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Crisi

Il paradosso del QE

Mentre la Grecia vive le ore drammatiche del referendum sull’Euro, prosegue la guerra valutaria tra le banche centrali mondiali per affrontare una crisi che evidentemente non è solo greca.

Venerdì la banca centrale svedese ha nuovamente tagliato i tassi di interesse che già erano negativi, portandoli dal -0,25% al -0,35%, ampliando anche il Quantitative Easing a 45 mld di corone svedesi fino a fine anno. La mossa, dovuta al tentativo di svalutare la moneta per far ripartire l’inflazione e sostenere l’economia, era inaspettata visto l’ultimo taglio fatto solo 3 mesi fa. A costringere l’autorità bancaria svedese verso questo passo è stato il fatto che nonostante le azioni fin qui svolte, la Corona ha continuato ad essere forte e l’economia è rimasta in deflazione.
A questo punto non possiamo non riflettere sul fatto che una politica fallimentare venga affrontata aumentandone l’intensità dell’azione. Una scelta difficile, obbligata dal fatto che tutte le banche centrali mondiali stanno attuando le stesse politiche. Ma se tutti svalutano le loro monete, si crea un circolo vizioso che rende inefficaci le politiche stesse senza risolvere il problema.
Questo è il modello economico capitalista in cui viviamo che sta mostrando nella loro gravità tutti i suoi paradossi.

Gianni Di Noia

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