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Economia

Una situazione dracmatica

Quella greca? Macchè! La situazione greca è chiarissima. La Grecia è fallita, comunque vada. Un tessuto produttivo quasi inesistente, solo capre, formaggi e turismo. Una flotta mercantile che non paga le tasse in Grecia. Un apparato pubblico sproporzionato con una marea di pensionati a carico. Un decennio di bassi tassi di interesse sprecati. Decine di miliardi di aiuti buttati al vento, per ritrovarsi peggio di prima. Colpa della Merkel? Non direi proprio. Vanno aiutati ancora? L’Italia ha contribuito con 40 miliardi di Euro di aiuti che non rientreranno mai. Alzi la mano chi se la sentirebbe di prestare soldi alla Grecia? Ora il problema è 1,5 miliardi di Euro da rimborsare al Fondo Monetario. I soldi ci sono, la trattativa c’è, in cambio si chiede di creare le condizioni per il paese di tornare ad essere un’economia produttiva che si regge in piedi da sola. In pratica meno stato e più impresa (in pratica una seria politica economica di sviluppo). Ma se la maggioranza della popolazione vive grazie allo stato greco, questo significa ulteriori sacrifici per tutti. E chi è stato eletto dai greci è stato eletto per non far pesare i sacrifici ai cittadini. Ma gli europei non si fidano. Non avete cambiato la situazione negli ultimi quindici anni con tutte le condizioni di favore, perché dovremmo fidarci di voi oggi? E i greci rispondono: “perché altrimenti noi non paghiamo, facciamo default e chi si è visto si è visto”.

Con il default della Grecia a rimetterci sarebbero tutti gli stati, istituzioni e banche che hanno prestato soldi ai greci. Quindi anche noi cittadini, perché col default addio ai nostri 40 miliardi di aiuti, con conseguente aumento del passivo dello stato italiano, con relativo sforamento dei parametri europei, aumento del rischio sui nostri titoli di stato, con relativo crollo dei prezzi a seguito dell’aumento dei tassi d’interesse e quindi crollo degli attivi di bilancio delle banche italiane piene di BTP e quindi ulteriore riduzione della capacità di erogazione prestiti all’economia, con conseguente aggravamento della crisi economica del paese. In questo scenario dracmatico ci sarebbe sicuramente l’intervento della BCE a comprare i titoli di stato e salvare le banche per sostenere l’economia. Ma questi interventi delle banche centrali funzionano? Non so!

Dal 2009 ad oggi le banche centrali mondiali hanno innestato nei mercati più di 5000 miliardi di dollari, l’8% di tutto il Pil mondiale e cosa hanno ottenuto? L’economia in Europa non si è ripresa, in Giappone non si è ripresa, negli Stati Uniti ci hanno fatto credere che tutto andava bene e invece anche la loro economia non va tanto bene. In compenso i debiti pubblici di tutti gli stati sono aumentati a dismisura. Funzionano gli interventi delle banche centrali? La risposta ce la da il Fondo Monetario Internazionale che recentemente ha affermato in una nota che vista la situazione di bassi tassi, conviene non ripagare i debiti ma solo gli interessi. Indebitati a vita? Quantitative easing perenne?

E’ chiaro ed evidente che il problema non è Tsipras, non è Varoufakis e la Grecia. Il ricatto greco è dato dal fatto che in caso di ritorno alla dracma, la nuova moneta sarebbe svalutata pesantemente, per un po’ di tempo non si finanzierebbero più sul mercato, ma stampando moneta, i loro yogurt diventerebbero molto convenienti e quindi verrebbero esportati in quantità, il prezzi nel paese scenderebbero a livelli di saldo attirando turisti stranieri e capitali stranieri. La Grecia riprenderebbe a vivacchiare, e a quel punto altri stati europei sarebbero tentati di fare altrettanto. Stiamo parlando di Italia, Spagna, Portogallo, Francia? Chi lo sa!

La salveranno, non la salveranno? Chissà, non mi importa più di tanto. Sono tutti fiduciosi che alla fine l’accordo si farà. I greci non hanno molto da perdere, gli europei un pò di più. Pure gli investitori di Lehman Brother’s erano convinti il venerdì che nel week-end ci sarebbe stato il salvataggio. Invece…

In ogni caso rimarrebbe il problema delle politiche economiche, per i greci, per noi, per tutto il mondo. La realtà è che in questo momento non si vedono molte politiche economiche serie in giro. Costano fatica, competenza, serietà. E’ più facile scatenare una guerra finanziaria a chi svaluta di più la sua moneta. Lo fanno tutti i paesi del mondo e se stiamo ancora così vuol dire che non funziona. E se la guerra finanziaria non produce un vincitore il rischio di una guerra vera diventa alto. Infatti negli ultimi anni strane insurrezioni si sono alternate. Eppure non si capisce perché l’insurrezione popolare in Libia abbia scatenato l’intervento militare internazionale per cacciare Gheddafi, mentre con l’ISIS non si riesce a fare niente (in una zona piena di militari addestrati e controllati da decenni dagli americani). Misteri moderni. O storie già viste. Nel frattempo dopo Egitto, Libia, Siria, Ucraina, Iraq e Yemen occhi a Macedonia e Transnistria.

Ma come dicevo qualche giorno fa, in uno scenario così tranquillo, il popolo italiano è corso ad investire i suoi pochi risparmi nel sistema bancario. Parlavamo di carne da macello da parco buoi? Eccovi i numeri, tra il 15 aprile ed oggi questi sono i risultati parziali:

Indice generale dei fondi (indice Fideuram): -2,22%

fondi obbligazionari (indice Fideuram): -2,08%

fondi obbligazionari internazionali governativi: -7,59%

fondi bilanciati: -4,08%

fondi azionari: -4,81%

fondi flessibili: -1,39%

Complimenti ai risparmiatori italiani e complimenti alle banche italiane che sicuramente avranno gestito al meglio le scelte dei loro clienti.

Gianni Di Noia

 

NB: In questo scenario incasinato, i titoli più venduti sul mercato sono i bund tedeschi, quelli del paese più efficiente, quei titoli fino a ieri considerati più sicuri. Strano!

L’Euro tanto bistrattato di un Europa in decadimento invece che crollare, sale! Strano.

Russia, Cina e India comprano a man bassa tonnellate di oro e il prezzo non sale. Strano!

Invece i rendimenti dei nostri titoli di stato salgono, quindi i prezzi scendono e per i risparmiatori che li hanno in portafoglio non è un bene, ma in televisione e sui giornali continuano a tranquillizzare dicendo che lo spread rimane stabile. Questo però non è strano, il livello di professionalità dei media italiani è terrificante e questo si sapeva.

Tranquilli tutto a posto. C’è la ripresa e arriva l’estate!

Tutti al mare, tutti al mare, a mostrar le chiappe chiare…

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