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Crisi

2008

17 febbraio GB: Northern Rock viene nazionalizzata.

1 marzo USA: American International Group (AIG) annuncia perdite per 5,3 miliardi di dollari nel quarto trimestre del 2007, dovute a svalutazioni per 11,12 miliardi nei derivati e titoli legati ai mutui subprime.

13 marzo USA: Bear Stearns viene salvata da JP Morgan Chase con l'acquisizione ad un prezzo di 2$ per azione (-90% rispetto al prezzo di due giorni prima). Il tutto grazie ad una linea di credito di 30 miliardi di dollari da parte della FED.

4 giugno USA: Moody’s e Standard & Poor’s declassano il rating delle compagnie di assicurazione Monoline MBIA e AMBAC.

11 luglio USA: IndyMac Bancorp Inc (operatore in mutui della California) fallisce con 900 milioni di dollari di perdite e viene rilevata dalla FDIC.

13 luglio USA: una legge autorizza il Tesoro e la FED ad intervenire per il salvataggio della Federal National Mortgage Association (Fannie Mae) e della Federal Home Loan Mortgage Corporation (Freddie Mac), agenzie governative in forma di società privata attive nel mercato secondario dei mutui con garanzie (per 5.200 miliardi di dollari) e cartolarizzazioni, alle quali la crisi ha inferto perdite per 14 miliardi di dollari.

15 luglio USA: la SEC impone restrizioni alle vendite di posizioni corte non coperte (naked).

7 settembre USA: Fannie Mae e Freddie Mac vengono poste in amministrazione straordinaria e nazionalizzate sulla base di un piano di acquisto di un miliardo di dollari di azioni per ciascuno dei due intermediari e lo stanziamento di altri 200 miliardi di dollari da destinare al rafforzamento del loro capitale.

15 settembre USA: Lunedì nero. Il sistema finanziario americano sembra collassare, l’indice Dow Jones tocca il minimo dal settembre 2001.

Merrill Lynch è rilevata per 50 miliardi di dollari da Bank of America.

Lehman Brothers chiede di essere ammessa alla procedura di Chapter 11, per l’indisponibilità del Governo ad intervenire per facilitare l’acquisto da parte di un altro intermediario. Con una esposizione di 60 miliardi di dollari sull’immobiliare ad alto rischio ed un passivo di oltre 600 miliardi di dollari, è il più grosso fallimento della storia.

American International Group (AIG) annuncia la richiesta di un prestito ponte alla FED. Le azioni crollano in borsa.

16 settembre Le Banche centrali immettono liquidità nel sistema.

USA: La FED annuncia un piano per il salvataggio di AIG basato su di un prestito a 24 mesi da 85 miliardi di dollari ed il trasferimento in mano pubblica del 79,9% del capitale.

Parte delle attività di Lehman Brothers sono rilevate da Barclays.

Reserve Primary, un grande fondo attivo sul mercato monetario, annuncia che il valore della sua quota è sceso sotto l’unità dando il via a un’ondata di richieste di rimborso.

17 settembre USA: Le azioni di Goldman Sachs e Morgan Stanley precipitano.

18 settembre Le banche centrali fronteggiano con misure coordinate la penuria di finanziamenti in dollari tramite il potenziamento o la creazione di linee swap per 160 miliardi di dollari.

GB: viene adottato il temporaneo divieto di vendita allo scoperto di azioni.

19 settembre USA: il Tesoro annuncia il TARP (Troubled Asset Relief Program), un piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari basato sull’acquisto dei titoli tossici dalle banche in difficoltà.

20 settembre USA: La FED accoglie la richiesta di Goldman Sachs e Morgan Stanley di trasformarsi in banche commerciali rinunciando allo status di banche d’investimento.

22 settembre USA: La giapponese Nomura Holdings rileva le attività di Lehman Brothers in Asia, Europa e Medio Oriente, inclusi i circa 3.000 dipendenti operanti nell’area.

25 settembre USA: la Washington Mutual (la più grande Savings & Loans del paese, con circa 300 miliardi di dollari di attivi) crolla sotto il peso di 19 miliardi di dollari di perdite. La FDIC interviene trasferendo le attività bancarie a JP Morgan Chase per 1,9 miliardi di dollari.

28 settembre Nuove pesanti manifestazioni della crisi in Europa. I governi di Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo intervengono acquistando per 11,2 miliardi di euro il 49% del gruppo Fortis che cederà parte delle attività della banca olandese ABN Amro da poco rilevate.

GB: Il Governo inglese nazionalizza la Bradford & Bingley vendendola allo spagnolo Banco Santander e rilevando mutui per 41 miliardi di sterline.

Ger: Il governo tedesco annuncia un piano di salvataggio della Hypo Real Estate che verrà poi portato da 35 a 50 miliardi di euro dopo che le banche inizialmente coinvolte si erano ritirate di fronte all’insufficienza dei fondi pubblici stanziati.

29 settembre

Islanda: il Governo nazionalizza la terza banca del paese (Glitnir Bank), dopo aver proceduto nello stesso modo nei confronti della seconda (Landsbanki Islands) ed aver concesso un prestito all’altro grande istituto del paese (Kaupthing Bank).

L’Irlanda si impegna a garantire sino al 2010 tutte le passività del sistema bancario.

I governi di Belgio, Francia e Lussemburgo raggiungono un accordo per iniettare 6,4 miliardi di euro nel gruppo franco-belga di bancassurance Dexia.

USA: il Congresso non approva il piano TARP. L’indice S&P perde l’8,7%: mai così in basso dal 1987.

La banca Wachovia, in difficoltà, viene rilevata.

2 ottobre USA: il Congresso, approva una nuova versione del piano TARP per 850 miliardi di dollari. Il FMI parla di possibile recessione.

4 ottobre Europa: i capi di governo di Germania, Francia, Gran Bretagna e Italia si riuniscono a Berlino insieme al Presidente della Commissione Europea, al Presidente dell’Eurogruppo e a quello della BCE per tentare di dare una risposta coordinata alla crisi. Viene accantonata la proposta francese di istituire un fondo di garanzia europeo. Prevale l’impostazione tedesca basata sull’elaborazione di linee guida comuni che lascino tuttavia agli Stati membri piena autonomia nelle decisioni da prendere riguardo ai casi di salvataggio delle banche nazionali.

5 ottobre Italia: Unicredit vara un piano di ricapitalizzazione per complessivi 6,6 miliardi di euro al fine di rafforzare la patrimonializzazione portando il Core Tier 1 ratio al 6,7%.

6 ottobre UE: lunedì nero per le Borse: Milano -8,24%; Parigi -9,04%; Londra -7,85%; Francoforte -7,07%.

7 ottobre UE: L’ECOFIN, riunito a Lussemburgo, concorda sulla necessità di sostenere le istituzioni finanziarie di importanza sistemica ed invita la Commissione a innalzare da 20 a 50 mila euro la soglia minima di garanzia dei depositi bancari. Conviene inoltre sulla necessità di adottare un approccio più flessibile in materia di: aiuti di Stato; applicazione dei principi contabili internazionali; gestione del patto di stabilità e crescita.

Il FMI prevede che la crisi finanziaria mondiale costerà 1.400 miliardi di dollari, il 40% delle perdite sarà concentrato in Europa.

8 ottobre Sei banche centrali occidentali, FEDBCEBoE (Inghilterra), BoC (Canada), BNS (Svizzera) e la Riksbank svedese, in un’azione concertata senza precedenti, tagliano di 50 punti base i propri tassi di riferimento. La banca centrale cinese partecipa alla manovra con un taglio di 27 punti base del proprio tasso di riferimento.

GB: il Governo annuncia un piano per il sostegno delle esigenze di liquidità a breve termine delle banche di almeno 200 miliardi di sterline (oltre 460 miliardi di euro). Fra i gruppi destinatari della misura: Abbey, Barclays, Hbos, Hsbc, Lloyds Tsb, Rbs, Standard Chartered e Nationwide Building Society.

12 ottobre I Paesi dell’Eurogruppo, riuniti d’urgenza a Parigi per iniziativa del Presidente francese Sarkozy, emettono un comunicato nel quale si impegnano, fra l’altro, a garantire liquidità e capitalizzazione sufficienti alle istituzioni finanziarie e a rafforzare le procedure di cooperazione e coordinamento fra i paesi europei.

13 ottobre USA: si diffonde la notizia che il Tesoro americano si appresta ad investire 125 miliardi di dollari in nove importanti banche e istituzioni finanziarie.

Le principali banche centrali annunciano congiuntamente misure tese a fornire disponibilità illimitate di dollari per allentare le tensioni sui mercati monetari.

14 ottobre USA: la FDIC annuncia l’istituzione del Temporary Liquidity Guarantee Program in base al quale, a sostegno della fiducia e della liquidità, fornirà garanzie del 100% sui nuovi debiti privilegiati e non garantiti e sui depositi infruttiferi.

15 ottobre Unione Europea: la Commissione si impegna a monitorare gli impatti della crisi finanziaria sui bilanci e si riserva la facoltà di apportare ulteriori variazioni ai criteri di valutazione.

16 ottobre Francia: il Parlamento approva un piano per ristabilire la fiducia nel settore bancario e finanziario e sostenere l’economia.

17 ottobre Germania: il Parlamento approva un piano per la stabilizzazione dei mercati finanziari.

19 ottobre Paesi Bassi: il Governo sottoscrive l’aumento di capitale della ING per 10 miliardi di euro.

24 ottobre Pesanti svalutazioni di alcune valute. Il FMI interviene a sostegno di Ungheria, Ucraina e Islanda con prestiti pari al 10% del loro PIL.

28 ottobre Ungheria: piano di sostegno da 25 miliardi di dollari messo a punto dal FMI e da altre organizzazioni multilaterali al fine di arginare i crescenti deflussi di capitali e attenuare le pressioni sul cambio.

29 ottobre USA: La FED istituisce linee di swap con le autorità monetarie di Brasile, Corea del Sud, Messico e Singapore al fine di fronteggiare la perdurante penuria di finanziamenti in dollari su scala mondiale.

06 novembre UE: La BCE riduce i tassi di interesse dello 0,5% (al 3,25%), la Banca d’Inghilterra dell’1,5% (al 3%).

7 novembre UE: i Capi di Stato o di Governo trovano l’accordo su principi generali e metodologie specifiche per la gestione della crisi finanziaria da proporre al G-20 del 15 novembre.

9 novembre Cina: il Governo annuncia un piano di stimolo all’economia da 586 miliardi di dollari.

10 novembre USA: il Tesoro annuncia la sottoscrizione di azioni privilegiate AIG per 40 miliardi di dollari e la FED l’istituzione, a favore dello stesso gruppo assicurativo, di una Residential Mortgage-Backed Securities Facility (fino a 22,5 miliardi di dollari) e di una Collateralized Debt Obligations Facility (fino a 30 miliardi di dollari).

12 novembre UE: prima riunione del Gruppo di Esperti, presieduto da Jacques de Larosière, incaricato dal Presidente della Commissione di studiare un progetto di riforma della vigilanza finanziaria.

USA: il Segretario al Tesoro Paulson annuncia un nuovo approccio nella gestione del TARP focalizzato non più sull’acquisto degli attivi tossici ma sulle ricapitalizzazioni e sul sostegno al credito al consumo.

15 novembre A Washington riunione del G-20 dedicata alla crisi. Nel comunicato finale i partecipanti si impegnano a: rafforzare la trasparenza dei mercati e promuoverne l’integrità; migliorare la vigilanza prudenziale; rafforzare la cooperazione internazionale; riformare le istituzioni finanziarie internazionali.

23 novembre USA: intervento congiunto di Tesoro, FED e FDIC per il salvataggio di Citigroup. Il Governo garantisce “asset problematici” sino 306 miliardi di dollari ed inietta altri 20 miliardi di nuovo capitale.

25 novembre USA: La FED vara un piano da 200 miliardi di dollari per prestiti da erogare a fronte di cartolarizzazioni di crediti al consumo e alle piccole imprese e stanzia sino a 500 miliardi di dollari per l’acquisto di obbligazioni e MBS emesse dalle agenzie federali.

26 novembre UE: la Commissione presenta un piano di ripresa a favore della crescita e dell’occupazione che prevede l’erogazione di un sostegno di bilancio pari a circa 200 miliardi di euro.

5 dicembre UE: la Commissione, aderendo ad un invito dell’ECOFIN del 2 dicembre, adotta un’ulteriore Comunicazione sulla ricapitalizzazione delle banche nel corso della crisi per limitare gli aiuti di Stato al minimo necessario e dettare salvaguardie contro indebite distorsioni della concorrenza (C 2008 – 8259).

12 dicembre UE: il Consiglio Europeo di Bruxelles vara il Piano Europeo per la Ripresa Economica.

15-16 dicembre USA: Riunione del FOMC. La FED conferma che acquisterà un rilevante ammontare di titoli emessi dalle agenzie federali e di mortgage backed Securities – al fine di sostenere il relativo mercato e quello immobiliare – e annuncia di star valutando l’opportunità di acquistare T-bonds a lungo termine.

IL 2008 DEI MERCATI

Obbligazionario

  • Tasso FED
  • Tasso BCE
  • T-Bond
  • Bund
  • BTP
  • Euribor 3m

Valute

  • USD
  • GBP
  • CHF
  • JPY

Azionario

  • S&P 500
  • Dax
  • EuroStoxx 50
  • Ftse All Share

Materie prime

  • RJ-CRB
  • Gold
  • Silver
  • Crude Oil
  • Rame
  • Frumento

2012

2013

2014

2011

2010

Società

 

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