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Crisi

L’anatra zoppa dell’economia mondiale

Le previsioni sulle elezioni di Mid Term americane sono state confermate, la schiacciante vittoria dei repubblicani limiterà fortemente il potere decisionale del Presidente Obama per i prossimi due anni. Non ci sarà un blocco decisionale, ma qualsiasi provvedimento dovrà essere concordato con l’opposizione repubblicana. Una situazione che gli americani chiamano “dell’anatra zoppa”, un’immagine che rende bene l’idea di ciò che vivremo nei prossimi anni, perché storicamente ciò che accade negli Stati Uniti ha sempre un impatto visibile a livello mondiale.

E’ da notare che in questo caso risulta colpita la politica economica del paese da tutti riconosciuto alla guida della ripresa economica mondiale. Un Pil in crescita al 3,5% e una disoccupazione in calo non hanno evidentemente accontentato il popolo americano. Elettori impazziti o dati statistici non propriamente veritieri? O forse le statistiche parlano di una ripresa che ha favorito i mercati invece che le persone?

Tutto questo mentre la Federal Reserve metteva fine (per ora) al Quantitative Easing, il piano di sostegno all’economia partito nel 2009 che ha riportato gli indici americani ma anche i bilanci della Fed ai massimi storici, una FED che ora è il maggior detentore di titoli di Stato USA (http://www.federalreserve.gov/monetarypolicy/files/quarterly_balance_sheet_developments_report_201408.pdf).

Nel frattempo l’Europa viaggia al passo dell’oca (zoppa anche lei) imposto dalla Germania con una recessione che sta colpendo le economie di tutti i paesi dell’area Euro, Germania compresa, e le pressioni sempre più forti su Mario Draghj e sulla BCE per iniziare un Quantitative Easing europeo sulla falsariga di quello americano sono contrastate dalla determinazione a mantenere la logica dell’austerity. Un’Europa quanto mai divisa che fa affidamento su quello stesso QE che non sembra aver dato frutti soddisfacenti dall’altra parte dell’oceano.

In mezzo a queste apparenti contraddizioni non si può non menzionare la situazione del Giappone che per far ripartire l’economia, dall’inizio del 2013 sta attuando un Quantitaving Easing in salsa giapponese di proporzioni spropositate, è la cosiddetta Abenomics, con la novità a sorpresa di pochi giorni fa che ha visto la Bank of Japan aumentare da 50 a 85 miliardi di dollari al mese il piano di acquisto di titoli finanziari per fornire liquidità all’economia.

Un intervento quest’ultimo che sembra apparire la mossa della disperazione, per un sistema capitalistico che a livello mondiale sta mostrando tutti i limiti di politiche fortemente condizionate più dai mercati finanziari che dalle scelte politiche dei governi nazionali. Con l’aggravante che i QE finora messi in atto hanno portato la liquidità in circolazione sui mercati finanziari a livelli mai toccati in precedenza, falsando completamente la percezione del rischio finanziario dei mercati.

Qui in Italia si parla di altro, i condizionamenti sembrano arrivare dall’interno dei partiti più che dalle opposizioni, potremmo dire che si procede a forza di salti della quaglia, ma i mercati finanziari sembrano in questi giorni aver preso di mira la borsa italiana, unica tra le principali borse occidentali ad aver invertito il trend di crescita degli ultimi anni.

Di certo la tensione sui mercati è alta e i cali anomali dei prezzi di oro, argento e petrolio che storicamente salgono durante le fasi di tensione internazionale confermano la sensazione di un conflitto mondiale combattuto a colpi di missili finanziari.

A presto

Gianni Di Noia

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