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Economia

Noi abbiamo il paracadute e tu no..!!

Non so perché ma mi è venuta in mente quella vignetta delle Sturmtruppen del mitico Bonvi dove, nel gruppo di paracadutisti appena lanciatisi dall’aereo, ad un soldato non si apre il paracadute e comincia a precipitare. A quel punto gli altri soldati chiedono istruzioni al comandante il quale grida: “prendetelo per la cintura!”. Al primo tentativo si rompe la cintura. “Prendetelo per la giacca!” grida ancora ma al primo tentativo la giacca si straccia. “Prendetelo per i pantaloni!” ancora il comandante, ma anche i pantaloni si strappano. “Prendetelo per il culo, fate qualcosa per salvarlo!” urla disperatamente il capo del gruppo e a quel punto gli altri tutti in coro: “noi abbiamo il paracadute e tu noooo!!!”
Che ridere…
A pensarci bene la storiella rende l’idea di come sta evolvendo la crisi mondiale. La crisi è scoppiata per le banche americane a causa dei mutui subprime, soldi prestati a clienti che non avevano i requisiti (redditi) per fare un mutuo, e che è diventata evidente quando i suddetti clienti hanno iniziato a non rimborsare più le rate. A catena la crisi si è trasferita alle banche che avevano investito soldi loro e dei clienti in strumenti finanziari che generavano rendimenti da questi mutui, e a cascata ha contagiato il mondo bancario globale.
Il sistema politico e finanziario ha fatto di tutto per evitare di far precipitare la crisi ed ha tentato il salvataggio di quelle stesse banche che la crisi avevano creato, prima con l’abbassamento del costo del denaro da parte delle banche centrali portando i tassi d’interesse a zero o addirittura negativo, poi con l’intervento degli stati che (indebitandosi ulteriormente) hanno rifinanziato le banche nella speranza che queste riprendendo a prestare soldi a loro volta al mondo imprenditoriale facessero ripartire l’economia. Infine si è passati alle banche centrali che hanno assunto il ruolo di prestatori di ultima istanza, con programmi di finanziamento alle banche.
Il risultato di tutti questi tentativi di salvataggio è che in giro per il mondo i tassi di interesse sono addirittura diventati negativi, vale a dire che devi pagare tu un tasso d’interesse per lasciare i soldi alla banca centrale; il denaro non circola nella economia reale perché stati, industrie, privati, sono tutti già straindebitati (in America sono dovuti ricorrere nuovamente ai finanziamenti subprime), e la ripresa non c’è. La ripresa è falsata statisticamente negli USA, non c’è in Europa e pure la Cina sta rallentando.
A questo punto mentre i mercati finanziari stanno registrando i massimi storici grazie solo ai prestatori di ultima istanza (le banche centrali), stiamo scoprendo che purtroppo non è bastata neanche l’ultima istanza.
E adesso? Non so quanti siano nella condizione di canticchiare “noi abbiamo il paracadute e tu no…”. In passato periodicamente le crisi economiche arrivavano al punto di essere irrisolvibili ed a quel punto si azzeravano i debiti di chi non poteva pagare, d’altronde come si dice: “il popolo affamato fa la rivoluzion!”. Non è una novità, la cancellazione dei debiti era un esperienza già vissuta fin dai tempi della Mesopotamia, dei Greci e dei Romani, che affonda le sue radici nel indicazione biblica del Giubileo.
Il libro del Levitico (http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__P37.HTM) ci racconta del Signore che sul monte Sinai dice a Mosè: “Parla agli Israeliti e riferisci loro: Quando entrerete nel paese che io vi dò, la terra dovrà avere il suo sabato consacrato al Signore. Per sei anni seminerai il tuo campo e poterai la tua vigna e ne raccoglierai i frutti; ma il settimo anno sarà come sabato, un riposo assoluto per la terra, un sabato in onore del Signore; non seminerai il tuo campo e non poterai la tua vigna. Non mieterai quello che nascerà spontaneamente dal seme caduto nella tua mietitura precedente e non vendemmierai l’uva della vigna che non avrai potata; sarà un anno di completo riposo per la terra. Ciò che la terra produrrà durante il suo riposo servirà di nutrimento a te, al tuo schiavo, alla tua schiava, al tuo bracciante e al forestiero che è presso di te; anche al tuo bestiame e agli animali che sono nel tuo paese servirà di nutrimento quanto essa produrrà. Conterai anche sette settimane di anni, cioè sette volte sette anni; queste sette settimane di anni faranno un periodo di quarantanove anni. Al decimo giorno del settimo mese, farai squillare la tromba dell’acclamazione; nel giorno dell’espiazione farete squillare la tromba per tutto il paese. Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nel paese per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia. Il cinquantesimo anno sarà per voi un giubileo; non farete né semina, né mietitura di quanto i campi produrranno da sé, né farete la vendemmia delle vigne non potate. “Era appunto lo Jobel, il corno di ariete, la tromba dell’acclamazione che doveva suonare Mosè per dare inizio ad un anno di riposo, di richiamo (Jobil) e di remissione (Jobal) anche dei debiti: “…In quest’anno del giubileo, ciascuno tornerà in possesso del suo. Quando vendete qualche cosa al vostro prossimo o quando acquistate qualche cosa dal vostro prossimo, nessuno faccia torto al fratello…” e ancora: “Nessuno di voi danneggi il fratello, ma temete il vostro Dio, poiché io sono il Signore vostro Dio… Se il tuo fratello che è presso di te cade in miseria ed è privo di mezzi, aiutalo, come un forestiero e inquilino, perché possa vivere presso di te. Non prendere da lui interessi, né utili; ma temi il tuo Dio e fà vivere il tuo fratello presso di te. Non gli presterai il denaro a interesse, né gli darai il vitto a usura.”
Può sembrare folle pensare a norme dei tempi biblici come soluzione ai problemi moderni? Forse, ma non è meno folle continuare ad alimentare un sistema economico che crea solo problemi. Occorre comunque ripensare il sistema bancario basato sulla riserva frazionaria (http://www.giannidinoia.it/wordpress/una-storia-fantastica/), un sistema dove le banche prestano soldi creando nuova moneta dal nulla. I risultati sono quelli che stiamo vivendo. Perché a questo sistema non c’è soluzione. Se non un anno giubilare che ci faccia ritornare ad un sistema più sano.
Qualcuno di voi ricorda la campagna “cancella il debito” dei paesi poveri, a quei tempi (pochi anni fa) eravamo noi “paesi ricchi” ad azzerare il debito dei paesi poveri. Bene, ora con l’aiuto del database statistico della CIA (https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/rankorder/2186rank.html) andiamo a ricostruire la classifica dei paesi più indebitati al mondo, guardiamo i paesi più avanzati tipo Giappone (1°), Italia (4°), Germania (26°) e Stati Uniti (36°) e confrontiamoli con i paesi ex-emergenti : Brasile (50°), India (63°), Sud Africa (81°), Cina (134°) e Russia (151°). Secondo voi da che parte si sta spostando il baricentro del potere del mondo?
Forse è il caso di ripassare un po’ di storia ed invocare un nuovo Giubileo. Nel frattempo staremo a vedere le prossime mosse di governi e banche centrali. In questi giorni due paesi europei ultraindebitati stanno andando a gambe all’aria: Grecia, Ucraina. Uno verrà aiutato e l’altro no. Due storie diverse? Neanche tanto! Due solidarietà diverse? Lo vedremo presto!
Venghino signori venghino, lo spettacolo sta per cominciare.
A presto

Gianni Di Noia

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