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Economia

Te li ricordi gli Swatch?

Era verso la fine degli anni '80, era esplosa la moda degli Swatch, orologi e poi anche occhiali da sole colorati a basso prezzo. Li portavano tutti, giovani e meno giovani, se non ricordo male costavano 65.000 lire. Uguali nella forma, diversissimi nei disegni colorati. Una moda dilagante che aveva trasformato occhiali e orologi in capi di abbigliamento. Cambiavi vestito e cambiavi disegno dell'orologio. Più la moda cresceva, più la casa madre inventava nuovi disegni colorati. Fino a quando partirono i collezionisti. Gli orologi andavano a ruba. Ogni nuovo modello appena uscito andava esaurito, c'era chi ne comprava 5-6 tutti insieme. E poi li rivendeva a prezzi che per alcuni modelli erano fino a 10 volte superiori.
Poi la moda passò! Calò la richiesta e di conseguenza calarono i prezzi da collezionisti, che tornarono a quelli di listino del negozio.
Poi esplose la moda delle schede telefoniche e delle schede autostradali. Ricordo di persone che si mettevano in fila fin dalla notte davanti alle poste per comprare le nuove uscite, per poi rivendersele a prezzi 2-3-4 volte superiori. Poi arrivarono i telefonini. Calò la richiesta di schede, e con essa calarono i prezzi che tornarono a quelli del valore facciale della scheda.


E' la legge della domanda e dell'offerta. Finchè c'è gente che domanda, i prezzi salgono. C'è un valore reale e un valore aggiunto dato dalla richiesta di massa, razionale o irrazionale che sia. La stessa legge che vale per i mercati finanziari. Molti dicono che sono irrazionali, ma in realtà la storia degli Swatch e delle schede telefoniche ci insegna che è l'uomo ad essere irrazionale. E chi razionalmente ne è consapevole, ne deve tenere conto ed all'occorrenza sfruttare razionalmente questa irrazionalità collettiva.

E questa irrazionalità regna sovrana sui mercati finanziari da sempre. Ma ultimamente il mondo dell'economia reale si è bruscamente risvegliato nel 2008 per via della crisi scoppiata un anno prima sui mercati finanziari. Sono passati 7 anni, i mercati finanziari si sono ripresi ed hanno toccato nuovi massimi, l'economia reale no.
Che cosa ha consentito in questi anni di crisi economica la crescita dei mercati?
In primo luogo il denaro facile a costo zero emesso dalle banche centrali. Il denaro è stato prestato alle banche commerciali, le quali consapevoli dei problemi dell'economia reale, lo hanno usato per comprare titoli di Stato, la richiesta faceva salire i prezzi, la salita dei prezzi generava guadagni che a loro volta venivano reinvestiti, e il ciclo si autoalimentava.
Secondo: i paesi emergenti e i produttori di materie prime, in particolare petrolio. Questi paesi producevano prodotti e materie sostenendo costi in valute locali spesso svalutate e vendevano all'estero incassando in dollari. Il modo migliore di investire tutti questi guadagni era quello di comprare titoli in dollari e negli ultimi anni in Euro, sia azioni che titoli di stato. La domanda sosteneva i prezzi, quindi i guadagni degli occidentali che li spendevano acquistando prodotti, e il ciclo si autoalimentava.
Terzo: specialmente in America le società americane approfittando del basso costo del denaro hanno iniziato a finanziarsi emettendo obbligazioni per acquistare azioni proprie e toglierle dal mercato. Si chiama buy back, una operazione che consente di dividere utili (che stavano calando) per un minor numero di azionisti. In questo modo potevano presentare un indicatore di bilancio, l'utile per azione, artificiosamente alto per attrarre così gli investitori.
Quarto: il margin debt. Nelle borse principali i grossi speculatori si fanno prestare soldi (debt) per comprare azioni che danno in garanzia al finanziatore. La domanda di azioni fa salire i prezzi ed il gioco si autoalimenta.

Ora la dura realtà sta presentando il conto. La crisi economica reale, delle persone reali con pochi soldi, ha ridotto i consumi di prodotti che i cinesi producono ma non vendono. E tutti a dare la colpa ai cinesi.
In realtà i mercati scendono perchè non c'è più domanda finanziaria. Per gli stessi motivi che finora hanno favorito la crecita dei prezzi. Ma questa volta letti al contrario.
In primo luogo i tassi allo zero avevano portato i prezzi di titoli di Stato e obbligazioni a livelli tali che in alcuni casi il rendimento cedolare era negativo. Titoli a rendimento negativo non possono essere interessanti, torneranno gli acquisti solo quando i prezzi saranno scesi al punto di renderli nuovamente convenienti.
Secondo: il calo dei prezzi delle materie prime ed il calo dei consumi a livello mondiale ha ridotto i guadagni dei paesi produttori, che quindi hanno smesso di comprare titoli americani ed europei e hanno iniziato anche a vendere quelli detenuti in portafoglio. Un processo che è appena all'inizio.
Terzo: il gioco del buy back alla lunga diventa evidente, se non trovi più chi ti presta soldi, non puoi più ricomprarti le tue azioni. E il calo della domanda fa scendere i prezzi.
Quarto: il margin call. Quando i prezzi delle azioni cominciano a scendere i finanziatori restituiscono le azioni date in garanzia per rientrare dei soldi. Chi si era indebitato è costretto a vendere le azioni per restituire il prestito e il calo dei prezzi si autoalimenta.

Follia irrazionale dei mercati finanziari? Pensate agli Swatch, e ditemi se non sia "normale" follia irrazionale umana.
A proposito, i prezzi delle case in Italia, quell'Italia dove il "mattone è sempre il mattone", secondo voi sono alti o bassi? Provate a pensare ai prezzi delle case ai tempi dello Swatch, e confrontateli con quelli di oggi.
Si, si, i matti sono sempre gli altri!

A presto

Gianni Di Noia

P.S. C'era una volta un banchiere centrale americano di nome Alan Greenspan, diceva che sarebbe stato pronto a stampare denaro e lanciarlo alla gente da un elicottero. Per l'elicotterista si potrebbe chiedere ai Casamonica, per stampare denaro qualcuno forse ci penserà...

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