle tasse, taglio della spesa pubblica, riduzione di pensioni, servizi, ecc. In effetti la bilancia dei pagamenti si è riequilibrata in parte, si è ridotta la fuoriuscita dei capitali, ma colpendo i consumi si è colpita non solo la spesa extra-Italia, ma anche quella dei prodotti nazionali. Riducendo i consumi si sono ridotti anche gli utili delle aziende produttrici, con alcuni settori che sono andati totalmente in crisi, fallimenti, riduzioni del personale, ecc. In un tessuto imprenditoriale come quello italiano, totalmente dipendente dai finanziamenti del mondo bancario, questo ha provocato l’aumento esponenziale dei mancati rimborsi dei prestiti, con conseguenti problemi delle casse delle banche e dei loro bilanci. Ecco perché la banche italiane che nel 2008 erano più virtuose delle altre, oggi sembrano più disastrate delle altre.

Tutto ciò era prevedibile, previsto, già verificato in Irlanda, Spagna, Portogallo e Grecia. Perché allora oggi noi abbiamo più problemi degli altri paesi? Perché gli altri hanno affrontato subito il problema, hanno fatto le bad bank, liberando immediatamente i bilanci delle banche dai crediti in sofferenza (i prestiti non restituiti).

Noi no. Il nostro problema era più piccolo, i nostri governanti hanno sperato che la crisi si risolvesse prima che il problema colpisse anche il nostro paese. Invece la crisi è durata più del previsto, le politiche dei banchieri centrali si sono rivelate inutili ed insufficienti, e i vari governi succedutisi hanno evitato sempre di affrontare il problema come si doveva, in maniera drastica una volta per tutte.

Monti lo sapeva fin dall'inizio, Letta pure lo sapeva, Renzi non poteva non conoscere il problema. E se non lo sapevano mi domando come caspita sono arrivati a guidare un governo? Per tutti e tre non ci sono scusanti, le loro azioni sono state incomplete, inutili ed inefficaci. E il totem di SuperMarioDraghi si è rivelato totalmente fallimentare.

Che dire? Tutto previsto purtroppo, detto e scritto in tempi non sospetti, e se la previsione l’azzecca un pinco pallino qualunque come me, tutti questi “geni” della politica e finanza mondiale a che servono?

A proposito, sapete quale era il dato che ha innescato la crisi italiana nel 2011? La bilancia commerciale comparata con quella di tutti i paesi dell’area Euro dal sistema Target 2, sistema che nell’estate 2011 certificava un record storico del saldo negativo italiano.

Sapete com’è la situazione della deficit italiano misurato dal sistema Target 2 attualmente?

Nuovamente verso il record storico negativo.

Corsi e ricorsi storici. Di nuovo una calda estate, un presidente del Consiglio un po’ in difficoltà che continua a professare ottimismo a volontà… e che dire?

Il futuro continuerà a regalarci fuochi d’artifico a volontà!

Staremo proprio a vedere.

Buona estate a tutti! Una calda estate!

Gianni Di Noia

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